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28 Febbraio 2024

Siamotuttigay ed etero

di Marcello Valeri
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Siamotuttigay ed etero

Cosa succederebbe se vivessimo in una società omosessuale, in cui a nascondersi debbano essere gli etero? Sul palco del teatro romano Off/Off, una commedia che capovolge la realtà e fa pensare, ridendo

Un successo di pubblico per 'Siamotuttigay' sul palco dell'Off/Off Theatre di via Giulia, a Roma, nella settimana di San Valentino. Una commedia scritta, diretta e interpretata da Lucilla Lupaioli, a cui il pubblico si è appassionato, ha sorriso e ha potuto riflettere su che cosa succederebbe se vivessimo in una società omosessuale in cui a nascondersi debbano essere gli etero. È la situazione in cui si trovano Maggie (Alessandro Di Marco), un attore 'en travestì' e Tessy (Lucilla Lupaioli): una coppia lesbica composta da una famosa attrice di teatro e la sua fidata compagna e ufficio stampa. È il giorno della prima e Maggie, come sempre, è̀ tesa, mentre Tessy cerca di rassicurarla. I loro figli (Willy, Antonio De Stefano e Sheila, Maria Antonietta Monacelli) sono presi dal panico, perché non sanno come affrontare il coming out. Max (Armando Quaranta) il macchinista, segreto amante di Sheila e l'unico di cui si conosce l'eterosessualità e Lucy (Martina Montini), la sarta nonché segreta fidanzata di Willy, li aiuteranno in qualche modo a trovare il coraggio di confessare la propria eterosessualità. Il camerino di Maggie é lo scenario di un rocambolesco ed esilarante tentativo di confessare la verità, per potersi amare liberamente. Lo spettacolo, originato da un’idea di Marco Marciani, affronta con stile scanzonato e mai banale il tema dell'omosessualità, raccontato con attenzione verso la cultura ‘gender’. Un testo non superficiale, evidente risultato di una ricerca della 'giusta vision' per poter far riflettere, sorridendo su quanto sia relativa la parola normalità, soprattutto quando si parla di amore e di gusti sessuali. Un atto unico, in cui la regia riesce a mettere ogni cosa al proprio posto, arricchita da continui movimenti e sequenze ‘meta-teatrali’. Da apprezzare i movimenti coreografici di Alberto Bellandi, eseguiti sempre bene e con sicurezzSiamotuttigay_2.jpga in uno spazio limitato. Una scenografia graziosa e luminosa, in cui tutti hanno la posizione corretta, anche nelle ‘incursioni di massa’ nel camerino. E una quarta parete aperta verso un pubblico, coinvolto anch’esso durante tutto lo spettacolo. Colpisce la disciplina degli attori, che rimangono in posa immobili in attesa di entrare in scena e che convincono sempre, prescindendo dalle inclinazioni personali: un Alessandro Di Marco capace di passare dall'attore isterico, al monologo che cattura e fa pensare; un poliedrico e sempre in movimento Antonio De Stefano, che dimostra di convincere anche nelle interpretazioni comiche; uno scanzonato Armando Quaranta, che conferma la sua attitudine a interpretare anche ruoli più leggeri; un’ineccepibile Lucilla Lupaioli, che riesce a dare espressività, voce, corpo e carattere al suo personaggio; una Martina Montini, che arricchisce lo spettacolo con il suo linguaggio del corpo, ben interpretando le insicurezze, le esigenze di un personaggio che ha a che fare con le ‘isterie’ di Maggie; infine, una Maria Antonietta Monacelli capace di dare giusta leggerezza, finta ingenuità, curiosità e indecisione al suo personaggio, con semplicità. Un amalgama di corpi e voci affiatati, in uno spettacolo esilarante, attraente e sensuale. Un lavoro teatrale con un ritmo allegro, che segue quello della commedia degli equivoci, interrotto nei tempi giusti dai fraintendimenti, dai colpi di scena, dalle rivelazioni improvvise, con un ‘dulcis in fundo’: uno spettacolo dentro lo spettacolo, che ha richiamato con nostalgia i tempi in cui il teatro era un'importante elemento culturale e sociale, quando le sale erano piene e non c'erano problemi di budget. Un teatro che arricchiva la società e che aveva il giusto spazio sui media e nell'economia nazionale. 'Siamotuttigay' é una produzione Bluestocking. La fonia e le luci sono state curate da Sirio Lupaioli. L'aiuto regia è di Guido Del Vento. Il ‘light design’ di Giovanna Venzi. Le scene e i costumi, infine, sono di Nicola Civinini. Il tutto confezionato nell'Off/Off Theatre: un grazioso scrigno nel centro della capitale che di ‘Off’ ha soltanto il nome e che, come sonoro e come organizzazione, non ha nulla da invidiare ai teatri del mainstream romano.

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