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26 Giugno 2019

Ammazzali

di Vittorio Lussana
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Ammazzali

A prima vista, potrebbe sembrare che in questa IV edizione del Roma Fringe Festival 2015 noi si voglia parlare e scrivere ‘bene’ di tutti, al fine di esprimere una sorta di incoraggiamento o di sostegno morale nei confronti di compagnie teatrali composte, per lo più, da giovani attori emergenti. Le cose non stanno affatto così: il valore qualitativo dei progetti teatrali scelti per questa edizione 2015 si sta dimostrando, sin dall’inizio, elevatissimo. Come nel caso di ‘Ammazzali’, un lavoro prodotto dalla compagnia ‘Scena Teatro’, recitato con impegno, trasporto, grandi capacità interpretative. Tre giovani attori che hanno voluto cimentarsi nel difficile genere del teatro dell’assurdo. E che riescono a coinvolgere il pubblico nel non sempre amato ‘equilibrio artistico’ che scorre funambolicamente lungo il ‘filo’ della follìa e dello psicodramma. Tre figli, ottimamente interpretati da Alessandro Tedesco, Cesare D’Arco e Victor Stasi, maltrattati e repressi dai propri genitori, giocano a progammarne l’assassinio. E, ovviamente, da ragazzi intelligenti quali sono riescono a intravederne, con consapevolezza drammatica, ma anche riconoscibile ‘vena’ ironica, tutte le conseguenze che discenderebbero dal criminoso progetto: la curiosità morbosa dei vicini, le indagini della Polizia, il processo che ne deriva e che li pone, inevitabilmente, sul banco degli imputati, accusati addirittura dalle loro stesse vittime, da essi stessi interpretati in qualità di testimoni. È questa la vera ‘magia’ del teatro dell’assurdo, il suo ribaltamento logico, artistico e concettuale più vero e profondo: nulla impedisce di potersi liberare da ogni logica ferrea, stringente, ‘ingabbiante’, fissatrice delle proprie istituzioni artistiche e delle stesse potenzialità interpretative degli attori che si esprimono sulla scena. Non ci sono ‘gabbie dogmatiche’ o contaminazioni ‘formali’. E persino i morti possono testimoniare nel processo istituito per sanzionare il delitto che hanno subito. O persino, in altri casi, presenziare al proprio funerale. Assurdo, vero?  Ebbene, è esattamente questa la ‘coerenza’ di questo genere artistico, per chi sa riconoscerlo e apprezzarlo. Un ottimo spettacolo.

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Ammazzali
Palco C - h. 31 maggio h. 23,30 - 1 giugno h. 22,00 - 3 giugno 20,30

Tre fratelli rinchiusi in una cantina (o forse semplicemente in una stanza), giocano ossessivamente all’assassinio dei propri genitori. In forma quasi psicodrammatica, con chiaro riferimento al teatro dell’assurdo, assumono i ruoli degli assassini, delle vittime, dei vicini curiosi, della polizia che indaga, dei funzionari del processo (a cui intervengono in qualità di testimoni gli stessi genitori uccisi). Quando i giovani avranno riconosciuto che tutti i personaggi, quelli ‘recitati’ (i genitori) e quelli ‘recitanti’ (i figli), sono tutti egualmente vittime, il gioco riprenderà senza soluzione di continuità in un alternanza di accusa-difesa.

Da J.Triana - Regia: Antonello De Rosa - Interpreti: Alessandro Tedesco, Cesare D’Arco, Victor Stasi
Ricerca musicale: Nicola Ferrentino - Compagnia Scena Teatro
GENERE: prosa, con richiami al teatro dell'assurdo


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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