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8 Dicembre 2019

Il pasto degli schiavi

di Francesca Buffo
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Il pasto degli schiavi

Il potere, incarnato in un 'fantomatico' personaggio di ‘dirigismo berlusconiano’ è il protagonista dell’opera portata in scena al Fringe da Patas Arriba Teatro. Con un testo ironico, sferzante e a tratti provocatorio firmato da Adriano Marenco, lo spettacolo è un'allegoria ben costruita nelle coreografie, nella regia e nella scelta dei costumi.  Un lungo monologo di prosa, intorno al quale ruota tutto il resto (molto bello l'intreccio coreografico con il teatro danza), trascinando lo spettatore nel machiavellico quanto laborioso gioco del vecchio nobile decaduto che tutto decide e tutto può all'interno del proprio potere residuale, ma già in evidente declino. Con un ritmo ben modulato, la messa in scena non annoia mai. Tuttavia, l'apoteosi del potere che sfocia nel tirannicidio finale, alla fine produce un caos che, nella sua mancanza di analisi, garantisce un ulteriore peggioramento degenerativo, poiché dettato non da un preciso progetto alternativo di liberazione rivoluzionaria, bensì è mosso dall’avidità e dalla vendetta. Lo spettacolo possiede una strutturazione, anche scenografica, complessa ma completa, distaccandosi molto dal livello medio degli altri spettacoli presentati in rassegna al Fringe. Il copione e il soggetto di base possiedono, inoltre, una serie di battute e sottese ironie che potrebbero, via via, cadenzare un ritmo recitativo di questo testo, giungendo a ‘fissare’ concettualmente e con maggior chiarezza le ottime idée del suo autore. Bello.


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Il pasto degli schiavi
Palco A - 1 giugno h. 20,30 - 3 giugno h. 22,00 - 5 giugno h. 23,30

Un potente decaduto si ritira in una gabbia dorata, portando con sé le sue più fedeli schiave per continuare a celebrare gli antichi fasti: la Cagna, la Scimmia, il Serpente e la Colomba. Amanti, infermiere, badanti e madri che condividono con lui i suoi ultimi giorni. Ognuna a suo modo, partecipa al banchetto, arraffa le briciole, condivide i giochi del Capo, si concede, lo cura. Ma tutto precipita e, lontano dagli obblighi sociali, degenera. I ricordi si trasformano in collera, la collera in tragedia, la tragedia in aneddoto. Gli schiavi si ribellano. Riusciranno a liberarsi dal male? Lo spettacolo è incontro tra prosa e danza.

Testo di Adriano Marenco con squarci di Alessandra Caputo
Regia: Valentina Conti, Simone Fraschetti
Interpreti: Pamela Adinolfi, Francesca Di Vincenzo, Simone Fraschetti, Barbara Greco, Chiara Pavoni
Coreografie: Pamela Adinolfi, Barbara Greco - Costumi: Lisa Rosamilia
Compagnia Patas Arriba Teatro - Ass. Cult. Pescatori di Poesia - Produzione: Patas Arriba Teatro
GENERE: drammatico


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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