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28 Ottobre 2020

Eureka. Processo al soldato che uccise un genio

di Michela Zanarella
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Eureka. Processo al soldato che uccise un genio

La storia si fa teatro e il teatro si fa storia. Siamo nel periodo della seconda guerra punica, esattamente nel 212 a.C. Siracusa si allea con Cartagine tradendo il patto di allenza che in precedenza aveva stabilito con Roma. L'esercito romano non tarda a vendicarsi e assedia la città, ma Siracusa riesce a difendersi per ben due anni grazie alla genialità di Archimede che riesce con le sue doti in campo bellico a mantenere la protezione della città siciliana. La caduta di Siracusa e la morte di Archimede per mano di un soldato romano sono l'epilogo brutale di un passaggio storico che incide nelle impronte del tempo. E' attorno a questo fatto che si muove 'Eureka. Processo al soldato che uccise un genio' scritto e diretto da Maria Grazia Maltese. La storia diventa il ponte per accedere ad una analisi mirata non solo dei fatti realmente accaduti, ma anche per scandagliare la natura dell'uomo, che a distanza di secoli è rimasta intatta. Razionalità ed istintività diventano le parole chiave in questo caso, proprio per riuscire a capire come l'uomo agisce nei secoli e in una sorta di processo alle intenzioni di Archimede e del soldato che lo assassinò, si snoda la trama dello spettacolo.  L'attore, Marco Feo, che interpreta Archimede si impegna nell'intento di dare voce al genio, che con la sua intelligenza e abilità creativa nella costruzione delle armi e di specchi ustori fa vacillare la sicurezza del soldato, pronto a far valere le sue sentenze. Le macchine da guerra che Archimede avrebbe preparato per difendere Siracusa dall'assedio romano sembrano ancora essere avvolte da un alone misterioso. Nicolò Prestigiacomo, il soldato, cerca a suo modo di portare alla luce ciò che gravita nella mente di un assassino, che tronfio della sua vittoria, nel sangue e nella più incontrollata disobbedienza, si sente però titubante e smarrito davanti alla saggezza di Archimede, uno dei più grandi scienziati e matematici della storia. Questa dualità a specchio tra i personaggi non fa altro che mettere lo spettatore al centro di un processo dove il pensiero e le situazioni si snodano con lo scopo di portare alla riflessione sulla complessità dell'esistenza e sulle fragilità umane, tra ragione ed impulso.
A fare da coscienza, come una sorta di giudice tra lo stratega e il soldato, c'è Arianna D'Arpa, che si rivela presenza onirica per reggere le file delle due piscologie in antitesi. L'odissea di un soldato che giustifica la sua azione di vendetta si trasforma in rivoluzione interiore, in una guerra che non appartiene solo alle guerre puniche.  Il soldato che uccide Archimede non solo disobbedisce con il suo gesto, all’ordine di consegnare vivo l’inventore, ma esprime la volontà di essere umano, prima che soldato. Ecco allora che tutto diventa attuale, trama di un tempo che continua a ripetere errori e a dimostrare tutta la fragilità dell'uomo. Lo spettacolo seppur di alto valore storico e culturale non porta ad un' espressione teatrale moderna dove la sintesi della parola e degli elementi caratterizzano l'evoluzione dello spettacolo nel mondo.
Le sorti della storia non sono così semplici da portare in scena, ma nulla vieta di provarci. Si può sempre migliorare.

Eureka. Processo al soldato che uccise un genio
Palco A - 15 giugno h. 20,30 - 16 giugno h. 23,30 - 19 giugno h. 22,00

212 a.C. - Archimede muore nella sua città per mano di un soldato romano, dopo un assedio protrattosi a lungo, grazie alla difesa messa in atto dal celebre inventore e dalle sue armi micidiali. È su questo fatto storico che si sviluppa uno spettacolo dove Archimede, simbolo e archetipo di quella costante storica che è l’uso del genio a scopi bellici, viene messo a confronto con il soldato suo assassino, che rivendica la paradossale umanità di una vendetta che disobbedisce all’ordine dei comandanti. Un’opera incentrata sulla parola che narra un pezzo di storia antica della Sicilia, ma che potrebbe essere un racconto di quel Novecento che ha visto menti eccellenti produrre armi devastanti.

Testo e regia: Maria Grazia Maltese
Interpreti: Maurizio Spicuzza, Nicolò Prestigiacomo, Arianna D’Arpa, Giuseppe Randazzo, Massimo Vazzana
Compagnia StrummulART - Associazine A Strùmmula
GENERE: prosa storico civile


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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