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28 Ottobre 2020

Giuliano Guazzetti che perse la guerra

di Carla De Leo
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Giuliano Guazzetti che perse la guerra

L’uccisione di un commilitone durante una notte di follie e orrori, costringe un soldato a ripercorrere, davanti a un capitano, le ore che precedettero la tragedia, trasportando gli spettatori in uno dei tanti spaccati della realtà creati dalla prima guerra mondiale. Un universo che parla di sangue, abusi sessuali, violenze, tanfo di urina, crudeltà estrema e codardìa. Uno spettacolo che mette in luce le altre parallele battaglie, spesso personali, generate da un conflitto per molti tratti assurdo. Una performance che poggia interamente sulle abilità recitative ed espressive del suo unico interprete, Rosario Campisi, malleabile e poliedrico nei diversi ruoli, di volta in volta, eseguiti. Un monologo che ripercorre spazi, luoghi e sentimenti di quella terribile notte in cui l’animo umano ha dato sfogo ai suoi lati più biechi e bassi. La rappresentazione è intersecata a momenti di disegno, durante i quali un gessetto segnala e descrive, sulla superficie di una lavagna, posizioni e spostamenti dei protagonisti dell’episodio narrato. L’effetto che genera è di una drammaticità intensa, violenta, veritiera, nauseante, quasi palpabile, maggiormente esaltata dal dosaggio esperto di luci e suoni e dall’intervento della voce fuori campo di una ragazza che racconta gli abusi subiti. Una confessione dettagliata, scrupolosa e avida di dettagli, che fa emergere volgarità e bassezze che nulla hanno a che fare con l’eroismo e il patriottismo. Possedere e uccidere il nemico, anche qualora si tratti di un ‘compagno’, si rivelano le regole dello squallore e del vuoto di quelle anime collassate. Molto convincente la prova di Rosario Campisi, abile a raccontare suggestionando realmente il pubblico, che si immerge nella Storia schierandosi e ribellandosi interiormente per quella manifestazione che è apoteosi di abiezione e grettezza. Buone regia e scelta scenografica, che hanno consentito di seguire la narrazione con scorrevolezza e leggerezza, nonostante i momenti di forte drammaticità. Consigliato a chi non teme le viltà che emergono dagli abissi dell’animo. Crudo.   

Giuliano Guazzetti che perse la guerra
Palco B - 16 giugno h. 20,30 - 18 giugno h. 23,30 - 19 giugno h. 22,00

La storia è quella di un soldato volontario, che di fronte a un capitano confessa una notte di orrori, visioni e incontri. Lo spettacolo riflette l’aspetto più bieco dell’animo umano in una condizione estrema: guerra come conflitto universale che ci  identifica con il protagonista e a rischiare come lui, ‘che perse la guerra’, di perderle tutte. Nel centenario del conflitto che incendiò l’Europa, Alberto Severi  riscrive per  Rosario Campisi la Guerra Piccola che nel 1999 venne messa in scena da Ugo Chiti per l’Arca azzurra.

Di Alberto Severi - Con: Rosario Campisi - Regia: Riccardo Rombi
Voce: Elena Balestri - Assistenti: Ulpia Popa, Virginia Billi
Compagnia Catalys
GENERE: prosa


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