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21 Marzo 2026

Dogman: l'ira dei miti

di Maria Chiara D'Apote
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Dogman: l'ira dei miti

Il film di Matteo Garrone intorno alla vicenda del ‘canaro’ della Magliana è visionabile su Prime video e Raiplay: per non dimenticare come una certa ‘faccia’ di Roma sia sempre in agguato

Periferia di Roma. Il buon Marcello è un uomo piccolo e mite, che possiede un locale di tolettatura per cani e divide le sue giornate tra il modesto lavoro, l'amore per la figlia Alida e un pacifico rapporto con i suoi vicini. Per arrotondare, spaccia cocaina: questo lo porta a instaurare una torbida amicizia con Simone, un ex pugile e delinquente locale che, con piccoli crimini e atti di violenza, terrorizza gli abitanti e gli esercenti del posto, senza che nessuno abbia il coraggio di intervenire. Marcello, dal canto suo, gli procura la droga, lo aiuta in alcune rapine e subisce passivamente i suoi soprusi, accontentandosi della minima percentuale che Simone gli rende. Un giorno, Simone scopre che il negozio di Marcello comunica direttamente con quello del 'Compro oro' di Franco tramite una semplice parete in cartongesso e gli propone di svaligiarlo, abbattendo il muro che separa i locali, ma facendo un lavoro pulito. Marcello rifiuta, perché non vuole rovinare il suo buon rapporto con gli abitanti del quartiere, ma alla fine deve cedere alla prepotenza di Simone che lo minaccia. Questi compie il furto, ma fa in modo di incolpare Marcello.

Analisi del film
Un litorale desolante e desolato (il film è stato girato lungo la via Domiziana, in provincia di Caserta), che racconta una stratificazione di vissuti filmici, ricordando sia la classica borgata romana, sia il litorale di Torvaianica. La giostra fa pensare al passato, all’infanzia, agli enormi palazzoni popolari inquadrati nella loro decadenza. Un 'quartiere-dormitorio' di amara e indicibile visione, che diventa quasi una città del medio-oriente bombardata (Castel Volturno come Beirut). Le amicizie di 'boLitorale.jpgrgata' sono decolorate nell’incredibile evocativa poetica della fotografia. Poi c'è l’insegna 'Dogman': un unico 'sintagma' di pelle e ossa, accompagnato da una serie di piante che sembrano appartenere al deserto californiano, un western metropolitano svuotato di eroi. Marcello (interpretato dall’attore Marcello Fonte, premiato a Cannes per la migliore interpretazione maschile) è un toelettatore fiero del proprio lavoro: ama i suoi cani, cerca l’amore della figlia e degli amici. Le prove che deve superare sono ardue, ma le supera. Marcello è un personaggio sublime e Garrone è bravissimo a rendere poetico ciò che non lo è affatto, evocando un episodio avvenuto in anni in cui la capitale d'Italia credeva di essere uscita dai suoi problemi del passato e, all'improvviso, si ritrovò a provare la sensazioni di essere ricaduta nel passato. Non quello degli 'anni di piombo', ma dei primi anni ‘70 del secolo scorso. L’apparente sfasatura temporale del regista non giustifica l’episodio tramite un contesto sociale difficile, oppure strumentalizzando la dura vita quotidiana in un quartiere difficile rispetto alla Roma 'spendacciona' degli anni ‘80, bensì tende a riaffermare che sotto il velo di un grigio sviluppo urbano e di un mancato decentramento si nasconde, ancora oggi, il degrado delle periferie romane abbandonate a se stesse. In ogni caso, il regista evita lo 'splatter' della vicenda, che rischiava di condurlo nel territorio dell’horror hardcore, pur colpendo ugualmente allo stomaco lo spettatore, facendogli tremare i polsi. Il film è, invece, ben incentrato attorno al concetto dell'ira dei miti, che ingoiano a lungo soprusi e umiliazioni, per poi esplodere in maniera devastante. In tal senso, l’interpretazione di Marcello Fonte, giustamente premiato a Cannes, è una maschera che riempie lo schermo qualunque cosa faccia o dica, anche se il suo accento di romanesco non ha niente, o quasi. 'Dogman' di Matteo Garrone, insomma, crea un eroe svuotato per poter essere dimenticato, non come gli eroi di periferia alla 'Non essere cattivo' di Caligari.

Notizie
Pietro De Negri
 detto “il canaro” era un  malavitoso romano della Magliana, così chiamato perché ufficialmente svolgeva la professione di toelettatore di cani, il quale si macchiò di un crimine efferato, torturando per ore un altro pregiudicato. Una vicenda realmente accaduta nella Roma 'felice' degli anni ‘80 del secolo scorso, che sconvolse la capitale proprio per i suoi aspetti quasi medioevali di tortura inaspettata.
 
Cast
Regia: Matteo Garrone
Attori: Marcello Fonte; Edoardo Pesce; Nunzia Schiano; Adamo Dionisi; Francesco Acquaroli; Alida Calabria; Gianluca Gobbi
Paese: Italia, Francia
Distribuzione: 01 Distribution

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