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28 Ottobre 2020

La festa dell'estate 2019 a Villa Massimo

di Domenico Briguglio
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La festa dell'estate 2019 a Villa Massimo

Anche quest'anno si è tenuto il consueto appuntamento con i lavori prodotti dai borsisti del corso accademico 2018/19 durante i dieci mesi di permanenza presso la stupenda struttura culturale tedesca

Il 13 giugno scorso, il direttore di Villa Massimo, Joachim Bluher, promotore di una serie di manifestazioni importanti e ormai giunto a fine mandato dopo 17 anni di felicissima direzione dell’Accademia Tedesca di Roma, ha presentato per l’ultima volta la ‘Festa dell'Estate’. Ovvero, il consueto appuntamento con i lavori prodotti dai borsisti nell'anno accademico 2018/19, durante i dieci mesi di permanenza presso la stupenda struttura culturale teutonica. Anche stavolta, i lavori presentati al pubblico, numeroso come sempre, non hanno deluso le aspettative in tutti i vari settori di pertinenza, ovvero: musica, arti visive, letteratura e architettura. Abbiamo potuto apprezzare opere che hanno brillato per ingegno e originalità. A proposito di ciò, come non iniziare da Sonja Alhauser, che ha fatto divenire la parola persino inadeguata per definire le sue sculture, realizzate con materiali come la margarina o la cioccolata, più adatte al piatto che al piedistallo d'esposizione. L'estrema malleabilità del materiale dà vita a Figure (con la F maiuscola) che sembrano poter prendere vita da un momento all'altro e che, grazie ad alcune (volute) ‘sbozzature’ pare possano trasformarsi, improvvisamente, in qualcosa di diverso. Ma Sonja non si è limitata a questo. E ha firmato, nel corpo principale della villa, un affresco sulla lunetta della scalinata. ParliFesta_estate_2.jpgamo ora della musica: due assi come Martin Helmchen e Marie-Elisabeth Becker hanno interpretato brani di Beethoven, Brahms, Schumann, Shostakovich e Fauré. Anche in questo caso, più che di una interpretazione possiamo parlare di una ‘re-interpretazione’ in una versione personale piena, straripante di fascino. Anna Korsum, per parte sua, utilizzando il clarinetto e lo smartphone ha creato un qualcosa che potremmo anche definire ‘sperimentazione’, ma che forse andrà inserito in un nuovo contesto o in una nuova corrente musicale. Arriviamo dunque a Samy Moussa, che ha diretto Orpheus, composizione in 8’ per orchestra da camera. Nella fattispecie: 10 elementi di bravura ben superiori alla media. Il borsista di Villa Serpentara, Stefano Keller, posizionato nel villino, ha dato vita a una composizione per clarinetto ed elettronica che si muove nell'ambito, ampiamente collaudato, della musica contemporanea tedesca, fatta di brevi fughe melodiche che tornano su se stesse, per poi spezzarsi e dipanarsi in altre direzioni e che, dopo nuove divagazioni, riacquisiscono il tema di partenza con un movimento in più. L’Atlas of Sculptural Situations, di Erik Gongrich, appartiene invece al settore delle arti visive: una serie di immagini digitali che riprendono luoghi istituzionali, in una sorta di viaggio tra l'estetica (di tempi diversi tra loro) e il politico. Nell'atelier, anche un'installazione intitolata ‘Double Elegance’: tre abiti, di cui uno indossato dallo stesso artista in una sua performance. Altro artista visivo è Julian Rosefeldt, con le sue ‘gualdrappe per cavalli’, che nel proprio immaginario rappresentano la libertà e recano, stampate, frasi tratte dalla Costituzione italiana. Il tutto condito da una personale analisi della situazione politica italiana, non molto condivisibile. Wolfgang Ellenrieder completa il lotto degli artisti visivi: molto interessanti i suoi lavori, che indagano la natura dello spazio, abbinando diverse superfici, le quali inducono lo spettatore verso direzioni tutt'altro che scontate, richiedenti uno sforzo diFesta_estate_3.jpg concentrazione per essere correttamente interpretate. Foto, xilografie, oggetti solidi si combinano tra loro, alternando le diverse dimensioni, nonché spostando il punto di vista verso una nuova visione prospettica. Possiamo dire che ci ha letteralmente stupiti, inoltre, la ‘Meridiana Catottrica’ di Lars Kruckeberg. Avete presente le classiche meridiane? Beh, scordatevele! Lo ‘gnomone’ qui è rappresentato da uno specchio, che riflette luce e ombra molto meglio delle versioni canoniche dello strumento. Il tutto serve a porre l'accento sull’equazione temporale che presenta una discrepanza tra lo scorrere del tempo reale e quello dei nostri orologi, prova tangibile della sua relatività. Per la letteratura, ecco Thomas von Steinaecker che legge, insieme alla disegnatrice Barbara Yelin, brani dalla sua commovente graphic novel ‘Der Sommes irhes Lebens’ (L'estate della sua vita) in tedesco e in italiano (lettura di Lorenzo Profita e Lavinia Origini Profera). Completa il settore, Nico Bleutge, che ha letto brani dalla sua ‘Nachts Leuchten due Schiffe’ (Nella notte brillano le navi): un’opera che bisognerà leggere per intero, poiché lascia con il classico desiderio di sapere come va a finire. La versione italiana è affidata al solito, bravissimo, Lorenzo Profita. Citiamo per ultimo il ‘DJ set’ affidato a Bjorn Storig e Nico Schwind dell'etichetta berlinese ‘Stil vor Talent’. Infine, doverosissima citazione alla proverbiale accoglienza di Villa Massimo, splendida come al solito, in attesa delle prossime manifestazioni dopo la chiusura estiva.

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QUI SOPRA: WOLFGANG ELLENRIEDER, CAPANNA MODERNA © Wolfgang Ellenrieder

AL CENTRO: JULIAN ROSEFELDT, LA PAROLA E' SEMPRE L'AVANGUARDIA DELL'AZIONE © the artist and Fondazione Memmo

PIU' IN BASSO: SONJA ALHAUSER, GLORIA ALLORA 2019 © Villa Massimo Foto Alberto Novelli

IN ALTO A DESTRA: ERICO GOENGRICH, ORIGINAL - THE MODERN STUDIOLO © Eric Goengrich

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