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20 Maggio 2019

La donna 'metafisica' di Chiara Pavoni

di Liliana Manetti
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La donna 'metafisica' di Chiara Pavoni

Al Macro si è rappresentato il variegato mondo dell’arte declinato al femminile: 'La biscia' ha danzato con la sua sensualità al ritmo di una melodia a mezza strada tra spirito e corpo, fra sacro e profano

Si è tenuta di recente, all’interno del Macro Asilo (Museo di Arte contemporanea) di via Nizza in Roma, la serata ‘After Party Female in March 11th Edition’, evento organizzato dalla ‘FemaleCut edition’, da ‘FemaleCut Italia’ e da Officine Fotografiche. Come da tradizione, oltre 50 tra le più rappresentative dj e artiste romane si sono esibite in performances di musica, arte e video non stop. Il culmine della serata è stata, senza dubbio, l’esibizione della dell’attrice, modella e ballerina Chiara Pavoni, che ha interpretato ‘La biscia’: una performace di Alessandra Caputo e Flora Contoli, con musiche di Rodolfo V. Puccio, trucco e styling di Roberta Budicin. Un lavoro sperimentale sugli archetipi femminili originari, indagati attraverso la luce, la vibrazione, il movimento del corpo e dello spirito per mezzo del gesto e del ritmo. Una installazione di suoni, tessuti preziosi, realizzati interamente a mano, illuminazioni autogenerate, segreti in un corpo femminile da osservare e sentire, abbandonando ogni convenzione. Movimenti, quelli di Chiara Pavoni, che ammaliavano con la stessa intensità di un serpente. Un tributo alla figura della donna eseguito con maestria e coreografie che si potevano benissimo assimilare ai movimenti della ‘kundalini’, la forza potentissima rLa_biscia_finale.jpgappresentata come serpente nella religione indiana e nelle sue tradizioni. Sicuramente sensuale, ma anche molto spirituale: un vero e proprio viaggio tra sacro e profano, composto da luci, colori di stoffe pregiate simili a quelle usate in Medio Oriente e movimenti caldi e passionali. Ma soprattutto, una serata all’insegna di una rappresentazione differente delle varie forme d’arte, tutte declinate al femminile. La sala principale del Macro era gremita e molte persone, oltre ad assistere agli spettacoli, ballavano e consumavano cocktails colorati, guardando uno schermo su cui venivano riprodotti video e immagini di luce psichedelica di ogni tipo. Un modo innovativo di rendere omaggio alla figura della donna, imperniato attorno a un concetto ideale che, per troppo tempo, è stato mercificato, oggettivizzato e ridotto a banale ‘pezzo di carne’.

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NELLA FOTO QUI SOPRA: CHIARA PAVONI AL TERMINE DELLA SUA ESIBIZIONE

IN ALTO A DESTRA: LA BISCIA SI PRESENTA AL PUBBLICO COME FIGURA DI ASTUTA FEMMINILITA'


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