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28 Ottobre 2020

Condannato a morte. The Punk Version

di Gaetano Massimo Macrì – gmacri@periodicoitalianomagazine.it Twitter @Gaetanomassimom
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Condannato a morte. The Punk Version

Gli ultimi giorni di un condannato a morte, rinchiuso in "una scatola di pietra". Una storia tragica che riflette sui meccanismi che si innescano nella mente di uno sciagurato in attesa del patibolo. Di fronte alla condanna certa, alla consapevolezza di dover essere giustiziati, l’essere umano si confonde, il sudore si fa freddo, l'ansia si impadronisce dei nervi. Man mano che l’ora 'X' si avvicina, si scopre una realtà cruda, contro cui contrasta quella 'burocratica' della legge che esegue, 'imparziale', la condanna. Così, l’atteggiamento e i termini di un mero esecutore della pena - un ufficiale o piuttosto un direttore del carcere - nella loro apparente normalità, nel loro modo di rivolgersi civilmente al detenuto, accrescono il senso di orrore per la fine che lo stesso dovrà fare. Come se la fine ultima di un uomo, decretata da una sentenza di un giudice, riesca a passare 'per buona'. C’è forse una distinzione da compiere tra una morte e un’altra? Tra un omicidio qualunque e quello per il ‘bene dello Stato’? "Ma quale diavolo di delitto ho commesso e quale faccio commettere io alla società?", si chiederà a un certo punto il protagonista, "Un condannato a morte non può redimersi. La morta non cambia gli uomini! Non quelli che muoiono”. E la beffa più grande sarà quella di non essere chiamato “Papà”. Nemmeno la figlia lo riconosce più. La perdita della speranza è talmente grande da annichilire. Quell’omicidio legalizzato, chiamato pena di morte, tuttavia viene ancora compiuto in nome di un concetto ‘rassicurante’ come il bene dello Stato. Lo spettacolo è una trasposizione di un racconto di Victor Hugo, “Ultimo giorno di un condannato a morte”, in chiave un po’ punk, per accrescere la vena anticonformista e di condanna di certi comportamenti della società. Riflessivo.


Condannato a morte. The Punk Version

Palco C - 21 giugno h. 22,00 - 22 giugno h. 20,30 - 23 giugno h. 23,30

Parigi, carcere di Bicêtre. Un uomo senza nome, un condannato a morte come tanti. I suoi ultimi giorni di vita scorrono davanti agli occhi del pubblico. Da “Ultimo giorno di un condannato a morte” di Victor Hugo, il testo di Davide Sacco restituisce la modernità di una grande opera, datata 1829, decontestualizzandola nella struttura, senza mai tradire l’originale per l’intrinseca attualità che la caratterizza.
Lo spettacolo è patrocinato da Amnesty International e dal Giffoni Film Festival e raccoglie le firme per eliminare questa forma di violenza tollerata da una parte della società cosiddetta 'civile’.

Regia: Davide Sacco - Interprete: Orazio Cerino - Allestimento scenico: Luigi Sacco - Costumi: Clelia Bove
Compagnia Avamposto Teatro - Gitiesse Artisti Riuniti
GENERE: drammatico


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