Fino al 7 giugno 2026, l’Istituto centrale per la grafica, nella cornice di Palazzo Poli, propone una mostra dalle sensazioni di riscoperta e di viaggio: ‘Maarten van Heemskerck e il fascino di Roma: percorsi visivi della città eterna’
Ideata e proposta dall’Istituto centrale per la Grafica e curata da Tatjana Bartsch, Rita Bernini e Giorgio Marini - con il significativo apporto scientifico del Kupferstichkabinett di Berlino e della Bibliotheca Hertziana - la rassegna 'Maarten van Heemskerck e il fascino di Roma: percorsi visivi della città eterna', in esposizione a Palazzo Poli fino al 7 giugno, restituisce lo 'sguardo fiammingo' che, nel XVI secolo, rimase come folgorato dalle rovine romane.
L’iniziativa, promossa dal ministero della Cultura con il sostegno delle Ambasciate di Germania e Paesi Bassi, non è un mero ossequio al passato. La mostra, infatti, vuole anche ufficializzare l’avvio della direzione di Fabio De Chirico, celebrando l’inizio di una stagione che assicura un vero e proprio restyling dell’Istituto: una nuova fase apertamente votata alla ricerca scientifica, al dialogo internazionale e a una valorizzazione finalmente dinamica del nostro immenso patrimonio grafico.
Torn
ando alla mostra, l’essenza dell’esposizione gravita attorno a un nucleo singolare di fogli autografi di Maarten van Heemskerck (1498–1574), giunti a Roma direttamente dal Kupferstichkabinett di Berlino. Tra il 1532 e il 1536, l’artista olandese si aggirò per l’Urbe, convertendo il suo soggiorno in una vera e propria missione di scavo visivo: rovine, monumenti superstiti e frammenti di statuaria classica vennero fissati sulla carta, realizzando quello che oggi osserviamo come il primo, vero repertorio iconografico della Roma moderna.
C’è del magnetismo in questi disegni. Heemskerck non si limita a schedare: coniuga con precisione il rigore del topografo, l’osservazione nuda del vero e una personalissima libertà inventiva. In queste pagine, l’Antico non rappresenta più un feticcio polveroso del passato, ma si rende presenza viva: un laboratorio formale a cielo aperto; un modello tutt’ora attuale e in grado di innescare e fomentare nuove, ardite visioni artistiche.


