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25 Settembre 2017

Questa è casa mia

di Giorgio Morino - gmorino@periodicoitalianomagazine.it
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Questa è casa mia

Un monologo forte, intenso e convincente, che riporta in una delle pagine più buie della storia recente italiana, che spesso si cerca di far passare nel dimenticatoio con la frase: “Cessato pericolo”

Il 6 aprile 2009, la terra in Abruzzo tremò. L’Aquila e quasi tutte le sue frazioni subirono ingenti danni, dando inizio a un calvario, per la popolazione locale, che ancora oggi non è giunto a conclusione. Su questo evento drammatico, Alessandro Blasioli della compagnia 'Sasiski!' ha costruito il monologo ‘Questa è casa mia’, riportando il pubblico del Roma Fringe Festival indietro nel tempo, costringendolo a fare i conti con una vicenda che non si è ancora conclusa e che, oltretutto, non si è svolta esattamente come ci hanno raccontato. Il monologo racconta la storia di due amici, Paolo e Marco, aquilano il primo, chietino il secondo, che si ritrovano a confrontarsi con la distruzione del terremoto. Una famiglia, quella di Paolo, costretta a trasferirsi prima negli alberghi della riviera abruzzese, cambiando continuamente stanza perché gli ospiti paganti hanno la precedenza su chi, invece, ha perso la propria casa; il viaggio prosegue poi verso le tendopoli militarizzate, “a metà strada tra un campo profughi e un campo di concentramento”; per poi concludersi, apparentemente, nelle famigerate “casette di legno”, addirittura meno sicure delle case crollate del centro città. Perché la ricostruzione, invocata a gran voce per compiacere gli elettori, è si cominciata, ma non nel modo in cui gli aquilani si aspettavano. Più di 60 mila persone che, improvvisamente, si sono sentite dire che la loro casa non era più agibile e che, quindi, sono state trasferite nelle ‘new town’, senza che però venisse fatto nulla per ricostruire la ‘old town’. Proprio su questo vuole focalizzarsi il monologo. E Alessandro Blasioli riesce pienamente a colpire lo spettatore, a volte con gentile ironìa, altre con violenta serietà, mettendolo di fronte alla triste realtà dei fatti. Una realtà fatta di tangenti, appalti manovrati, connivenza delle istituzioni, ‘risatine soffocate’ al telefono e tanto, tantissimo orgoglio. L’orgoglio degli ‘aquilani’, che non hanno mai rinunciato a rientrare in possesso delle loro abitazioni, nonostante le pasture incomprensibili della burocrazia, l’indifferenza delle istituzioni e la pietà di circostanza mostrata da chi quella tragedia non l’ha vissuta. ‘Questa è casa mia’ è un monologo forte e incredibilmente ben scritto, che quasi come un romanzo di formazione utilizza la vicenda dei due giovani protagonisti per raccontare una storia assai più grande e drammatica.
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NELLA FOTO: ALESSANDRO BIASOLI


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