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4 Aprile 2020

Dal glaucoma all'occhio bionico, che sempre ti vede

di Fabrizio Federici
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Dal glaucoma all'occhio bionico, che sempre ti vede

Al Consiglio regionale del Lazio, il punto sulle più gravi patologie oculari in Italia e nel mondo: un settore della nostra salute in cui l’evoluzione tecnologica è incessante e sta ottenendo risultati straordinari

Al mondo ci sono 40 milioni di ciechi, per le cause più disparate: cataratta, disturbi della retina, glaucoma degenerato, maculopatia con perdita dello strato recettoriale dell’occhio, retinite pigmentosa e patologie correlate. Solamente negli Usa, su una popolazione di 250 milioni di persone quasi il 90%, cioè 218 milioni di individui, soffre variamente di disturbi della vista (180 milioni portano gli occhiali, 38 le lenti a contatto). Bastano questi dati per avere un’idea delle dimensioni planetarie che hanno, oggi, i disturbi della vista. Se n’è parlato al Congresso 2017 di ‘Ipovisione-Sportvision’, un’associazione che riunisce medici oculisti e di altre specializzazioni, con l’obiettivo di approfondire le conoscenze sui più gravi deficit visivi e sui corrispondenti protocolli terapeutici. La kermesse, svoltasi  con il patrocinio dell’azienda ospedaliera universitaria del Policlinico ‘Umberto I’ e dell’Università di Roma ‘La Sapienza’ presso la sala Mechelli del Consiglio regionale del Lazio, si è incentrata in particolare sulle patologie oftalmiche più gravi (glaucoma, maculopatie) ed era rivolta, soprattutto, a oculisti, ortottisti e assistenti in oftalmologia, ma anche a medici specialisti in malattie metaboliche e diabetologia, cardiologia, pediatria, medicina dello sport e farmacisti. Direttori scientifici del convengo, i dottori Daniele Di Clemente e Alessandro Segnalini. “Oggi”, ha stottolineato in apertura Daniele Di Clemente, “la chiave di tutte le branche della medicina è la riabilitazione: non è pensabile che un paziente operato non venga riabilitato. E questa fase, anche nell’oculistica, si cerca di facilitarla nel modo più naturale e meno invasivo possibile, anzitutto stimolando il paziente stesso ad attivarsi in questo senso, aiutati dall’evoluzione tecnologica, che in tale settore è davvero incessante”.
L’evoluzione tecnologica, in effetti, ha avuto un posto importante nel convegno. L’oculista Valentina Carbone, intervenuta in rappresentanza della ‘Second Sight Medical Products’, importante azienda operante nel settore, ha infatti spiegato il funzionamento di ‘Argus II’, il nuovo sistema di protesi retinica, noto anche come ‘Occhio bionico’, il quale genera una stimolazione eletArgus_II.jpgtrica della retina per indurre la percezione visiva in soggetti non vedenti. L’impianto è una protesi ‘epiretinica’ impiantata chirurgicamente all’interno e attorno all’occhio e comprende  un’antenna, un involucro per l’elettronica e una matrice di elettrodi. L’apparecchiatura esterna comprende  occhiali, un’unità di elaborazione video e un cavo. Attualmente, in Italia è possibile usufruire di questo dispositivo, con la copertura del sistema sanitario nazionale, presso un solo centro oculistico autorizzato, in quel di Firenze. Sulle “mostruosità di ordinaria burocrazia” si è invece soffermato il dottor Romani, responsabile all’Inps della valutazione dei ciechi civili di Roma e provincia. ”Oggi”, ha dichiarato l’esperto, “in seguito alle tante truffe di soggetti assolutamente non ciechi, riusciti a ottenere con la frode l’indennità mensile, siamo arrivati al punto che alcuni pazienti, effettivamente ciechi, chiedono di rinunciare all’assegno perchè, facendosi vedere in giro col bastone, temono di essere denunciati come falsi invalidi...”. Molta attenzione è stata dedicata, nella seconda sessione di lavoro, alle patologie oculistiche nello sport, considerando la natura di quest’ultimo come fenomeno di popolare e di massa. “La preparazione sportiva di un bambino”, ha precisato Annalisa Di Cesare, responsabile dell’Uoc di Medicina fisiatrica e riabilitazione al Policlinico ‘Umberto I’, “oggi inizia già a 3 anni, mentre, d’altra parte, ci sono alcuni atleti attivi anche dopo i 90 anni”. Leopoldo Spadea, professore associato del settore Malattie visive alla ‘Sapienza’ di Roma, ha invece spiegato e approfondito le più moderne tecniche di chirurgia refrattiva, utilizzata dagli oculisti per correggere, intervenendo sulla cornea o sul cristallino, i vizi refrattivi dovuti a un difetto di focalizzazione delle immagini sulla retina, come: miopìa, ipermetropìa o astigmatismo. Il professor Alessandro Segnalini, docente alla ‘Sapienza’, ha in seguito affrontato il tema relativo alle tecniche di ‘Visual training’: allenamenti per l’occhio proposti, con importanti risultati, prima agli ipovedenti e poi agli sportivi. “In conclusione”, ha precisato il dottor Daniele Di Clemente, docente di Oftalmologia alla ‘Sapienza’ e consulente oculista del Tribunale di Roma, “questo convegno ha passato veramente in rassegna tutte le principali innovazioni tecnologiche e i corrispondenti protocolli terapeutici per gli ipovedenti, mentre è emersa l’importanza di una diagnosi precoce dei disturbi della vista sin dal primo anno d’età delle persone. Ciò al fine di prevenire o affrontare poi adeguatamente, disturbi come la dislessia o l’ambliopia (situazione in cui un occhio vede bene ma l’altro no, ndr). La riabilitazione dell’apparato visivo deve inoltre proseguire per tutta la vita, con tecniche il più possibile non invasive, praticando anche sport adeguati. Lo sport, infatti, se aerobico (che non comprende solamente la ginnastica aerobica, ma anche la marcia, la corsa o il ciclismo) fa bene alla vista, producendo un maggior afflusso di ossigeno ai tessuti oculari. Viceversa, è dannoso lo sport comportante un notevole sforzo fisico (come il sollevamento pesi), poiché causa vasocostrizione, quindi un aumento della pressione”.ipovisione.jpg

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