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28 Ottobre 2020

Giuseppe Lorin: "Quella bella signora del popolo sempre protagonista sul quadrante della Storia"

di Valentina Cirilli
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Giuseppe Lorin: "Quella bella signora del popolo sempre protagonista sul quadrante della Storia"

Intervista all’autore di 3 poderosi volumi dedicati all’evoluzione storica, architettonica e urbanistica della ‘città eterna’, per tornare ad amare l’Urbe per eccellenza: una fatica ‘titanica’, che ha suscitato il sincero interesse anche da parte del capo dello Stato, Sergio Mattarella

E’ uscito nelle librerie italiane 'Cistiberim', la nuova monumentale opera di Giuseppe Lorin in 2 volumi, editi da Bibliotheka Edizioni. Insieme al lavoro precedente, 'Transtiberim', questo autore ha completato un excursus urbanistico, architettonico e persino storico-archeologico della città di Roma: una 'mappatura' completa di tutti i monumenti, i palazzi storici, i vicoli, le mura, le chiese, le piazze e i personaggi transitati nell'incredibile e millenaria avventura della 'città eterna'. Una grande prova d'amore, nell'anno del 'centocinquantenario' della nomina di Roma a capitale d'Italia. Il primo tomo, intitolato 'Transtiberim', anch'esso edito da Bibliotheka, trattava tutti i rioni e i quartieri della riva destra del Tevere, mentre gli attuali due volumi di 'Cistiberim' sono dedicati alla riva sinistra. La Roma religiosa e sacra si unisce, dunque, con la 'caput mundi' di un impero molto esteso, all'Urbe per antonomasia. Nonostante l'opera si presenti poderosa, la lettura è molto snella e semplice, composta per paragrafi estremamente leggibili, sintetizzata con avvenimenti e innumerevoli aneddoti ed episodi che hanno caratterizzato ogni singolo centimetro della 'città dei 7 colli'. Un lavoro da portare nelle scuole e nei licei, per far conoscere ancor più nel dettaglio - anche e soprattutto ai romani - l'immenso patrimonio architettonico e monumentale di una straordinaria città, che ha sempre saputo resistere ai rivolgimenti più negativi e alle fasi più drammatiche del proprio millenario percorso, confermandosi sempre culturalmente vivace e costantemente presente sul 'quadrante' della Storia. In questa intervista, l’autore spiega le due motivazioni, soprattutto di carattere sentimentale, che lo hanno portato ad affrontare un lavoro a dir poco ‘titanico’.

Giuseppe Lorin, due volumi che attraversano la Storia di Roma e i suoi segreti, per i quali ha recentemente ricevuto il ringraziamento del presidente Sergio Mattarella: qual è l'intento di questa sua opera monumentale?
“La mia intenzione è far rinascere l’amore e l’attenzione per la nostra capitale, che da diversi anni sta soffrendo l’indifferenza di alcune amministrazioni. Non riscontro più quel senso dei decoro urbano, che si percepiva una trentina di anni fa. Quel decoro che ci rendeva orgogliosi nel presentare agli ospiti delle altre città d’Italia e del mondo un vero e proprio ‘gioiello’ che ha attraversato da protagonista la Storia dell’intera umanità. Ma Roma è così, come l’attrice che più di altre l’ha rappresentata, Anna Magnani: una bella signora del popolo e non solo di quello romano”.
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Quali sono le tappe più importanti di questo viaggio nella straordinaria avventura di Roma nella Storia?
“Questi due volumi rappresentano la sintesi di quanto è contenuto negli antichi libri degli eventi più significativi, dei personaggi che di loro hanno lasciato monumenti invidiati dal mondo intero. Sono rimasto affascinato e coinvolto emotivamente dalla leggenda e dal mito dei primordi, per passare poi alla fondazione dell’Urbis Romae, a Giulio Cesare, alla sequela di imperatori, a partire da Cesare Ottaviano Augusto, i Papi e il Patriarchio a san Giovanni. Poi, la trasformazione della chiesa costantiniana in San Pietro, l’abilità scultorea di Gian Lorenzo Bernini, la genialità di Francesco Borromini e l’applicazione  magnifica delle luci ‘al led’ che oggi evidenziano particolari e sfumature policrome strabilianti e veramente sorprendenti. Cistiberim è ancora più pregevole, poiché ha la prefazione di Fabiano Forti Bernini, discendente di Gian Lorenzo Bernini. Infine, gli eroismi per l’indipendenza e la libertà, l’affrancamento dallo strapotere, ka Roma del 1870 divenuta capitale d’Italia, il Quirinale e tutti i suoi abitanti, fino agli attuali presidenti. Tutto questo è nei libri che ho donato al nostro presidente della Repubblica, Sergio Mattarella”.

Da cosa deriva, secondo lei, il grande fascino dell'antica Roma e del suo Impero?
“Chi ama la Storia e quanto di bello ci hanno architettonicamente tramandato i più grandi geni dell’arte, va protetto e difeso da quegli individui sempre più istigati all'ignoranza e dell'arroganza, sempre meno educati al difficile lavoro della conoscenza e dell'amore. Nonostante le incursioni vandaliche, gli assalti dei pirati, i predomini e le volontà di potere che hanno depredato i marmi dagli antichi monumenti per ‘abbellire’ le proprie abitazioni, Roma ha resistito nei millenni. È nella resilienza storica di questa nostra e unica città, il vero segreto del fascino, unico al mondo, che Roma ancora oggi trasmette. A conclusione di questa sua domanda, mi piace ricordare una frase di Indro Montanelli: “Roma fu Roma non perché gli eroi della sua Storia non abbiano commesso delitti e balordaggini, ma perché  nemmeno i loro delitti e le loro balordaggini, per quanto grossi e talvolta immensi, poterono intaccare il suo diritto al primato”.

Dopo aver scritto questi due volumi, come descriverebbe il rapporto tra il popolo romano (antico e moderno) e l'ambiente che lo circonda?
“Potrei rispondere riconfermando quanto detto nella domanda precedente, ovvero: la resilienza. Ma sarebbe troppo semplice. I romani antichi certamente non erano affatto ‘ambientalisti’, se si pensa alla distruzione di foreste per costruire navi, ponti, palizzate, case a più piani, riscaldamento con legni. Per non parlare delle acque inquinate per le tinteggiature delle stoffe, che finivano nel Tevere o delle cremazioni varie, che appestavano l’aria peggio che a Calcutta. Ben vengano le auto elettriche o le batterie solari, da potenziare con le nuove tecnologie ricorrendo alla fisica nucleare. Tutto questo nel rispetto degli interessi collettivi. Ma c’è il rispetto e la risposta agli interessi collettivi? E’ una domanda che, ultimamente, mi pongo sempre più spesso...”.

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