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22 Agosto 2017

Altre 3 reti sotto il cielo (di Madrid)

di Andrea Giulia
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Altre 3 reti sotto il cielo (di Madrid)

A differenza del grande Totò, che in ‘Lascia o raddoppia?’ era incerto se lasciare o raddoppiare, noi di Periodico italiano magazine siamo assolutamente certi di volervi colpire non una, ma ben due volte, perché tante sono le giornate di campionato da raccontarvi e altrettante sono le ‘follie giocose’, non tutte, che la nostra serie A ci ha regalato in queste due settimane

Confortati dalla massima, a noi molto gradita, che l’illustre e spesso spassoso Erasmo da Rotterdam ci ha tramandato, “La vita umana, nel suo insieme, non è che un gioco: il gioco della pazzia”, possiamo senz’altro certificare che nessun torneo calcistico del pianeta Terra è ricolmo di pura e gioiosamente squilibrata predisposizione al delirio ‘cosmico’ totale come quello italiano. Di ciò, siamo molto orgogliosi. E ne andiamo fieri col petto e le 'tette da fuori' alla Russ Meyer, sfacciati e pure eccitati. Perché lo sappiamo noi, ma lo sanno tutti coloro che ci ‘sfottono’ con malcelata invidia, che nessun popolo vive in simbiosi con la follia e con il genio come il nostro. Possiamo essere indolenti e irritanti come il Bologna, che in 10 giorni e tre partite (recupero compreso) si è fatto ‘trapanare’ ben 11 volte, alla poco rassicurante media di 3,67 goals subìti a match, da Napoli, Milan e Sampdoria. Ma noi siamo anche quelli che gridano all’impresa ‘omerica’ come il Milan, che sotto di 2 uomini a Bologna (sempre lui...) resiste sputando lacrime e sangue fino a un minuto dalla fine e poi si gode l’orgasmo della vita con Pasalic, che finalmente ‘insacca’: persino il buon vecchio Zio Fester Galliani, a momenti, ci resta ‘secco’ per l’impensabile vittoria. Certo, il Milan resta mediocre assai. E infatti, persino la Lazio è riuscita a bloccarlo sul pari. Ma che fa? In un campionato dove pare quasi tutto già deciso per scudetto e zona Champions e dove persino l’Europa degli ‘sfigati’ appare una chimera, l’ex grande squadra Milan può fare ‘spallucce’, ché tanto prendersela serve solo a far godere maggiormente i sette nemici beffardi che lo precedono in classifica. Invece, noi vogliamo essere coriacei e glaciali come la Juventus, che soffre e resiste agli attacchi di Inter, Crotone e Cagliari, ma poi, alla fine, segna 5 volte e fa 9 punti, senza mai dare ‘na gioia una’ agli avversari, che proprio non riescono a bucare la miglior difesa d’Europa e, forse, del mondo, Galapagos comprese. Fare goal alla Juventus, al netto di un possibile rigore pro-Inter nella sfida di domenica scorsa, sembra proprio un’impresa ‘ultra-titanica’ al tungsteno. Ma dietro alla Juventus, capolista a quota 60 punti, resta saldamente seconda la Roma, che batte il 'moribondo Crotone': e ci mancava pure che perdeva! Dzeko segna e arriva a 18 goals come Higuain, ma i calci di rigore lo odiano? O forse è lui a odiarli? Sia come sia, li sbaglia sempre. Quindi, la prossima volta che la Roma beneficerà di un penalty e non ci sarà Totti nei paraggi, la massima punizione la tirerà la sindaca Raggi, così almeno una cosa buona, finalmente, l’avrà fatta. A segno pure il sempre moderato Naingollan, che come giocatore è forte davvero. Un po’ meno forte lo è in matematica: egli sostiene, infatti, che la Juve vince sempre con un rigore, ma al ‘ninja de Tor Tre Teste’ sfugge che, nella classifica dei rigori a favore, in testa spicca proprio la Roma, a quota 11, mentre la Juve è ultima a quota 2. Insomma, Naingollan: facce pace coi numeri! Il Napoli, dopo la sbornia dei 7 goals al ‘gruviera-Bologna’ si ferma a 2 col Genoa perché il terrore del Real Madrid, avversario in Champions, gli aveva suggerito di centellinare le energie in vista della trasferta al Bernabeu, dove il ‘ciuccio’ di Sarri ne ha ‘beccati’ altri 3. Ma sul Napoli è risaputo come la pensiamo: se qualcuno non si decide a ‘blindare’ la propria porta con gli orribili lucchetti di “scusa se sono deficiente, ma sono anche ‘gnocca’ e quindi ti chiamo amore, tanto te la dò, tranquillo...” le sue reti rischia di vedersele tornare regolarmente, in una nemesi compensativa da brividi. L’Inter, anche detta ‘nostra signora dei lamenti arbitrali’, pur battendo un Empoli che pareva il ‘dormiglione’ di Woody Allen, non é felice e, anzi, lancia anatemi e ‘anatremi’ all’arbitro del match perso con la Juventus, Rizzoli, reo di aver spiegato il motivo per cui ha fermato Icardi lanciato a rete da una rimessa laterale, un poco ‘spastica’, di Chiellini, che la palla voleva passarla a Buffon, mica a Icardi! Detta palla, l’arbitro l’ha vista in movimento (crediamogli...). Pertanto, la rimessa andava ribattuta: punto. Invece no, virgola, punto e virgola, due punti e ancora punto e virgola per i nerazzurri, che ‘schiumano’ rabbia come un Rotweiler della Val Brembana per un lustro di insuccessi e di mortificazioni imbarazzanti. E di chi sarà la colpa se l’Inter non vince mai un tubo? Certamente, non dell’Atalanta, sempre più ‘ganza’ (non a caso ci giocava Ganz, un tempo) e sempre più in alto come la nota grappa pubblicizzata a lungo da Mike Buongiorno. I bergamaschi hanno letteralmente ‘scuoiato’ il Palermo innanzi al suo stesso pubblico. E non si tratta de l’Atalante di Jean Vigo, ma quella tanto cara al nostro ‘her direktor’, che più vince e più vince: indubbiamente, è l’Atalanta più forte di tutti i tempi. Ma ora è anche tempo di dire che la Fiorentina batte l’Udinese tre a zero e che il Toro ne fa 5 al Pescara ma, in verità, si tratta di roba da un soldo ‘bucato’. E ci importa ancor meno delle ‘nobili’ motivazioni ideologiche che hanno portato Baccini a inventarsi una canzone così orripilante da vedersi, giustamente, premiata al Festival di Sanscemo! O era Sanremo? Ah! Già: la follia di Erasmo. Non tiriamo troppo la ‘corda’ co’ sta follia, che altrimenti Erasmo resuscita e ci rincorre per la strada.

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