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diretto da Vittorio Lussana
Area Riservata
28 Ottobre 2020

Oleandro

di Michele Di muro
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Oleandro

Oleandro è una spettacolo di danza contemporanea che l’autrice  ha concepito come una serie di performance che sembrano voler indicare la difficoltà, il disagio che si può provare nei confronti del vissuto. L’assenza di equilibrio, l’instabilità dell’esistenza, il sentirsi messi a nudo sembrano condizionare e determinare la gestualità e l’espressione degli artisti.
Lo spettacolo è suddiviso in quattro momenti. Nel primo le tre danzatrici – quattro in origine –camminano, attraversando la scena, vestite di una semplice maglietta. Un succedersi di sequenze nelle quali cambiano continuamente il colore delle t-shirt, fino a rimanere nude.
Sul fondo è proiettata l’immagine di una tabella da oculista che nel corso dello spettacolo si fa sfuocata, ruota e si capovolge. Nel secondo atto, le tre danzatrici sono ferme sul palco e la coreografia si concentra su due artisti verticalisti. Nel terzo step, dove si nota un po’ di intensità di interpretazione, su di un loop in cui una voce pronuncia il nome di Frances Bean (la figlia di Kurt Cobain e Courtney Love) le danzatrici gesticolano e si muovono in modo convulso, schizofrenico a simboleggiare il frutto di questo amore tossico. Nell’ultima sequenza esse danzano vestite in modo molto colorato.
Certamente non si pretende che uno spettacolo di danza contemporanea preveda la presenza di un plot narrativo da seguire, ma ci si aspetterebbe che abbia comunque un filo logico o  che sia espressione di messaggio, di un concetto che sia comunque manifesto e che possa coinvolgere lo spettatore. Questo in Oleandro non avviene. Il pubblico non riesce ad afferrarne il senso e tantomeno comprende quando lo spettacolo sia finito. In sostanza non si capisce chiaramente cosa l’autrice abbia voluto comunicare. È errata probabilmente la destinazione dello spettacolo; lo si vedrebbe più giustificatamente eseguito nella forma di  un happening museale o come opera di video art. Non si riesce a superare l’impressione di una certa approssimazione e poca chiarezza di idee. Pretenzioso.


Oleandro_2.jpg

Oleandro
Palco A - 8 giugno h. 20,30 - 10 giugno h. 23,30 - 12 giugno h. 22,00

Lo spettacolo nasce da una composizione dell’autrice, ma si nutre dell’immaginario degli interpreti.
È il gelatinoso accostarsi di veleno e dolcezza.
È una rabbia bianca.
È il non veder bene.
È l’eleganza di una camicia di seta e l’artificio nel suo abbottonarla.
L’evidenza del contenuto è nella difficoltà di trovare un verso, il sotto si confonde al sopra, la destra alla sinistra: dove mi metto e come mi metto a guardare, se ho già la gravità che mi seduce? Ecco spiegata la presenza dei verticalisti e il cui guardare a testa in giù si riveste di abilità) e la natura filiale delle danzatrici che assaporano la figura di Frances Bean, figlia di un amore tossico e bellissimo.

Regia: Daria Greco, Daniele Casolino  - Danzatrici: Daria Greco, Lucrezia Micheli, Marta Oli, Giulia
Verticalisti: Cristina Parente, Leonardo Varriale - Coreografie:  Daria Greco, Giuliana Conte, Lucrezia Micheli - Musica: Ersilia Prosperi, OU - Compagnia Clandestina
GENERE: danza contemporanea


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
Registrata presso il Registro Stampa del Tribunale di Milano, n. 345, il 9.06.2010.
EDITORE: Compact edizioni divisione di Phoenix associazione culturale