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19 Giugno 2019

La Juve inciampa, ma non capitola

di Alessio Spelda
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La Juve inciampa, ma non capitola

“Se vuoi vincere la Champions League devi fare sempre la partita“: questo il commento di Andrea Pirlo, regista della scalata della 'vecchia signora' negli ultimi anni

Anche i ‘giganti’ cadono. E la Juventus sembra essere in crisi. Dalla partita con la Lazio, del 27 gennaio scorso, ha incassato 9 gol in 6 partite (due delle quali contro Empoli e Parma), subendo anche l’eliminazione dalla Coppa Italia e sperando in un’impresa contro l’Atletico Madrid. L’allarme non è dato tanto dai risultati, ma dalla condizione in campo della squadra, che sembra aver perso le sue certezze proprio nel momento decisivo della stagione. La Juve, che ha messo 6 scudetti in fila grazie alla solidità difensiva, sembra aver perso proprio questa caratteristica. La partita di Bergamo del 30 gennaio scorso, finita 3 a 0 per i nerazzurri orobici, ha dato inizio al tracollo. I giocatori di Gasperini hanno messo in campo il loro gioco 'fluido' che orma conosciamo, estremamente veloce, mettendo in crisi la difesa bianconera. Tra un Cancelo e un De Sciglio disastrosi e un Chiellini ko, la difesa non ha tenuto alle incursioni dell’attacco atalantino, esponendo così la Juve al contropiede manovrato dei bergamaschi. Ma la crisi non è solo in difesa: anche a centrocampo le idee non sono più tanto chiare. Khedira regge con difficoltà i 90 minuti; Bentancur sembra una lucina di Natale a intermittenza; Pjanic che, come ai tempi della Roma, va messo in campo con il ‘contagocce’. Ogni tanto, va in ‘tilt’ anche Dybala, mentre Bernardeschi corre ma non va a bersaglio. E CR7 viene disinnescato da un’ottima gabbia difensiva. Ma limitarsi agli ‘orrori’ di Cancelo e Mandzukic, alla scarsa tenuta di Caceres e alla ‘antileadership’ di Rugani rischia di rivelarsi un errore di valutazione. È pur vero che, dal 2012, non capitava alla Juventus di non avere nessuno della BBC (Barzagli, Bonucci e Chiellini) tra campo e panchina. E solo altre cinque volte era scesa in campo priva dei suoi titolari. Ma è anche vero che riversare tutte le speranze e la soluzione di ogni problema sul ritorno degli infortunati Chiellini e Bonucci, è anch’esso un errore: a Madrid, per esempio, nella prima delle due sfide degli ottavi di Champions, il sonante 2 a 0 non ha in alcun modo rassicurato i tifosi. E nonostante il ritorno di entrambi, la partita è sempre stata in mano all’Atletico. La squadra di Simeone ha avuto la meglio su tutta la linea, nonostante l’alto possesso palla dei bianconeri. La squadra del Cholo ha avuto la compattezza, tattica e mentale, per sfiancare i bianconeri e disorientarli: è stata la ‘garra’ dei ‘colchoneros’ a vincere, grazie soprattutto a un'intensità di gioco, con palla e senza, straordinaria. E agli scambi stretti e veloci sulle fasce laterali. Ma la compattezza deAtletico_Juve.jpgi padroni di casa si è vista soprattutto in occasione dei due goal, arrivati da due proiezioni offensive dei centrali, Gimenez e Godin. Insomma, dalla Juve tutti si aspettavano di più, soprattutto da CR7. Nonostante sia stato uno dei più combattivi, la sua assenza è apparsa evidente. Anche l’ex allenatore della ‘vecchia signora’ ed ex ct della Nazionale, Antonio Conte, è rimasto deluso dalla prestazione: ”C’è il tema della squadra che non lo ha assistito e messo in grado di far valere e rappresentare le sue qualità, però Ronaldo ha deluso”. Andrea Pirlo, ex giocatore bianconero, ha detto anche lui la sua, evidenziando le criticità della squadra nella triste serata di coppa: “L'Atletico ha avuto un'altra intensità, voleva vincere, mentre gli altri hanno giocato per il pareggio. La Juventus ha avuto paura del Wanda Metropolitano? Se hai paura, non vinci la Champions League. Il problema non è quello dei giocatori che vanno in campo, ma l'atteggiamento, che va cambiato: devi voler fare risultato e non aspettare di trovare gol su calcio da fermo. Se vuoi vincere la Champions League devi fare sempre la partita”. Nella gara di ritorno, la Juventus sfiderà prima di tutto la statistica: l’Atletico, a esclusione della Coppa delle Fiere del 1968, in trasferta non ha mai perso un match; e la Juventus è sempre stata eliminata quando ha perso l’andata per 0-2. I bianconeri saranno chiamati ancora una volta a una prestazione eroica, dal punto di vista mentale. E perfetta dal punto di vista tattico, come nel 2016 contro il Bayern e nel 2018 contro il Real Madrid. Stavolta sperando, magari, in un esito differente. E con l'auspicio di poter vedere il giocatore più letale della storia nella fase a eliminazione diretta della Champions League, portare al trionfo la propria squadra. È questo quello che fa un ‘Leader’, con la L maiuscola.

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