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14 Aprile 2021

Ladro di saponette

di Raffaella Ugolini - rugolini@periodicoitalianomagazine.it
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Ladro di saponette

Anche il ‘giallo erotico’ fa la sua comparsa al Roma Fringe Festival, seppur con esiti discutibili o non del tutto riusciti

Un ‘giallo’ a sfondo erotico, quello presentato da Pietro Naglieri e Ida Vinella durante le ultime serate del Roma Fringe Festival 2019. Si tratta di un soggetto di Nicola Grimaldi, in cui due coniugi finiscono in un labirinto di perversioni sessuali, sino a condurre il protagonista maschile verso una morte misteriosa, all'interno della stanza da bagno dei vicini di casa. La vicenda viene ricostruita dal protagonista medesimo, che per tutta la durata della piéce non si rende conto di essere proprio lui la vittima e non l’assassino, come si pensa per larga parte della rappresentazione. Il colpo di scena finale, probabilmente, doveva esser questo: un effetto ‘Il sesto senso’ senza avere tra i piedi un minore che “vede la gente morta”, o qualcosa del genere. L’intento era probabilmente quello di inserire la vicenda all’interno di una lunga allucinazione in punto di morte. Ma come possa una vittima essere interrogata da un magistrato in carne e ossa, per poi trascorrere un’intera settimana in un carcere, proprio non si riesce a comprenderlo: più che un’esperienza ‘premorte’, ci sono venuti alla mente i lungometraggi di John Cassavetes. Una serie di elementi di cronaca ‘nera’, intercettazioni, interrogatori, testimonianze false o manipolate e rapporti adulterini con la vicina di casa – siciliana, oltretutto, perennemente e ansiosamente preoccupata per la gelosia del marito ‘cornuto’ - arricchiscono il tutto con alcuni elementi di morbosità non sempre riusciti. Interessante, in ogni caso, il personaggio interpretato dalla formosa, ma armoniosa, Ida Vinella, che trascina il proprio uomo in un vortice di perversioni sessuali e confusi giuochi di ruolo, anche se, per tutto il tempo dello spettacolo, ci si chiede cosa conduca due persone sane e adulte a ricercare determinate complicazioni, in un Paese che continua a perdere posizioni nelle classifiche relative ai tassi di attività sessuale e in quella di natalità, già da decenni negativa. Insomma, il risultato di quanto visto non ci ha convinto del tutto: qualche meccanismo ci è apparso da ‘limare’. E alcuni intrecci della trama sono sembrati poco chiari. Uno strano bisogno di contraddizioni patologiche, in una società divenuta patologicamente contraddittoria.


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NELLA FOTO, DI SPALLE: IDA VINELLA; SULLO SFONDO: PIETRO NAGLIERI


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