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24 Novembre 2020

Anche voi siete qui per...

di Giorgio Morino - gmorino@periodicoitalianomagazine.it
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Anche voi siete qui per...

Uno spettacolo leggero e a tratti esilarante, capace di far riflettere sul grave problema della disoccupazione giovanile

Possiamo dire, senza tema di smentita, che uno dei punti deboli dell’economia italiana sia la cosiddetta: ‘fuga dei cervelli’. Quei giovani, cioè, che per trovare lavoro e soddisfazione personale fanno 'armi e bagagli', al fine di impiegarsi in aziende estere. Ciò perché è difficile, per i neo-laureati superare il primo ‘scoglio’ della vita lavorativa: il colloquio iniziale. Angelo Callerame ha affrontato l’argomento sul palco del Roma Fringe Festival 2017 con uno spettacolo leggero e spensierato, che cerca di faAnche_voi_3.jpgr sorridere di una situazione inquietante. Angelo è un giovane laureato in comunicazione, con una serie infinita di master e specializzazioni, ma che nonostante la notevole mole di attività contenute nel ‘cv’, proprio non riesce a trovare un impiego, vivendo come tanti 30enni a casa con la mamma. Insomma, “un bamboccione” avrebbe detto il ministro Padoa Schioppa. Il monologo parte lentamente e ci mette un po’ a ingranare, con una prima parte che si sforza di far ridere, ma che finisce per ancorarsi su una serie di luoghi comuni, i quali, proprio in quanto tali, non smuovono più di tanto il pubblico. Poi, improvvisamente, l’intera rappresentazione assume tutto un altro sapore. Lo ‘spartiacque’ potrebbe addirittura individuarsi in una singola riflessione del protagonista: sarà vero che, a essere ‘cattive’, sono le aziende con i loro assurdi criteri di selezione, oppure la colpa è tutta dei giovani che, per non staccarsi dalla comodità di casa, si ‘autosabotano’ al momento della grande occasione? Dopo questa affermazione e l’effettivo svolgersi del colloquio - il momento più spassoso della rappresentazione - le disavventure lavorative del protagonista assumo una dimensione più ‘umana’, mostrando come, nonostante tutto quello che si possa dire, i ragazzi scendano addirittura a miseri compromessi e subiscano dei soprusi degni delle migliori dittature bolsceviche. “Lei è giovane, non ha abbastanza esperienza”; “lei è troppo qualificato per questo posto”. Tutte frasi che, qualsiasi neolaureato si è sentito dire almeno una volta nella vita, insieme all’irritante: “Le faremo sapere”. Una scena che Angelo Callarame evidenzia con estrema chiarezza e senza troppi giri di parole, meritandosi gli applausi del pubblico. Meritevole di considerazione.

”Angelo, un giovane ragazzo di 28 anni, si trova nella sala d’aspetto di un’importante azienda di comunicazione, in attesa di svolgere l’ennesimo colloquio di lavoro. Sarà proprio qui che si renderà conto che, purtroppo, ormai, non basta più avere un buon curriculum ed importanti esperienze lavorative, ma bisogna anche saper scegliere il giusto abito, la pettinatura più consona, le parole giuste da dire e, forse, possedere anche qualche abilità particolare”.

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NELLA FOTO: ANGELO CALLARAME

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