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28 Ottobre 2020

La vera vita del Cavaliere Mascherato

di Serena Di Giovanni
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La vera vita del Cavaliere Mascherato

Un’opera di Bertolt Brecht incompiuta e quasi sconosciuta, arricchita da poesie e frammenti di altri lavori dello stesso drammaturgo tedesco, tutti collegati dal medesimo filo conduttore, in una chiave ironica e divertente. È questa l’anima portante di questo spettacolo liberamente ispirato a ‘La vita reale’ di J. Geherda di Bertolt Brecht. E proprio come nel suo modello di riferimento, anche in questo caso emerge con forza il concetto di ‘trasformazione’, di ‘metamorfosi’, con tutto quello che ne consegue. Il sipario si apre in un locale di secondo ordine della periferia berlinese. Un cameriere, Geherda, conduce un'esistenza a dir poco grama. Non ha scampo dal mondo avido e arido che lo circonda. Da questo sentimento di insoddisfazione, alimentato dalla sua misera paga e dalle angherie che è costretto a subire, nasce in Geherda l’idea di un alter ego che possa salvarlo: la figura eroica e impavida del Cavaliere Mascherato. Lo spettacolo di fatto racconta gli effetti prodotti dalla mentalità capitalista sull’uomo moderno. Colui che, pur lagnandosi della sua condizione, è incapace di modificarla, di ribellarsi a ciò che ingiustamente gli viene imposto. Alessandro De Feo ci introduce l’immagine di un uomo incapace di reagire, se non ‘idealmente’, al sistema socio-economico di cui fa parte, che lo ha reso schiavo del denaro, vittima e carnefice di se stesso. Un uomo in bilico tra la voglia di cambiare, di riappropriarsi della libertà perduta, e la necessità di adeguarsi allo status quo. Un uomo forse troppo codardo per esprimere la propria opinione e portare a compimento il tanto agognato riscatto morale. Che avviene unicamente sul piano immaginifico, attraverso il ‘delirio’ della metamorfosi. Geherda si sdoppia, diventa un ‘Cavaliere’ in grado di difendere la categoria degli oppressi (della quale lui, ovviamente, fa parte) che sogna e raggiunge la sua libertà attraverso la fuga e lo smacco nei confronti di chi lo ha sbeffeggiato, ovvero l’ultimo viaggio nella lontana Tahiti. Lo spettacolo è scorrevole, divertente e assolutamente attuale perché intriso della morale brechtiana dell’uomo che non aiuta l’uomo, in preda a rabbie e frustrazioni e schiavo del denaro. Visionario quanto basta, esso attinge al teatro non sense vaudevilliano e coinvolge divertendo spettatori e pubblico inducendo alla riflessione sui grandi quesiti socio-culturali della civiltà moderna, tra i quali il reale prezzo della nostra libertà di pensiero. Divertente.



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La vera vita del Cavaliere Mascherato
Palco A - 7 giugno h. 22,00 - 9 giugno h. 20,30 - 11 giugno h. 23,30

In un tristo albergo della periferia berlinese, il cameriere Jacob Geherda conduce un’esistenza miserabile,  con una paga vergognosa, costretto a subire quotidiane umiliazioni dai superiori e dalla clientela. Gli rimane di sognare e tra fuochi d’ artificio, bottiglie stappate, acclamazioni, si trasforma nel Cavaliere mascherato, impavido difensore dei maltrattati. Un testo indeciso tra il vaudeville, la sceneggiata napoletana e il dramma romantico d’amore e d’avventure, sospeso tra realtà e sogno, in disequilibrio ideologico tra il dovere di dire la verità sempre e il proprio tornaconto esteriore.

Regia: Alessandro De Feo
Interpreti:  Tiziano Caputo, Matteo Cirillo, Angelica Ferraù, Fabrizio Milano, Gioele Rotini, Duilio Paciello - Allestimento: Valentina Cristofari
Musiche: Chopin, Beethoven, Liszt, Debussy, Nino Rota - Compagnia Azzèro Teatro
GENERE: teatro sociale brechtiano


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
Registrata presso il Registro Stampa del Tribunale di Milano, n. 345, il 9.06.2010.
EDITORE: Compact edizioni divisione di Phoenix associazione culturale