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11 Giugno 2026

Il sogno in rosa

di Lucilla Corioni
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Il sogno in rosa

Sotto il cielo che ha applaudito le Olimpiadi, si accende su Hbo Max un racconto romantico e corale della corsa più amata, dove ogni pedalata diventa memoria e destino
 
'Giro d’Italia: il sogno in rosa'
nasce lì dove le emozioni hanno già trovato casa, tra le pietre antiche dell’Arena di Verona, che hanno custodito la cerimonia di chiusura olimpica del 22 febbraio e quella di apertura paralimpica del 6 marzo scorso di Milano - Cortina 2026. E’ da quell’emozione collettiva che ha preso forma una 'docuserie' capace di trasformare lo sport in racconto, la fatica in poesia, la strada in una promessa. Firmata da Filmmaster in collaborazione con Rcs Sports & Events, la serie, 5 episodi già in gran parte disponibili su Hbo Max dal 27 aprile scorso, si muove come un ricordo sentimentale che attraversa l’Italia. E’ il ciclismo: una narrazione che si insinua tra i paesaggi, accarezza le città, ascolta il battito dei corridori. E’ un racconto corale, che restituisce al Giro d’Italia la sua natura più profonda: quella di un antico sogno popolare. Ogni tappa diventa una pagina scritta con il sudore e la luce. Le salite sono confessioni, le discese, abbandoni. E mentre il presente corre veloce, il passato riaffiora come un’eco gentile. Le imprese di Pantani, Fondriest e Moser si intrecciano con le immagini di oggi, dando vita a un dialogo continuo tra epoche, tra ciò che è stato e ciò che ancora emoziona. Nel cuore della narrazione, la corsa si accende in un duello che sembra destinato a restare inciso nella memoria: il giovanDel_Toro_e_Ayuso.jpge, Isaac Del Toro contro il veterano, Richard Carapaz. E’ uno scontro che ha il sapore delle stagioni che cambiano, della giovinezza che incalza e dell’esperienza che resiste. Eppure, proprio quando tutto sembra scritto, il destino devia: sul Colle delle Finestre, tra vento e silenzio, un terzo nome irrompe e riscrive la storia. Attorno a loro, il gruppo si muove come una costellazione. Primož Roglič, Juan Ayuso, Giulio Ciccone, Simon Yates e i loro sforzi attraversano un’Italia che si offre come scenografia viva: i trulli di Alberobello, il lungomare di Napoli, la Torre di Pisa, le strade bianche di Siena fino alla magia di Piazza del Campo. E poi le montagne, severe e magnifiche di Bormio, il Mortirolo, il Colle delle Finestre, custodi di grandi imprese. Il finale è un abbraccio. Roma in primavera, accoglie i corridori con una luce morbida, quasi sospesa. Per la prima volta, la corsa raggiunge il Vaticano, dove Papa Leone XIV esce in piazza con un gesto semplice, carico di simbolo, come se il Giro trovasse lì una benedizione laica e universale. Le parole di Antonio Abete, amministratore delegato di Filmmaster, restituiscono il senso profondo del progetto: “Con 'Giro d’Italia: il sogno in rosa' raccontiamo una competizione unica, che è anche espressione della cultura e dell’identità italiana. Questo progetto riflette la visione di Filmmaster: creare contenuti autentici e di respiro internazionale, capaci di unire storytelling, sport e territorio, valorizzando il Made in Italy e rendendolo un tratto distintivo. In un anno per noi particolarmente significativo, in cui celebriamo 50 anni di attività", conclude Abete, "questa produzione rappresenta un ulteriore passo nel nostro percorso di crescita internazionale e nella capacità di portare il meglio della creatività italiana nel mondo”.
Gli fa eco Paolo Bellino, amministratore delegato e direttore generale di Rcs Sports & Events: “Questo è un progetto di grande valore strategico e culturale per il nostro evento, che favorisce la narrazione del Giro d’Italia con un linguaggio nuovo, capace di parlare a un pubblico globale senza perdere l’autenticità e la profondità che da sempre contraddistinguono la Corsa Rosa. Attraverso uno storytelling immersivo", aggiunge, "entriamo nel cuore della competizione, vivendo da vicino la sfida sportiva ma anche le emozioni, i sacrifici e le storie personali dei protagonisti. Siamo orgogliosi di portare questo progetto su una piattaforma internazionale come HBO Max, offrendo agli appassionati e a un pubblico sempre più ampio l’opportunità di scoprire, o riscoprire, la magia del Giro d’Italia”.
Dietro la 'macchina narrativa', una squadra che lavora come un’orchestra, con la regia di Alessio Muzi, la scrittura di Carlo Altinier e Davide Tappero Merlo, la fotografia di Gianluca Dall’Osto, il montaggio di Ivano De Luca e Mirko Verde. Ogni elemento contribuisce a creare un ritmo visivo ed emotivo. Filmmaster, del resto, conosce bene il linguaggio delle grandi emozioni: dalle Olimpiadi di Salt Lake City a Torino e Rio, fino a Milano-Cortina 2026, ha trasformato eventi in racconti universali. Con oltre 46 grandi eventi internazionali e più di 3 mila e 500 spot realizzati, porta in questa 'docuserie' tutta la sua esperienza e quella capacità rara di dare forma ai sogni collettivi. 'Giro d’Italia: il sogno in rosa' è, in fondo, una dichiarazione d’amore. Allo sport, certo. Ma soprattutto all’Italia, alle sue strade, alle sue voci, alla sua memoria. Una corsa che parte da un punto preciso e finisce ovunque ci sia qualcuno disposto a emozionarsi. Premiazione_rosa.jpg



Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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