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25 Settembre 2020

Arrivederci tra mille anni

di Michela Diamanti
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Arrivederci tra mille anni

Viaggio lungo la ‘Via della Seta’ alla scoperta della cultura cinese, tra danze, canti e spettacolari giochi di luce

‘Standing ovation’ per il coinvolgente spettacolo tutto cinese: ‘Arrivederci fra mille anni - viaggio alla scoperta dell'affascinante cultura della Via della Seta' andato in scena lo scorso primo novembre nella splendida cornice dello storico Teatro Argentina di Roma ed eseguito dalla compagnia teatrale ‘Gansu Performing Arts Group’. Organizzatori dell'evento: l’Ufficio stampa del Consiglio di Stato della Repubblica popolare cinese, l’Ambasciata della Repubblica popolare cinese in Italia e il Consolato Generale della Repubblica popolare cinese a Firenze, città che il 3 novembre ha ospitato la seconda tappa italiana dello show. L'ambizioso progetto artistico ha voluto coinvolgere gli spettatori nelle diverse forme d'arte con cui si è espressa la cultura cinese, quasi a ricreare un 'ponte' di collegamento tra oriente e occidente, in un tempo in cui le antiche rotte commerciali sembrano destinate a riprendere vigore. Questa suggestiva rappresentazione è riusciItalia_Cina_2.jpgta a far breccia nel cuore del pubblico, proiettandolo magicamente in un incantevole percorso all'interno di questa millenaria civiltà, raccontata per mezzo di danze, canti, spettacolari effetti grafici e giochi di luce, dove lo spettatore incontra alcuni dei protagonisti del confronto e dell'integrazione fra oriente e occidente, come Zhang Qian, celebre diplomatico, viaggiatore e pioniere della Via della Seta nell'antica Cina, inviato nel 139 a. C. in missione nelle regioni occidentali; tradizionali sonorità hanno rievocato tempi lontani nel 'concerto di campane di bronzo e tamburi', il più antico strumento a percussione cinese accompagnato da strumenti a percussioni e da una 'energica' coreografia dei ballerini. Particolarmente suggestiva la ‘Danza con il lungo nastro di seta' dove le danzatrici, con movimenti sinuosi, lanciano e riprendono i nastri di seta colorati e i balli rendono omaggio alle più belle e importanti raffigurazioni che si trovano nelle grotte di Dunhuang in Cina. Ha emozionato il pubblico la rappresentazione di 'abiti arcobaleno e indumenti di piume', con una danza ispirata a quella che si teneva nel palazzo reale della dinastia Tang, in Cina, più di mille anni fa. Attraverso la rappresentazione di 'Viaggio a ovest', si è reso omaggio a Xuan Zang che, più di 1300 anni or sono, viaggiò per diffondere il buddismo. Autore dle_mille_mani.jpgell'omonimo romanzo, è stato riconosciuto universalmente come un valente messaggero degli scambi culturali tra cinesi e il resto dei popoli.
Di forte impatto la performance dei ballerini in 'Guerrieri di Buddha' hanno dato vita ai combattenti raffigurati nella grotta dei Mille Buddha a Dunhuang, attraverso l'antica forma d'arte cinese della 'danza mascherata'. Ipnotizzante e particolarmente suggestiva, l'esibizione delle ballerine nella coreografia nota in tutto il mondo 'Le mille mani del bodhisattva Guanyin', che con la loro eleganza hanno affascinato il pubblico. Frizzante e gioiosa la rappresentazione di 'Cantando sull'altopinano innevato' e 'La ragazza di Daban': danzatori e danzatrici si sono esibiti nel ‘tip tap’ orientale e in danze aggraziate tipiche di tibetani e uiguri, le due etnie considerate eccezionali nel ballo e nel canto. Non poteva mancare la pappresentazione scenica di 'Marco Polo', viaggiatore e mercante italiano, che nel XIII secolo esplorò l'oriente, descrivendo le sue esperienze nell'opera 'Il milione', aprendo di fatto la strada delle interazioni dirette tra Cina e mondo occidentale, ispirando le future generazioni di viaggiatori europei. Sembravano fluttuare nell'aria le ballerine della danza 'Apsaras volanti lanciano fiori', interpretando con grazia le divinità volanti del Pantheon buddista, uno dei simboli della cultura di Dunhuang. Lo spettacolo è proseguito con un momento dedicato a un canto popolare della minoranza mongola: 'L'oca selvatica'. Allegra e divertente la rappresentazione del 'matrimonio iuguro', in una danza che descrive il rito tradizionale degli iuguri, etnia che vive nella regione nord occidentale della Cina. Ha preceduto la chiusura dello spettacolo la messa in scena del racconto 'I viaggi di Zheng He', celebre navigatore e diplomatico dell'antica Cina, che nel 1405 sbarcò per la prima volta in occidente per una missione diplomatica. Singolare e dal 'gusto fusion' la perfomance finale, affidata a due bravi musicisti che hanno suonato 'Mo Li hua - O' sole mio', mixando le due popolari melodie (in Cina, la prima) omaggiando anche Domenico Modugno, tra gli applausi del pubblico, in piedi per salutare gli artisti. Tutto ciò avviene in un momento particolare per la politica estera italiana: dopo aver incassato un duro colpo dagli Usa in merito ai dazi applicati sulle merci, in particolare è stato penalizzato il settore dell'export agroalimentare, dove l'Italia è comunque pronta a reagire, orientando i nostri interessi economici verso oriente. Non a caso, il ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, è 'volato' in Cina per il ‘Ciie’ (China  international import-expo), la maxifiera dedicata alle importazioni dove il ‘Belpaese’ era tra i quindici ospiti d'onore. L'Italia ha chiuso con la Cina “accordi che erano fermi da tempo, penso all'agro-alimentare”, ha dichiarato il ministro Di Maio, “abbiamo inoltrre messo mano a nuovi accordi, che saranno chiusi tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020, per esportare nuovi prodotti”, ha concluso a margine di una visita agli impianti della Comau (azienda italiana leader nell'automazione industriale) di Shangai. Questa è indubbiamente una buona occasione per promuovere il Made in Italy e il turismo, in un clima di 'fermento' che sembra destinato a innescare l'inizio di una nuova epoca tra i rapporti fra oriente e occidente.

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