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19 Novembre 2018

Le Bal: a passo di danza

di Silvia Mattina - smattina@periodicoitalianomagazine.it
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Le Bal: a passo di danza

Al Teatro Sala Umberto è andato in scena, fino al 27 maggio, il frizzante spettacolo diretto da Giancarlo Fares tratto dal format francese di Jean Claude Penchenat, che narra il ballo quale rappresentazione degli usi e costumi dell'Italia dal 1940 al 2001

Le gambe scalpitano tra le poltrone della Sala Umberto di Roma. E la mente vaga nei ricordi di ieri e di oggi. E’ questo l'effetto coinvolgente che si avverte nell'assistere allo spettacolo dal sottotitolo: ‘L'Italia balla dal 1940 al 2001’, andato in scena nello storico teatro di Roma a due passi da piazza San Silvestro: il Teatro Sala Umberto. Non una parola: c'è solo musica e tanto movimento per i sedici ‘ballattori’, ai quali è richiesta una prova totalizzante per poter riempire il vuoto dell'espressione verbale con un corale contributo mimico-espressivo, sempre molto sostenuto e orchestrato dalla maestria della coreografa, Ilaria Amaldi. Romantico, poetico e riflessivo, ‘Le Bal’ ripercorre a sensi alterni due stati d'animo contrapposti: dal riso al dolore, passando per la tristezza. Il lato scintillante della vita è espresso attraverso l'esplorazione degli aspetti ludico-soLe_Bal_2.jpgciali del ballo: negli anni '40, la 'balera' è il punto di ritrovo per eccellenza dei cuori solitari, mentre negli anni '60-'70 è la spiaggia di ‘Sapore di sale’ a svelare le prime ‘cotte’ amorose, tra bikini e ballo della scopa. Dalla leggerezza e dal disinibito divertimento del ‘boogie woogie’, dello ‘swing’ e del ‘tip tap’, il viaggio storico non esclude una particolare attenzione ai cruenti stravolgimenti del ‘900: il fascismo, la seconda guerra mondiale, gli 'anni di piombo', fino all'attentato alle Torri gemelle del 2001. Dopo il 'boom' economico arrivano gli anni difficili della crisi e della depressione. E il piombo delle P38 imperversa ormai su tutto il territorio, gettando la società in un profondo stato di incertezza e instabilità emotiva. "Sesso, droga e rock ‘n’ roll" recita il motto degli anni '70 a suon di Pink Floyd, mentre ‘bustarelle’ e ‘mazzette’ sono le protagoniste della Tangentopoli degli anni '90, tra costumi luccicanti e donne provocanti. Proprio quel muro cantato e suonato dai Pink Floyd diviene sempre più una manifestazione delle barriere tra i diversi individui. E man mano che la moda cambia, al ballo di coppia si sostituisce quello solitario, in cuffia, o addirittura l'eroina e le droghe sintetiche. Il cerchio si chiude con il suono degli aerei che si abbattono sulle torri americane, ultimo baluardo della civiltà. Gli attentati sgretolano, così, le ultime speranze di un mondo escluso dalla violenza e dall'odio. Fares riesce, con grazia e incisività, a costruire un involucro solido, all’interno del quale l'improvvisazione e la passione degli attori riescono a far fluire lo spettacolo in modo continuo e armonioso. Più che la scenografia, i veri protagonisti della scena sono i costumi: stravaganti, colorati, castigati e alternativi. Talvolta, il cambio degli abiti diviene il pretesto per proseguire la festosa danza. Ecco allora che la suggestiva caduta dei vestiti dall'alto, su di un palcoscenico quasi totalmente buio, offre l’occasione per far partecipare il pubblico che, con stupore, punta lo sguardo su ogni attore, indovinando l'abito che ancora una volta indosserà. Ed ecco che, “ballando ballando”, come nel film di Ettore Scola del 1983, liberamente ispirato proprio al ‘Le bal’ francese, non ci si stanca mai di canticchiare e di ricercare quella naturale empatia con i danzatori in scena. Perché nel caos del vivere, ci ricorda Nietzsche: “Conta per perduto il giorno senza danza”.

Sala Umberto
via della Mercede 50, Roma
Tel. 06.67.94.753
www.salaumberto.com
Orari: dal martedì al venerdì ore 21.00;
sabato ore 17.00 e 21.00;
domenica ore 17.00;
Ufficio stampa: Silvia Signorelli (3389918303 - signorellisilvia@libero.it - ufficiostampasignorelli@gmail.com)
Foto: M. Fusco/Boomerang
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