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14 Aprile 2021

Covid 19: il vaccino è in arrivo

di Marcello Valeri
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Un team di dieci ricercatori olandesi afferma di aver scoperto un anticorpo in grado di respingere l'infezione da coronavirus
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Gli scienziati dell'Erasmus Medical Center di Rotterdam e dell'Università di Utrecht hanno pubblicato, lo scorso 11 marzo, la loro scoperta con un articolo scientifico pubblicato sulla piattaforma ‘bioRxiv’, dal titolo: 'A human monoclonal 1 antibody blocking Sars-CoV-2 infection' (Un anticorpo monoclonale umano di tipo 1 blocca l'infezione Sars-CoV-2’, ndr). Se ne verrà confermata la bontà, lo studio potrebbe portare a un farmaco antivirale e alla possibilità delle persone di verificare direttamente a casa la propria positività al virus. "Sono troppo vecchio per saltare su un tavolo", racconta il professore di biologia cellanticorpi_monoclonali.jpgulare, Frank Grosveld, alla rivista Erasmus. Nel documento prodotto dagli scienziati viene identificato un ‘anticorpo monoclonale’ umano, che neutralizza la Sars-CoV-2 (e la Sars-CoV). I ricercatori sostengono questo anticorpo "neutralizza" il virus e "offre il potenziale per prevenire e/o trattare il Covid-19 e, forse, anche altre future malattie emergenti nell'uomo, causate da virus del sottogenere Sarbecovirus. Per quanto ne sappiamo”, ha spiegato il professor Grosveld, “questo è il primo anticorpo che blocca l'infezione: trovare qualcosa del genere è molto raro". La pubblicazione è ancora una ‘bozza’: la piattaforma ‘bioRxiv’ viene, infatti, utilizzata per la diffusione della ‘pre-stampa’ di documenti che verranno poi sottoposti alla ‘revisione dei pari’. In questo processo, i redattori della pubblicazione ricevono la consulenza di vari esperti, chiamati ‘arbitri’, che valutando il documento potranno identificare i punti deboli delle ipotesi, dei metodi e delle conclusioni. Solo dopo aver superato la ‘revisione tra pari’, lo studio potrà ricevere la certificazione da parte di una rivista scientifica e potrà essere considerato attendibile.
Gli anticorpi - o immunoglobuline - sono ‘glicoproteine’ prodotte dai ‘linfociti B’ del sistema immunitario umorale. Tali proteine sono in grado di riconoscere e legarsi in maniera specifica ad altri tipi di proteine, definite ‘antigeni’. La funzione degli anticorpi è quella di riconoscere e neutralizzare gli agenti estranei e/o patogeni, come per esempio virus, batteri o tossine. Ciò è possibile grazie alla particolare struttura di queste molecole. Se la scoperta dovesse essere confermata, ci sarebbe finalmente la concreta possibilità di sviluppare un nuovo medicinale da usare nel trattamento dei pazienti infettati dal ‘ceppo’ di coronavirus che stà causando la pandemia di questi mesi. E lo studio potrebbe avere un ruolo importante nella sintesi di un vaccino il quale, in ogni caso, avrà bisogno di alcuni mesi di test prima di poter essere considerato efficace. Per ora non ci resta che aderire fedelmente allo slogan: #iorestoacasa.


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