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7 Aprile 2020

Fulmini, ogni anno sull’Italia ne cadono 1,5 milioni

di Roberta Valeriani
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Fulmini, ogni anno sull’Italia ne cadono 1,5 milioni

80.000 foto e video riprese dai cellulari nelle ultime 24 ore. Questi i dati rilevati dalla Rete Nazionale di Rilevamento Fulmini del “Cesi”(Centro elettrotecnico sperimentale italiano). La maggior parte di essi si è concentrata sull’Italia settentrionale e buona parte della Toscana, con fenomeni che si sono poi gradualmente estesi anche al medio e basso versante tirrenico. L’intensa attività elettrica provocata da violenti temporali, si è accanita fin verso i litorali di Campania, Basilicata e Calabria tirrenica. I dati ci indicano come sia stato superato anche il precedente primato risalente all’Estate del 2004 allorquando si verificò la caduta di ben 40.000 fulmini nell’arco di 24 ore. Le cause di tale anomalia vanno certamente ricercate nei violenti contrasti verificatisi tra l’aria caldo-umida accumulatasi al suolo nelle ultime settimane, ed il fresco intenso giunto dal nord Atlantico che ha fatto da miccia nell’attivazione di intensi nuclei temporaleschi. “Uno scontro tra la bolla di calore estiva, che si è protratta per lungo tempo, e l’arrivo delle prime correnti fredde sulla penisola – dichiara Marina Bernardi, responsabile del Sistema Italiano di rilevamento dei fulmini (Sirf) - è la ragione dei violenti temporali, insieme ad una altissima concentrazione di fulmini, che si sono abbattuti sull’Italia in questi giorni: domenica al Nord, poi al Sud altrettanto intensi fino a mercoledì prossimo Quest’anno la periodicità stagionale fuori dall’ordinario, con temperature di piena estate protratte fino alla scorsa settimana, ha portato al concentrarsi dei temporali, che si verificano per l’arrivo di aria fredda che incontra il caldo”. Ogni anno cadono in Italia un milione e mezzo di fulmini. Il 2002 è stato l’anno record con due milioni e mezzo di saette. “I fulmini – afferma Marina Bernardi - costituiscono un pericolo sopratutto d’estate per due ragioni: ci si espone di più all’aria aperta; la stagione dei fulmini è appunto quella estiva per l’incontro aria fredda/caldo, concausa dei temporali. Il fulmine è un fenomeno fisico, il parametro per misurarli è la corrente (non la potenza). Mentre il filo della corrente a casa trasporta mezzo ampere, la corrente di ciascun fulmine tocca i 30mila ampere”. “Ci si potrebbe - afferma Bernardi - tenere accesa la corrente per un mesetto in un intero grattacielo. Alcuni fulmini hanno corrente record fino a 100-200 mila ampere”. Sono tra 10 e 15 i decessi causati ogni anno in Italia dai fulmini, mentre gli Stati Uniti contano 100 vittime. L’unico ente che certifica i dati della mortalità sul territorio nazionale è l’Istat. “Per l’uomo tutti i fulmini sono pericolosi. I fulmini - precisa la responsabile del Sirf - uccidono nel 20% dei casi, principalmente per arresto cardiaco o ictus cerebrale. Le saette cercano la strada più breve per scaricarsi a terra: se la scarica non attraversa il cuore o il cervello, c’é uno spettro vastissimo di danni possibili in chi sopravvive (l’80%): dal timpano perforato alle ustioni, dalla perdita della memoria ai danni neurologici. Il fulmine tocca le vette, gli alberi, i campanili. Rientrano tra le categorie a rischio chi fa attività all’aria aperta in montagna, chi ha in mano una mazza da golf, i pescatori che maneggiano la canna da pesca (anche quella in carbonio non preserva dal rischio fulmini). Le regole di comportamento possono essere consultate sul sito www.fulmini.it/fulmine/regole_comp.htm Occorre imparare a guardare il cielo, e mettersi a riparo quando si vedono nuvole temporalesche, quelle a torre, molto estese in altezza, con l’aspetto a cavolfiore. Correre a casa dopo il primo fulmine è tardi. Sirf, grazie a una rete di sensori degli impulsi elettrici dei fulmini creata nel 1994 dal Cesi (Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano), fornisce informazioni di monitoraggio in tempo reale, e di allerta a 1-2 ore.


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