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diretto da Vittorio Lussana
Area Riservata
28 Ottobre 2020

Giardino

di Giuseppe Lorin
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Giardino

La commedia grottesca proposta dalla giovane compagnia 'I nani inani', pur nell’irrazionalità dell’esistenza dei personaggi, delinea caratteri lirici e fantasiosi, che fanno riflettere sulla sconfitta dell’uomo sopraffatto da un destino più forte della sua volontà, il quale lo sovrasta e lo sommerge. I caratteri dei personaggi di 'Giardino' sono d’una essenziale scabrosità, che rivela non tanto la predilezione alla ribellione da certe imposizioni autoritarie fatte di leggi e norme impartite da un supposto gruppo sociale al suo vertice, quanto le prime conquiste sessuali vissute sulla propria pelle dall’intera famiglia di un 'bamboccione'. E sono, queste, d’un realismo crudo, esasperato, in sintesi grottesco. Sono i limoni del giardino che, pur bellissimi a vedere, mantengono l’agro nel loro interno e il giovane e paffuto principe tra di loro passeggia, annoiato dalle promesse della vita in genere. Il figlio coccolato, il principe Ippolito, il 'bamboccione' in definitiva, fa partecipe l’intero gruppo delle sue ribellioni sessuali, che rappresentano la liberazione e, al contempo, l’iniziazione per superare la fase adolescenziale. Rimandi al 'Leonce und Lena' di Georg Büchner sono inevitabili, così come al 'Caprices de Marianne' di Musset ma, più ancora a 'L’amore di Fedra' di Sarah Kane: queste sono tutte opere prodromi della tragedia euripidea. 'Giardino' è trasposto ai giorni nostri e si può ritenere senza ombra di dubbio un testo di denuncia verso il male che ha distrutto la società passata e ancora distrugge la società attuale: l’educazione. Non diciamo con questa affermazione che la maleducazione sia auspicabile, ma la liberazione dai preconcetti, certamente sì.  Il figlio, 'principe' Ippolito, interpretato da Giuseppe Di Simone, la sua sorellina, Strofe, resa da una 'plastica' Federica Di Benedetto, Marta Angelini, la matrigna manager, Giuseppe Sciarra, che è nel ruolo del prete con tutta l’autorità ecclesiale e che cerca di esorcizzare le voglie libidiche del giovane principe, facendo uscire 'al fine' satana dalla sua corposità, rendono nell’insieme soddisfacente questo spettacolo. Canti gregoriani, musiche trascendenti, note strisciate evidenziano le crude tematiche fatte di sesso, violenza e follia, che sono infatti le colonne portanti di questo spettacolo che esce completamente dagli schemi, rivoluziona l’idea di teatro tradizionale e racconta le vite di quattro persone attraversate da guerre, incesti, stupri, masturbazioni, dottori, preti e molto altro ancora. Certamente, uno spettacolo interessante nel suo richiamarsi al 'nonsense'. Non aspettatevi di vedere le facce degli attori in fila per gli applausi. Originale.


Giardino
Palco C - 1 giugno h. 20,30 - 3 giugno h. 23,30 - 5 giugno h. 22,00

Il principe Ippolito si muove annoiato in quello che sembrerebbe a prima vista un palazzo reale oppure un giardino, laddove crescono strani alberi di limoni. Di quei frutti si percepisce l’agro del loro succo già nel timore di Strofe, sorellastra del principe, che cerca di evitarne la presenza. Una forchetta s’insinua nella polpa dell’agrume, trapassandolo e facendone colare l’essenza così come trabocca l’irresistibile desiderio della regina, rimasta ormai senza sposo, che si affanna nell’angoscia di possedere il giovane erede. Il principe riceve il suo meritato regalo di compleanno che muterà la sorte dei personaggi. Tutto si consuma in fretta nel giardino, incesti e suicidi, feste di compleanno e pubbliche immolazioni.

Regia: Enrico Carraro Moda
Attori: Giuseppe di Simone, Marta Angelini, Federica Di Benedetto, Giuseppe Sciarra e Enrico Maria Carraro Moda - Compagnia I nani inani
GENERE: grottesco


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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