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25 Settembre 2017

Il tempo è fermo

di Michele Di Muro - mdimuro@periodicoitalianomagazine.it
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Il tempo è fermo

Questo spettacolo, andato in scena al Roma Fringe Festival 2017, è un ‘noir’ diretto da Pierpaolo Buzza e scritto a quattro mani in collaborazione con Dario Folchi. Protagonisti della pièce sono gli attori Simone Congedo e Silvia Cox. Due giovani, Elisa e Leonardo, si rivedono a casa di lui a due anni di distanza dalla improvvisa rottura del loro rapporto di convivenza. Nessuno dei due ha veramente superato la separazione. L’incontro diventa preziosa occasione per fare definitamente i conti col passato e per giungere, finalmente, a quel necessario confronto che prima non era avvenuto. Passionale lui, più distaccata lei, danno vita a un dialogo dal ritmo piuttosto incalzante, durante il quale, con un misto di nostalgia e rabbia, i due ‘ex’ indagano lIl_tempo_2.jpge ragioni che hanno portato alla fine della loro relazione. Elisa era troppo esigente, o Leonardo poco presente? Inizia uno scambio di reciproche accuse e confessioni che, in un drammatico crescendo, porta a galla i tradimenti (virtuali e reali), i sentimenti taciuti, le reciproche aspettative rimaste disattese. Lo spettacolo sottintende una riflessione sull’assenza di dialogo e sulla chiusura emotiva, che caratterizzano le relazioni nella società contemporanea. La rabbia e il rancore confluiscono nel rimpianto. E la riappacificazione passa attraverso due colpi di scena. Lo spettacolo è costruito in maniera originale e interessante. La sequenza narrativa è scandita dalla musica. A più riprese torna ‘Hyperballad’ di Björk: una canzone nella quale l’artista islandese riflette sul tema della rinuncia (alle cose materiali o alla propria esistenza) come viatico per il raggiungimento della felicità nel rapporto col partner. In ‘Il tempo è fermo’ si percepisce lo sforzo compiuto dall’autore nella caratterizzazione psicologica dei personaggi. Un lavoro di scrittura che, tuttavia, trova un più efficace espletamento nell’interpretazione di Simone Congedo, abilmente calato nella parte. Per questo, il pathos non raggiunge del tutto il livello necessario al pieno coinvolgimento del pubblico. Romantico e amaro.

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NELLA FOTO: SILVIA COX E SIMONE CONGEDO IN SCENA

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