Il 18 gennaio scorso, presso il Teatro Tor Bella Monaca di Roma, è andata in scena 'Il racconto della canzone italiana – A tempo di Refolo'. Questa originale commedia musicale, prodotta da Alt Academy, gioca con l’ironia e le dinamiche quotidiane, facendo incontrare il mondo della musica con quello della vita di tutti i giorni, tra risate, emozioni e grandi classici della nostra tradizione. La regia è affidata a Serena Maffia, che ha creato un contesto scenico in cui la vita di quartiere si mescola con la tradizione della canzone italiana. In scena, Stefano Refolo, tra pianoforte e voce, interpreta un uomo 'single' convinto di non trovare mai "la donna giusta". Al suo fianco, Diana Puddu, vincitrice di 'The Voice Senior 2024', insieme a Romano Consoli, al sax e percussioni e Paride Pusceddu tra percussioni e voce. La storia ruota attorno a Refolo
, che vive nel proprio condominio senza accorgersi di chi lo circonda, a partire dalla portiera Debora, segretamente innamorata di lui. L'equilibrio si rompe con l’arrivo di una nuova Alexa, che creerà situazioni inaspettate. Un pomeriggio, infatti, il postino, rivelandosi un abile musicista, inizia a suonare e cantare con gli altri vicini, trasformando la consegna in un concerto improvvisato. Il cast, composto da Debora Accettura, Serena Maffia e Federico Diani, è affiancato dal lavoro creativo di Comasia Vinci alle scene e ai costumi e di Simona Ricciardi al trucco, contribuendo a rendere la performance più vivace e coinvolgente.
Uno degli aspetti più affascinanti dello spettacolo è il modo in cui la musica viene utilizzata come strumento per esplorare la cultura popolare. La canzone italiana diventa un ponte emotivo capace di superare le barriere tra i personaggi e il pubblico. Quando il postino inizia a suonare, l'atmosfera cambia: la melodia diventa un momento di comunione in cui le emozioni più intime trovano finalmente voce. 'Il racconto della canzone italiana' non è solo un musical, ma un’occasione per riflettere sul potere della condivisione e sull'importanza dei legami umani, dove a volte basta un incontro casuale per cambiare il corso di una giornata. Lo spettacolo si è trasformato, così, in un viaggio nella magia di un quartiere che ha molto da raccontare, attraverso la sua lingua universale: la musica.