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2 Ottobre 2020

Scuola: la protesta dei docenti precari

di Maria Elena Gottarelli
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In tutta Italia sono centinaia di migliaia gli insegnanti non di ruolo che, a poche ore dalla riapertura delle scuole, non hanno ancora ricevuto risposta in seguito alle domande di rettifica di errori nelle graduatorie provinciali: a Bologna, l’Unione sindacale di base (Usb) raccoglie le loro istanze e indice giornate di assemblee e scioperi
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Mancano ormai meno di 48 ore alla riapertura delle scuole in Italia, prevista per il 14 settembre prossimo, ma migliaia di docenti precari e membri del personale Ata restano nell’incertezza sulle modalità della loro convocazione in aula. Lungi dal produrre l’effetto sperato, le nuove graduatorie provinciali per le supplenze (Gps) introdotte dal decreto emanato dal ministero dell’Istruzione il 13 luglio 2020, hanno creato nuove problematiche per molti insegnanti non di ruolo. Molti di loro si sono visti scavalcare in graduatoria da colleghi meno qualificati, a causa di errori del sistema. Quest’ultimo, interamente digitalizzato, ha reso pDelegato_1.jpgiù difficoltose le rettifiche, che inizialmente non erano nemmeno previste dal testo governativo. A Bologna, un'agguerrita Unione sindacale di base (Usb) si è fatta carico delle proteste del personale docente precario, raccogliendone le istanze e programmando una serie di manifestazioni, scioperi e assemblee. “Mancano pochissimi giorni all’inizio delle lezioni in aula e ancora non sappiamo se e quando verremo convocati, nè se le nostre richieste di rettifica al Provveditorato saranno accolte”, protesta Lorenzo Piccinini, insegnante precario in matematica ed economia aziendale, nonché delegato Usb, “la vita dei precari non è mai stata semplice, ma i nuovi provvedimenti della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, peggiorano una situazione che era già di per sé profondamente complessa”, rincara il collega Marco Montanarella, anche lui delegato Usb e docente non di ruolo. In Italia, i precari costituiscono circa il 20% dell’intero corpo docente. L’instabilità generata dall’emergenza sanitaria pesa su di loro in maniera particolare per diverse ragioni: prima fra tutte il fatto che, in caso diDelegata_2.jpg nuovo ‘lockdown’, si vedrebbero licenziati senza garanzie: nessun assegno di disoccupazione è infatti previsto in questo caso. “La discontinuità didattica”, spiega Myriam Cruciano, insegnante precaria da 15 anni in un istituto di Bologna, “ha un grave impatto tanto sui docenti, quanto sulle famiglie e sugli alunni, che si trovano spesso a iniziare il programma con insegnanti diversi”. E continua: “Chiediamo alla ministra Azzolina che tutti i precari con almeno 3 anni di servizio vengano stabilizzati, come avviene in molti altri Paesi europei”. Per parte sua, Lucia Azzolina ha risposto alle lamentele dei precari in un comunicato, definendole “pretestuose” e “infondate”. “E’ insensato”, scrive la ministra nella nota, “parlare di caos: su oltre 1,9 milioni di domande pochissime segnalazioni, tutte in via di risoluzione. L’Amministrazione scolastica, centrale e territoriale”, aggiunge, “ha condotto e sta conducendo tutti i necessari controlli anche sulla base di segnalazioni di possibili errori da rettificare, peraltro in numero infinitesimale rispetto alla mole di domande valutate”. E ha concluso: “Parlare di caos appare, dunque, infondato, pretestuoso e fuorviante”. Eppure, a 48 ore dall’apertura delle scuole, molti precari restano ancora senza nessuna risposta da parte delle istituzioni. Sempre a Bologna, per far sentire la loro voce, l’Unione sindacale di base ha organizzato un primo incontro davanti al Provveditorato già l’8 settembre scorso, per protestare contro “norme che conducono all’incertezza, alla possibilità di lavorare a decine di chilometri da casa o di non lavorare affatto”. Lunedì 14 settembre, giorno ufficiale della riapertura delle scuole, è prevista un’assemblea del sindacato e dei precari insieme alle famiglie, al fine di sollevare istanze che l’emergenza sanitaria ha reso ancora più urgenti. “I nodi vengono al pettine e le istituzioni devono darci delle risposte”, conclude Marco Montanarella, altro delegto Usb. L’assemblea si terrà nel quartiere della Bolognina, presso il Parco della Zucca, a due passi dal Museo per la Memoria della strage di Ustica. Per il 25 settembre è previsto, sempre nel capoluogo emiliano, uno sciopero generale di docenti e personale Ata.

 


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