Il mensile di informazione e approfondimento che
intende riunire culturalmente il nostro Paese nel pieno rispetto di tutte le sue tradizioni, vocazioni e ispirazioni ideologiche e politiche.
diretto da Vittorio Lussana
Area Riservata
4 Marzo 2021

Verso un nuovo lockdown?

di Marcello Valeri
Condividi
Verso un nuovo lockdown?

La nazione che ha saputo meglio affrontare l’emergenza Covid-19 ripristina la quarantena e il distanziamento sociale al sorgere di nuovi focolai di contagio

La Corea del Sud ha ripristinato le misure di lockdown nell'area metropolitana di Seoul. La constatazione del più grande incremento del numero di infezioni da coronavirus in oltre 50 giorni ha spinto il governo a ripristinare le restrizioni sul distanziamento sociale nella zona dove vive all’incirca la metà dei 52 milioni di abitanti che compongono la popolazione totale del Paese. La misura restrittiva è stata annunciata dal ministro della Sanità, Park Neung-hoo, spiegando che musei, parchi e gallerie d'arte verranno nuovamente chiusi a partire da domani e per due settimane. Come riportato dall’Independent "c'è la necessità di massimizzare la distanza sociale nelle aree in cui il virus circola, per costringere le persone a evitare strutture pubbliche e altri spazi affollati", affermano i funzionari sanitari coreani. Secondo i Korea Centers for disease control and prevention (Kcdc: centri coreani per il controllo e la prevenzione delle malattie, ndr), giovedì scorso sono stati segnalati 79 nuovi casi, 67 dei quali provenienti dall'area metropolitana di Seoul. Un nuovo gruppo di infezioni è stato rilevato in un centro logistico a Bucheon-si, nella provincia di Gyeonggu, il 12 maggio scorso. E altri 46 nuovi contagiati, collegati al centro logistico di Coupang, sono stati confermati in questi giorni, portando il totale a 82. I test su oltre 4 mila lavoratori e visitatori del centro logistico di Coupang proseguono dallo scorso 28 maggio. Secondo Kwon Jun-wook, vicedirettore del Kcdc, "le persone della struttura non hanno seguito correttamente le misure di protezione sociale e di distanziamento, inclusa quelle di indossare la mascherina". Sempre secondo quanto riporta l’Independent, il direttore del Kcdc, Jeong Eun-kyeong, ha notato crescenti difficoltà nel rintracciare le trasmissioni del virus all'aumentare dell'attività pubblica: "Faremo del nostro meglio per rintracciare i contatti e attuare misure preventive, ma esiste un limite a tali sforzi", ha affermato. "È necessario massimizzare la distanza sociale nelle aree in cui il virus circola, per costringere le persone a evitare le strutture pubbliche e altri spazi affollati". Il Kcdc ha anche annunciato di "condurre test di massa su persone che hanno visitato luoghi pubblici ed eventi visitati da casi confermati di Covid-19", nel tentativo di fermare la diffusione il prima possibile. Gli abitanti di Seoul dovranno evitare di ritrovarsi in gruppo o di recarsi in luoghi affollati, compresi bar e ristoranti. Gli istituti religiosi e i luoghi di culto dovranno essere particolarmente vigili per far rispettare le regole imposte per contenere i contagi. E' stato inoltre chiesto alle aziende diTrendSouthKorea.jpg reintrodurre lo ‘smart working’ e altre misure di lavoro flessibile. Lo scorso mercoledì, il ministero dell'Istruzione ha dichiarato che la ripresa delle lezioni è stata ritardata in 561 scuole in tutta la nazione, a causa dei timori per il virus. La nuova misura arriva a meno di un mese di distanza da quando il blocco nazionale è terminato, lo scorso 6 maggio. Da allora, la Corea del sud ha progressivamente revocato alcune restrizioni, ma una ripresa del virus potrebbe minacciare di mettere nuovamente in blocco più aree. La Corea del sud, come riportato anche dalle inchieste di ‘Report’, non ha seguito le indicazioni dell’Oms in materia di contenimento del virus, ha ricevuto elogi per i suoi test diffusi e gli intensi sforzi di tracciamento dei contatti, che hanno permesso al Paese di evitare un lungo blocco simile a quelli visti in altri Stati. Ma con i casi in aumento per il terzo giorno consecutivo, i funzionari sanitari chiedono che altre importanti aree metropolitane tornino a misure di distanziamento sociale più rigorose. Saranno inoltre condotte ispezioni in loco nei centri logistici di tutto il Paese, per sviluppare politiche migliori e prevenire le epidemie in tali strutture. Secondo quanto riportato dal Csse (Centro per la Scienza dei sistemi e l'ingegneria, ndr) della ‘Johns Hopkins University’, i casi confermati in Corea del sud risultano essere 11 mila 344, con 269 morti. Per l’Italia, l’ente universitario di Baltimora riporta 231 mila 139 casi confermati e 32 mila 072 morti al 28 maggio 2020. Il Csse afferma che i suoi numeri si basano su dati pubblicamente disponibili, ma provenienti da fonti diverse e non sempre sono concordi. Insomma, mentre in Italia si discute e si sorride per gli assistenti civici, o si disquisisce sulla liceità delle misure imposte dal governo nei mesi scorsi per limitare i danni da pandemia di Covid-19 o si filosofeggia sulle differenze di approccio alla ‘movida’ o sulle schermaglie generazionali, la nazione che, a livello mondiale, si è dimostrata meglio organizzata nella prevenzione e nel monitoraggio dei fenomeni pandemici sta attuando nuove misure restrittive, per evitare ulteriori disastri in termini di vite umane, conseguenze sociali e ulteriori perdite economiche che una chiusura totale comporterebbe. La salute, la libertà e il libero arbitrio sono cose serie. Anche se, spesso, non vanno d’accordo per definizione, per la loro distinta natura.

Trenditaliano.jpg

NEL GRAFICO QUI SOPRA: L'ANDAMENTO DEI CONTAGI DA CORONAVIRUS IN ITALIA

AL CENTRO: LA CURVA DELLA COREA DEL SUD


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
Registrata presso il Registro Stampa del Tribunale di Milano, n. 345, il 9.06.2010.
EDITORE: Compact edizioni divisione di Phoenix associazione culturale