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Area Riservata
7 Aprile 2020

Scoperta la medusa Ufo

di Michele Di Muro
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Scoperta la medusa Ufo

Nei pressi della Fossa delle Marianne, il sottomarino-robot della National oceanic and atmospheric administration (Noaa) ha recentemente scoperto un nuovo esemplare di animale planctonico che, dotato di 'lucine' interne, vive ad altissime profondità: si tratta dell’ultimo di una serie di importanti ritrovamenti nell’area, resi possibili dai moderni strumenti di osservazione degli abissi marini

Lo scorso 24 aprile, l’agenzia statunitense ha diffuso in un video su Youtube le prime immagini  di un'importante rivelazione fornite da un veicolo comandato a distanza (Rov) e controllato dalla nave Okeanos Explorer mentre era in corso la missione di esplorazione dell'Enigma Seamount (così soprannominato a causa delle scarse informazione che gli scienziati hanno sul fenomeno). L’incontro è avvenuto approssimativamente a 3700 metri di profondità. La Fossa delle Marianne è, difatti, la più profonda depressione oceanica conosciuta e raggiunge gli 11 mila metri sotto il livello del mare (il regista James Cameron, nel 2012, è stato il terzo e ultimo uomo a toccarne il fondo a bordo del sommergibile Deepsea Challenger).
Comunque sia, questa medusa-Ufo, così chiamata per il suo aspetto inusuale, quasi extratterreste, è costituita da un corpo a campana trasparente e una doppia fila di tentacoli di lunghezze differenti. In modo del tutto singolare, al suo interno mostra organi luminescenti rossi e gialli. I primi sarebbero dei canali radiali, che si connettono alle gonadi gialle.
Attraverso l’osservazione del filmato ad alta risoluzione, gli scienziati hanno supposto che l’esemplare debba probabilmente appartenere alla sottospecie della Crossota. Questo tipo di meduse sono dei predatori passivi: la loro campana rimane immobile e catturano con i tentacoli le prede mosse dalla corrente. Differentemente dalla maggior parte delle hydromedusae si riproducono assessualmente e non raggiungono quindi lo stadio polipoide (scifostoma).
Sul sito del Noaa è possibile seguire in diretta la missione Okeanos Expoler, inclusi i commenti e comunicazioni live degli scienziati all’opera.

Il video della scoperta

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