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24 Gennaio 2022

"Loves me, loves me not..."

di Serena Di Giovanni
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"Loves me, loves me not..."

Intervista alla curatrice Gemma Gulisano e a Camilla Cesarini, in arte Armadilly: le due donne raccontano la prima mostra personale dedicata alla tendenza artistica ‘pink pop’, in esposizione dal prossimo 12 novembre 2021 presso la Galleria Fidia di Roma

Iconiche, irriverenti, sarcastiche, immediate, moderne e assolutamente ‘popular’. Sono questi gli aggettivi che vengono in mente osservando le opere di Camilla Cesarini, in arte ‘Armadilly’, che la curatrice Gemma Gulisano e il direttore di Galleria Fidia, Fausto Fiume, hanno deciso di presentare per la prima volta al pubblico nello spazio ubicato a pochi passi da piazza del Popolo, in Roma. Nata nel 1974 in via Angelo Brunetti 49, la galleria gestita da Fausto Fiume produce da anni mostre ed eventi dedicati ad artisti di chiara fama, che alterna alla promozione di artisti più emergenti, come nel caso di Armadilly. Sono passati di qui, tra gli altri, gli artisti del Gruppo Forma 1 e quelli della Scuola di Piazza del Popolo, messi a fianco del Novecento Storico e alle correnti di Realismo. Gli arazzi ‘pink pop’ di Armadilly sono assolutamente ‘figli del loro tempo’: parlano un linguaggio che risente della cultura visiva legata ai social media, in particolare a Instagram e Tiktok. E riescono a esserlo malgrado la scelta di un medium – l’arazzo, per l'appunto – alquanto ‘tradizionale’. Eppure, è proprio questo connubio traFausto_Fiume.jpg tradizione tecnica e innovazione stilistico-formale e tematica a rendere la produzione della giovane Armadilly estremamente interessante. A ciò va aggiunta la capacità di esprimersi con un peculiare linguaggio iconico, legato allo stile fumettistico, in linea con la formazione da illustratrice della Cesarini. Anche le scelte tematiche ci sembrano alquanto intriganti: i suoi lavori ci offrono, infatti, una fotografia dell’universo femminile e del suo rapporto con quello maschile non senza sarcasmo e ironia. Allo stesso tempo, toccano l’argomento, tutt’altro che banale, dei canoni imposti dalla nostra ‘società liquida’ delle immagini: quella degli influencer. Una società dove l’outifit giusto diventa, talvolta, più importante dell’ansia ‘cronica’ che, particolarmente nelle nuove generazioni, si origina dalla necessità di piacere a tutti i costi (My anxiety is chronic, but this outfit is super iconic). Per conoscere meglio il progetto della mostra ‘Loves me, loves me not...’, abbiamo deciso di parlarne direttamente con la curatrice, Gemma Gulisano e con l’artista, Camilla Cesarini, attraverso la 'collettiva' che vi proponiamo qui di seguito.

Gemma Gulisano e Camilla Cesarini, chi è Armadilly, innanzitutto?
Gemma Gulisano: “All’anagrafe Camilla Cesarini, Armadilly è una giovanissima artista di ventisei anni, nata a Pesaro. Tra i tanti aspetti del suo lavoro, quello che colpisce è il suo stile deciso, segno di una spiccata personalità, la sua cifra accattivante e immediatamente riconoscibile. E poi i contenuti, in apparenza frivoli, costituiscono in realtà lo specchio nel quale si riflette l’immagine della società nell’era digitale”.
Camilla Cesarini: “Posso confermare che Armadilly è un’eterna adolescente, amante del rosa, dei glitter e del sarcasmo”.

Come è nato il
Armadilly_1.jpgprogetto ‘Loves me, loves me not…’?
Camilla Cesarini: “È tutto partito da Gemma Gulisano, la curatrice della mostra, che mi ha contattata qualche mese fa e mi ha proposto di fare questa cosa insieme. Ancora non ci conoscevamo, ma siamo subito entrate in sintonia. Ovviamente, una menzione speciale va a Fausto Fiume, della Galleria Fidia, che con grande entusiasmo si è affezionato al progetto e ha reso tutto possibile”.
Gemma Gulisano: “Confermo: il progetto è nato un po’ per caso, un po’ su mia iniziativa. Ho scoperto il lavoro di Armadilly in un pomeriggio d’inverno a Catania, quando mi viene regalata una sua cartolina. All’epoca, realizzava delle campagne di moda ‘fake’, compresa quella Chanel riportata sulla cartolina, che conservo ancora. Grazie a una cara amica, storica del cinema, Cristina Matteucci, sono riuscita a contattarla. Chiacchierammo a lungo e, in seguito, decisi di proporle il progetto espositivo che presenteremo il 12 novembre presso gli spazi della Galleria Fidia. Pertanto è doveroso e ci tengo a sottolineare che senza l’entusiasmo di Fausto Fiume, che oltre a essere il proprietario della galleria è anche ‘il mio capo’, Loves me, loves me not... non esisterebbe”.

