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26 Ottobre 2020

Audrey regina della Festa del cinema di Roma

di Dario Cecconi
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Con i suoi palloncini colorati in mano, la Hepburn è la protagonista del manifesto ufficiale della dodicesima edizione della grande kermesse capitolina dedicata alla settima arte, che si svolge in questi giorni presso l’Auditorium Parco della Musica

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Lo scatto che ritrae Audrey Hepburn stretta nell’abito nero, con ballerine in tinta e guantini bianchi, è davvero un’immagine senza tempo. L’anno è il 1957, il fotografo è David Seymour, il film ‘Funny face’, per la regia di Stanley Donen. La foto caratterizza la XII edizione della Festa del cinema di Roma ed è stata scelta sia per comunicare un’ideale di grazia e raffinatezza da tener sempre presente nel cinema,  sia per rendere omaggio al premio Oscar onorario Stanley Donen (‘Funny face’ è uscito nelle sale esattamente 60 anni fa) e al genere del ‘musical’, che quest’anno attraversa l’intera manifestazione. I titoli della rassegna ‘I film della nostra vita’ saranno scelti in quest’ambito e, prima di ogni proiezione, gli spettatori potranno vedere alcune ‘pillole’ dei musical più caratteristici ed evocativi.  

L’eleganza di Audrey
Audrey Hepburn ha lasciato un’impronta non indifferente, sia nel panorama cinematografico internazionale, sia nell’immaginario collettivo. Lei, che con quell’aria da ragazzina, conservata fino agli ultimi anni della sua vita e i lineamenti fini e le forme minute ha spazzato via decenni di scollature abbondanti, capelli cotonati e onde in stile ‘Old Hollywood’, rimarrà per sempre una delle più grandi celebrità del cinema. Mentre nel 1952 Marilyn Monroe, partecipando alla sfilata di Miss America, dava scandalo con le sue forme provocanti, Audrey Hepburn, solamente un anno più tardi, conquistò tutti con il suo ‘vitino da vespa’ e le sopracciglia perfettamente definite nel film ‘Vacanze romane’, per il quale vinse l’Oscar come miglior attrice protagonista. Le determinazione e l’umiltà, la malinconia e il sorriso, la forza e la delicatezza: forse è tutto questo che ce la fa amare ancora tanto. Audrey Hepburn, venuta a mancare nel 1993, piace ancora oggi tantissimo. Sbarazzina e irriverente come un’adolescente, la adorano le giovanissime ‘millenials’ che non l’hanno mai conosciuta, ma che s’immedesimano in quell’immagine davanti alle vetrine di ‘Tiffany’ mentre mangia una brioche. Ma Audrey è stata amata anche da tutte le donne adulte per la sua semplicità, per i sorrisi spontanei e sempre dolci, per la sua eleganza naturale, senza forzatuToni_Servillo.jpgre. E la adorano tutti coloro che la ricordano soprattutto per il suo sguardo materno e malinconico quando, nei suoi ultimi anni di vita, si prodigava per le cause umanitarie con una dignità e una forza ineguagliabili. Come ha sempre dichiarato negli anni e in numerose interviste Hubert de Givenchy, suo grande amico, nonché artefice del famoso abito nero in ‘Colazione da Tiffany’, la Hepburn “non solo era unica: era straordinaria, bella, leale, piena di talento. Il suo stile inconfondibile, così attuale e la sua grande modernità, rimarranno per sempre”.

L’edizione 2017 della festa del cinema di Roma
Quest’anno sono rappresentati 31 Paesi, con 39 film. Fa piacere sottolineare la presenza di alcuni lungometraggi particolarmente attesi e di livello internazionale, come ‘Last Flag Flying’ di Richard Linklater e ‘Logan Lucky’ di Steven Soderbergh. L’apertura, come annunciato alla stampa dal direttore artistico Antonio Monda, è riservata a ‘Hostiles’ di Scott Cooper, alla presenza di Rosamund Pike, ma non del protagonista, Christian Bale. Sulle star presenti, Monda per ora si è limitato a un “lo vedremo all’ultimo momento, ma sono stati invitati tutti”. Comunque, sono gli ‘incontri ravvicinati’ a rappresentare la fucina di star e grandi nomi. Nel salotto del direttore David Lynch, a cui andrà il premio alla carriera, sfileranno Xavier Dolan, Jake Gyllenhaal insieme al suo ultimo film ‘Stronger’, Rosario Fiorello, Ian McKellen, Nanni Moretti, Michael Nyman, Gigi Proietti, Chuck Palahniuk, Vanessa Redgrave, Christoph Waltz, oltre al mitico coach Nba, Phil Jackson, artefice delle vittorie di Michael Jordan e Kobe Bryant. Lo sport nel cinema, infatti, è uno dei temi forti previsti dal programma. Molti i restauri, tra cui ‘Dillinger è morto’ di Marco Ferreri; ‘Borotalco’ di Carlo Verdone; ‘Miseria e nobiltà’ di Mario Mattoli; ‘Sacco e Vanzetti’ di Giuliano Montaldo. La sezione ‘Riflessi’ è riservata ai documentari e al cinema più ricercato. Anche quest’anno grande è l’attesa per la sfilata di ‘preaperture’ tutte italiane: da ‘Terapia di coppia per amanti’ con Pietro Sermonti, Ambra Angiolini e Sergio Rubini a ‘La ragazza nella nebbia’, esordio alla regia dello scrittore di thriller, Donato Carrisi. Appuntamento per tutto questo e molto altro ancora alla Festa del cinema di Roma, dal 26 ottobre al 5 novembre, presso l’Auditorium Parco della Musica.

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