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diretto da Vittorio Lussana
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28 Ottobre 2020

Ninetta e le altre: le marocchinate del '44

di Vittorio Lussana
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Ninetta e le altre: le marocchinate del '44

Ninetta, Celeste e Maria sono tre contadine ciociare che vivono serenamente le loro giornate, tutte composte da riti tribali e rituali arcaici, pienamente immerse in un mondo che sembra immobile, ma che non lo è affatto. L’Italia di Mussolini entra nel secondo conflitto mondiale tentando una sua ‘guerra parallela’ al fianco di Hitler, che sin da subito si rivela disatrosa. I giorni passano e la guerra sembra lontana. Invece, di disillusione in disillusione, cade il fascismo e arrivano i giorni dell’occupazione nazista lungo il fronte della linea Gustav, che attraversa proprio la valle del Sangro e la Ciociaria. Infine, arrivano i giorni, spaventosi, dei bombardamenti alleati su Monte Cassino. Ma non è finita: i tedeschi cominciano a ritirarsi e il primo battaglione che ‘sfonda’ la linea difensiva dell’esercito nazista, inaspettatamente non è quello polacco o quello britannico, bensì le truppe marocchine, mercenarie e diseducate all’onore militare, messe insieme in qualche modo dai francesi per riuscire a entrare a far parte del novero delle potenze vincitrici. Come nel film ‘la Ciociara’ di Vittorio De Sica, l’incontro tra le tre ingenue ‘zitelline’ di campagna e la ‘marmaglia’ marocchina è a dir poco tragico. Le ragazze, che ancora nulla sapevano dell’amore e del sesso, vivono un’esperienza terrificante, che le svuoterà per sempre di ogni spontaneità e felicità di vivere, annientandole e umiliandole psicologicamente, prima ancora che fisicamente. Una rappresentazione che, alla fine, si rivela toccante, drammatrica, sinceramente sentita dalle attrici sul palco, che riesce pienamente a rendere l’idea di un episodio terrificante della seconda guerra mondiale nei confronti del quale il mondo intero, ancora oggi, non ha saputo spendere una sola parola di ricordo e di vergogna per la nostra bassezza di esseri umani. Meritevole di considerazione.

Ninetta e le altre. Le marocchinate del ‘44
Palco C - 8 giugno h. 22,00 - 10 giugno h. 23,30 - 11 giugno h. 20,30
 
Tre donne in scena, Ninetta, Celeste e Maria. La loro vita è alternata da rituali identici a se stessi, arcaici e mistici: lavare i panni al fiume, lavorare i campi, aspettare i propri uomini, scrivere lettere d’amore pensando a un fronte di guerra lontano e incomprensibile. Ma la guerra si sposta nel loro mondo, devastandolo senza nessuna pietà, fino alla notizia della fine del conflitto nel maggio del ’44. Le donne corrono con le corone di fiori incontro ai loro liberatori, gli alleati, perché la guerra è finita, ma verranno tutte violentate dalle truppe coloniali francesi. Da ora in poi saranno chiamate per sempre Marocchinate, per quello che è il più grande stupro di massa della storia d’Italia. Frutto di un lungo lavoro di ricerca tra storia orale, testimonianze familiari e ricordi.

Testo e regia: Damiana Leone- Interpreti: Damiana Leone, Anna Mingarelli, Francesca Reina
Luci: Alessandro Calabrese - Foto: Gioia Onorati - Compagnia Errare persona
GENERE: teatro civile e antropologico


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
Registrata presso il Registro Stampa del Tribunale di Milano, n. 345, il 9.06.2010.
EDITORE: Compact edizioni divisione di Phoenix associazione culturale