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7 Aprile 2020

Quando l’infarto è silente

di Clelia Moscariello
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Quando l’infarto è silente

Una ricerca americana stabilisce che il 50% degli infarti non presenta sintomi ed espone a una mortalità maggiore

Secondo una ricerca del Wake Forest Baptist Medical Center a Winston-Salem, nella Carolina del Nord, pubblicato sulla rivista 'Circulation', la metà degli infarti sarebbe silente, cioè asintomatica: esattamente il 45%. I ricercatori hanno analizzato per anni  un campione di quasi 9 mila 500 individui. L’infarto asintomatico è più pericoloso di quello che presenta i classici sintomi e colpirebbe, per la maggior parte, gli uomini, anche se è più pericoloso per le donne, provocando la morte per cause generali. Il rischio di infarto aumenta per le persone di statura bassa e con carenza di vitamina D. Esso non viene diagnosticato se non a posteriori con un esame del sangue: non risulterebbe infatti nemmeno dalle visite cardiologiche e da un elettrocardiogramma. L’infarto asintomatico è molto pericoloso, secondo gli studiosi, poiché non viene curato successivamente e, quindi, espone a una mortalità maggiore chi ne viene colpito.


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