Il connubio tra arte pittorica e fumetto – così evidente nella produzione di Camilla – ha radici negli anni ‘60 del secolo scorso, nella ‘pop art’, in particolare nelle produzioni di Roy Lichtenstein e Andy Warhol, ma ci vengono in mente anche altri artisti contemporanei, come Takashi Murakami e Banksy: quali sono i riferimenti di Armadilly, se ci sono?
Camilla Cesarini: “Per me la pop art è tutto, ma devo ammettere che la mia principale fonte di riferimento è Instagram, soprattutto per i profili dei memes e per quelli che raccolgono immagini di persone o oggetti degli anni ‘60 e ’90 del secolo scorso”.
Gemma Gulisano:
“E’ vero: la componente ‘pop’ risulta evidente, nell’arte di Armadilly. Si presenta come una personalissima appropriazione del linguaggio espressivo delle origini, adattato tuttavia a un contesto inevitabilmente diverso, rispetto alla New York degli anni '60. Armadilly è un'artista. E, come tale, è figlia del suo tempo. Pertanto, si fa interprete dell’era digitale e delle cosiddetta generazione 2.0. Roy Lichtenstein è l’artista pop che più si avvicina ad Armadilly, per assonanza di forma e di intenti. La premessa comune è l’universo del fumetto, decontestualizzato e sottratto alla narrazione. Ma i lavori di Camilla non si nutrono esclusivamente di arti visive: oltre alla popular art, nonostante l’ammirazione per artiste quali Jenny Holzer, Tracey Emin e il fotografo Martin Parr, i riferimenti di Armadilly sono i più disparati: la moda (il suo primo grande amore), il cinema, il fumetto (nello specifico il lavoro di Brecht Evens), le illustrazioni di Emma Allegretti, Olimpia Zagnoli e David Shrigley e, per finire - non certo per rilevanza - i social (lnstagram e TikTok in particolare), il trash e il kitsch. Due elementi, questi ultimi, che si legano ai nomi che avete citato: Takashi Murakami e Jeff Koons”.
Armadilly.jpg
Potreste raccontarci un poco l’esposizione, senza ‘spoilerare’ troppo?
Gemma Guli
sano: “Possiamo solo anticiparvi che sarà accattivante, coinvolgente e con un accento ludico”.
Camilla Cesarin
i: “Ragazze ‘stilose’ e tanta ironia…”.

La scelta dell’arazzo come medium tecnico, a metà strada tra arte e artigianato, ci è sembrata particolarmente interessante: potete dirci qualcosa al riguardo?
Gemma Gulisano: “Armadilly non si rivolge alla tradizionale tela, ma si esprime attraverso una pittura intessuta ‘nella’ tela. Queste vignette ricamate creano un connubio singolare tra il linguaggio ‘pop’ delle origini - con il quale condivide la premessa fumettistica – e un’arte tessile di lunga tradizione, rivisitata mediante riuso del Punch Needle”.
Camilla Cesarini:
“Infatti, è proprio questo ritorno alla tradizione, ma con un tocco contemporaneo, ciò che mi ha fatto innamorare di questa tecnica. Si impara facilmente e richiede tanta pazienza e tempo, ma è difficile rimanere delusi dal risultato”.

Progetti per il futuGemma_Gulisano.jpgro?
Gemma Gulisano:
“Spero tanti, ma in realtà uno ‘bolle’ già in pentola: dal 18 al 21 novembre la mostra di Armadilly si trasferisce presso gli spazi della Nuvola di Fuksas, a Roma, in occasione di ‘Arte in Nuvola’: la mostra-mercato di arte moderna e contemporanea. Per l’occasione, la galleria Fidia presenterà due personali: ‘Loves me, loves me not...’ e ‘Lo spazio della memoria’: mostra personale di Giosetta Fioroni. Una ‘doppia personale’ tutta al femminile, dedicata a due generazioni di artiste pop a confronto: l’icona pop dell’arte romana anni ‘60 da un lato; la giovane artista ‘pink pop’ dall’altra”.
Camilla Cesarini: “Spero di continuare a lavorare insieme a Gemma e alla Galleria Fidia ancora per tanto tempo. In ogni caso, sono aperta a tutte le possibilità”.


Biografia
Classe 1995, Camilla Cesarini, in arte Armadilly, è una giovane illustratrice e artista italiana. Si forma presso l'Istituto d'Arte ‘Ferruccio Mengaroni’ di Pesaro e, in seguito, all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Partecipa a vari progetti, tra cui ‘ComoFano’ e ‘Oceano Adriatico’. Il suo stile, deciso e immediatamente riconoscibile, è fortemente influenzato dalla moda, dal cinema, dai fumetti e dall'universo social.

Info utili:
'Loves me, loves me not...'
mostra personale di: Armadilly
a cura di:
Gemma Gulisano
dal 12 novembre al 6 dicembre 2021
presso: Galleria Fidia
via Angelo Brunetti 49, 00186 – Roma
Orari: Lun-Ven 10-13 / 16-19,30
Nelle giornate del 18-19-20-21 novembre la mostra si sposterà presso
'Arte in Nuvola', alla Nuvola di Fuksas
viale Asia 40/44, 00144 - Roma
(apertura pubblico: dalle ore 10,30 alle ore 20.00)

Aemadilly_Gemma_congiunte.jpg

NELLA FOTO QUI SOPRA: L'ARTISTA 'POP' ARMADILLY E LA CURATRICE GEMMA GULISANO

AL CENTRO: I DUE SCATTI FOTOGRAFICI SEPARATI

PIU' IN ALTO, L'OPERA: "IS HE HOT OR DOES YOuR LIFE NEED SOME DRAMA"? 2021, RICAMO SU TELA

NEL CAPPELLO INTRODUTTIVO: FAUSTO FIUME, DIRETTORE DELLA GALLERIA FIDIA

IN APERTURA: LA LOCANDINA DELLA MOSTRA


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