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24 Ottobre 2026

Corti Futuri 2026

di Giulia Massarelli
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Corti Futuri 2026

Nella Sala Anica di Roma, la premiazione della seconda edizione del contest di Rome Future Week: 33 cortometraggi in finale, giovani autori protagonisti, una giuria partecipe e un evento carico di emozione, che ha raccontato, ancora una volta, tutta la vitalità e la bellezza del grande schermo

Il 28 settembre scorso, presso la Sala Anica di Roma, si è conclusa con la cerimonia di premiazione la seconda edizione di 'Corti Futuri': il contest dedicato ai giovani 'filmmaker' di Rome Future Week. E’ stato, soprattutto, un bell’evento: una di quelle occasioni in cui, al di là dei premi e delle classifiche, si percepiva chiaramente che qualcosa sta crescendo. C’era tanta partecipazione, da parte dei ragazzi e delle ragazze: tanta curiosità e tanta voglia di esserci. Soprattutto, c’era quella combinazione di emozione, tensione e orgoglio che accompagna sempre chi ha lavorato a un progetto e, finalmente, lo vede sullo schermo, davanti a una sala piena. Durante il pomeriggio sono stati proiettati i cortometraggi premiati. Ciò ha reso la premiazione molto più di una semplice consegna di riconoscimenti. Vedere i lavori insieme, ascoltare le reazioni del pubblico, osservare gli autori, i registi, gli attori e le troupe mentre aspettavano il proprio momento, ha restituito tutta la forza del progetto. E’ stato bello, soprattutto, vedere quanto il cinema sia ancora vivo. In un momento storico in cui si parla continuamente di piattaforme, algoritmi, intelligenza artificiale, nuovi linguaggi e nuovi modelli di fruizione, quella sala ci ha ricordato una cosa molto semplice: il cinema continua a essere, prima di tutto, passione, racconto, visione, persone che decidono di costruire qualcosa insieme. E questa passione si sentiva: si sentiva nei corti, molto diversi tra loro per stile, tono e linguaggio; si sentiva nei commenti della giuria, composta da professionisti di grande qualità, che non si sono limitati a consegnare i premi, ma hanno partecipato davvero alla serata, entrando nel merito dei lavori, commentandoli, restituendo osservazioni, punti di vista e incoraggiamenti ai partecipanti.

Un Corti_1.jpgruolo importante lo ha avuto Andrea Martelli, direttore artistico di 'Corti Futuri', che ha accompagnato i partecipanti lungo tutto il percorso e che, durante la premiazione, ha saputo restituire con grande partecipazione il senso del progetto: non solo una gara, ma un’occasione concreta per mettersi alla prova, confrontarsi e crescere attraverso il cinema. Ciò ha dato alla cerimonia un valore particolare. Non c’era soltanto chi vinceva e chi no: c’era confronto; c’era ascolto; c’era la possibilità, per tanti giovani autori, di ricevere uno sguardo professionale sul proprio lavoro e di sentirsi parte, anche solo per una sera, di una comunità cinematografica più ampia. La seconda edizione di 'Corti Futuri' ha registrato quasi il triplo delle candidature, rispetto all’anno precedente e ha portato 33 cortometraggi effettivamente in finale. Numeri importanti, che durante la serata sono diventati qualcosa di molto più concreto: volti, storie, troupe, idee, ore di lavoro, entusiasmo.

Il premCorti_giuria.jpgio per il Miglior film è andato a 'Interviste Artificiali', del Team Human Glitch diretto da Giuseppe Rossi, il quale ha conquistato anche il premio per il Miglior uso consapevole dell’intelligenza artificiale generativa, assegnato a Kira Liu e Olga Shvets.

Il premio per la Miglior Regia è stato assegnato a Riccardo Chiappa per 'Seno Sinistro', mentre Federico Tallone ha ricevuto quello per la Miglior sceneggiatura con 'Tu mi piaci, ma non corriamo'. Lo stesso 'corto' ha regalato un’altra delle belle soddisfazioni della serata: Christian Carere, nel ruolo di Adamo, ha vinto il premio per la Miglior interpretazione maschile, mentre il film ha ricevuto anche la Menzione Speciale Rai Cinema YouTube.

Il premio per la Miglior interpretazione femminile è andato a Margherita Tiesi per 'Solitudine assistita'; la Miglior fotografia a Simone Sadocco per 'Canicola' e il premio Interferenze materiali a 'Genesi Futura' di Paolina Gramegna. Ma la cosa più bella della serata è stata proprio l’atmosfera: una sala piena di persone che avevano ancora voglia di guardare un 'corto' fino alla fine, di discuterne, di aspettare i titoli di coda, di emozionarsi per un’inquadratura, una battuta, un’interpretazione, una scelta di regia.

Tutto ciò non era affatto scontato. 'Corti Futuri' nasce per dare un’occasione ai giovani talenti, ma serate come questa ricordano anche perché continuiamo ad aver bisogno di cinema. Perché il cinema continua a essere uno dei luoghi in cui possiamo riconoscerci, immaginare vite diverse, vedere il futuro prima che arrivi. E quando, alla fine dell’evento, restano entusiasmo, applausi, commenti, persone che continuano a parlare delle opere appena visionate e giovani autori che hanno voglia di rimettersi al lavoro, allora si capisce una cosa molto semplice: il cinema è ancora vivo ed è ancora pieno di passione.

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