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28 Ottobre 2020

L’uomo dei finali

di Michele Di Muro
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L’uomo dei finali

Una copertura di cellophane da imbianchino per scenografia e un attore, Sandro Calabrese, interprete di un racconto in forma di monologo brillante. Il plot si basa sulla la storia della famiglia di Frank: una madre casalinga, un padre spettatore televisivo di professione, un fratello gemello (l’alter ego vincente) con cui vive in simbiosi e la nonna amante delle sigarette senza filtro e delle telenovelas. La storia è tracciata in un linguaggio tra lo spiritoso e il dolcemente nostalgico, utilizzando un mix di italiano e parlata romanesca. La mamma e il papà sono rappresentati su due fogli di plexiglas, la nonna è una bambola entro una cornice, mentre il retro del piano di un tavolo è usato come quadro descrittivo del rapporto tra i due fratelli.
Man mano che lo spettacolo prosegue emerge la figura della nonna, a cui i due si legano molto. Frank è addetto alla preparazione delle sigarette, mentre Bob ha il compito di memorizzare i finali dei telefilm e, quindi, di spiegarli alla 'nonnina' che ogni volta si addormenta prima della fine.
La descrizione delle rapporto tra i tre personaggi si vela di romantica nostalgia ed è sapientemente accompagnato dalla musica. Alla sua morte, i nipoti vogliono ricordarla cercando di stabilire, rispettivamente, il record di sigarette 'rollate' e di memorizzazione di finali. Frank fallisce, mentre Bob riesce nel suo intento, giungendo a ottenere fama prima come esperto, poi come autore di finali per film e, infine, scrittore di finali di vite reali. A questo punto, il racconto si focalizza sul rapporto tra i due fratelli, che progressivamente degenera e si deteriora. Se Frank trova il suo equilibrio interiore, Bob vive con sempre più drammaticità il suo ruolo e lavoro. Il finale, quello reale dello spettacolo, è sorprendente e rivela il senso dell’intera opera.
L’uomo dei finali è sviluppato a partire da un’invenzione originale: tutti i personaggi sono ben caratterizzati dal punto di vista della personalità e fisionomia. E l’immedesimazione riesce mediante il ricorso ai piccoli dettagli – gesti, espressioni e abitudini quotidiane - che rendono più verosimile la narrazione. Stimolanti gli spunti di riflessione sull’esistenza e sullo stesso “mestiere” del commediografo. La drammaturgia e l’allestimento scenico sono interessanti, così come buona ci è parsa la performance dell’attore, il quale risulta più efficace e coinvolgente come interprete drammatico che come comico. Toccante.

L’uomo dei finali
Palco C - 15 giugno h. 20,30 - 16 giugno h. 23,30 - 18 giugno h. 22,00

“Ogni volta che me so messo in testa de racconta’ sta storia, me so’ sempre chiesto: come se comincia?“  Un monologo ironico e allo stesso tempo drammatico che cerca di raccontare una storia difficile da cominciare ma soprattutto da finire. A raccontarcela sarà Frank che ci porterà prima nel suo piccolo mondo familiare e poi nelle pieghe più nascoste dello show business. Ci saranno due gemelli che condividono tutto (pure il nome), un padre che di lavoro fa lo ‘spettatore’ e  una nonna appassionata di telenovele e sigarette senza filtro. Poi ci saranno record, produttori, storie incomplete, ma soprattutto ci saranno loro: i finali.

Testo: Francesco Rizzo - Regia: Emilia Martinelli - Interprete: Sandro Calabrese
Disegni: Federica Fabrizi - Compagnia Teatrimprobabili
GENERE: monologo brillante


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
Registrata presso il Registro Stampa del Tribunale di Milano, n. 345, il 9.06.2010.
EDITORE: Compact edizioni divisione di Phoenix associazione culturale