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24 Gennaio 2022

Anna Maria Zoppi allo studio CiCo

di Domenico Briguglio
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Anna Maria Zoppi allo studio CiCo

Una ‘personale’ proposta dal noto studio di Roma nord, situato lungo la via Cassia, dedicato alle opere di un’artista proveniente da un percorso di tutto rispetto, caratterizzato da un’ispirazione ‘pop’ svlippata in una chiave originale, autenticamente soggettiva, assai distante dalla critica dei ‘segni’ standard o nei confronti della cultura di massa

Lunedì 27 settembre 2021, si è tenuta presso lo studio artistico ‘CiCo’ di via Gallese n. 8 in Roma, una personale di Anna Maria Zoppi:Zoppi_1.jpg un'artista le cui opere figurano in fondazioni, gallerie, chiese, palazzi pubblici, collezioni private e ampiamente celebrata da un'ampia pletora di media. Originaria di Casal di Principe in provincia di Caserta, la Zoppi è divenuta, dopo un percorso artistico di tutto rispetto: un'autentica portabandiera delle eccellenze del suo territorio ed elemento imprescindibile per gli eventi culturali e sociali più importanti della sua fascinosa terra. Un fascino da cui lei  ha saputo attingere a piene mani, trasporre in tutte le sue opere e sapientemente trasmettere al pubblico.
Cominciamo da quello che colpisce di più, a prima vista, anche lo spettatore più sprovveduto, ovvero i colori: forti, vivaci, che si amalgamano in coacervi indistinti nelle opere concettuali come espressione sicura di un magma interiore che preme per differenziarsi e assumere una sua forma specifica. Questa ricchezza interiore esplode letteralmente nelle opere figurative, chiede e ottiene un'identità precisa, in cui il colore si fa volto, corpi, paesaggio interiore finalmente svelato. L'ispirazione dell'artista è certamente riconducibile alla ‘Pop Art’, ma decisamente lontana dai suoi soggetti caratteristici. Quelli, per intenderci, che ne hanno decretato il successo: nessuna star cinematografica o televisiva; nessun riferimento a prodotti reclamizzati dalla pubblicità o di uso comune; nessun oggetto noto utilizzato nella creazione materica. Tutte le figure rappresentate sono presenti solo e soltanto nella sua anima, fanno parte sì del quotidiano, ma di un quotidiano personale, di un archivio di visioni, imZoppi_4.jpgmagini ed esperienze che appartengono a lei e a lei soltanto. Il colore viene allora utilizzato con lo scopo di sottolineare una specifica parte del corpo o la pregnanza di un'emozione: diviene latore di un codice che evidenzia un aspetto della personalità, assume pose da stile fumettistico, ma solo perché permette di narrare, sic et sempliciter, una storia, che altrimenti sarebbe difficile trasmettere nella sua istintiva immediatezza. Già, l'istinto: certamente non manca alla Zoppi, ne pervade ogni pennellata, ogni tratto, benché si trasformi sempre in qualcos’altro, di più mediato, pur non ripudiando mai la sua origine. Questo ci riporta a un altro aspetto della sua arte, ovvero il suo carattere: sincero, appassionato, coraggioso, che la conduce lungo un sentiero che trasforma il mondo esterno vissuto in modo totalizzante e senza barriere, in composizioni dotate di equilibri costruttivi precisi. Dotate di una plasticità fuori dal comune, le sue opere mischiano sensualità e sogno, reale e surreale, i cui confini si sovrappongono, si confondono, si esaltano a vicenda, trascinando chiunque verso la dimensione in cui il mondo intimo dell'artista si palesa in tutta la sua evidenza. Ammirando le sue creazioni, si capisce subito il perché dei tanti riconoscimenti ottenuti e, soprattutto, perché Cinzia Cotellessa, di per se stessa artista di vaglio, l'abbia ospitata nella sua preziosa galleria.
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