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diretto da Vittorio Lussana
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23 Ottobre 2019

Diana Iaconetti protagonista al Teatro Studio Uno con “Solamente l’anima”

di Michela Zanarella
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Autrice e attrice attivamente impegnata nel sociale, Diana Iaconetti con la collaborazione di Saverio Conte ha dato vita allo spettacolo "Solamente l'anima" (liberamente ispirato a "Il Guerriero Immobile" di Claudio Sabelli), in programmazione in questi giorni al Teatro studio Uno di Roma. In questo secondo appuntamento con il GaiaitaliaTeatroFest (dove il teatro diventa spunto per toccare temi civili che vanno a sensibilizzare lo spettatore e lo rendono parte attiva ed integrante del progetto artistico, così come l'opinione pubblica) Diana Iaconetti rappresenta una voce sensibile pronta ad interpretare ruoli che possono farci riflettere su realtà a volte ignorate e poco considerate.

Diana Iaconetti, lo spettacolo "Solamente l'anima" che ti vede come autrice e attrice in scena al Teatro Studio Uno è uno dei sei spettacoli presenti alla 1° Edizione di GaiaitaliaTeatroFest - teatro e cultura per i diritti umani. Quali tematiche vengono affrontate e come è nato questo progetto diretto da Stefano Santini?
“Io e Stefano Santini ci conosciamo da molti anni e “Solamente l’anima” nasce perché entrambi avevamo il desiderio di mettere in scena proprio questa storia. Siamo felici di far parte di questa 1° Edizione di GaiaitaliaTeatroFest, un nuovo modo di fare teatro per dare più valore, o meglio voce, a tematiche delicate e spesso emarginate. Ringraziamo vivamente il direttore artistico Ennio Trinelli che ha creduto nel progetto e ci ha selezionati offrendoci la possibilità di metterlo ancora in scena. Lo spettacolo affronta le tematiche dell’attivismo politico e del carcere, per terminare in una prigione ancora più spietata, che è quella della SLA. Interpreto una figlia che descrive il suo rapporto conflittuale col padre fino ad una tenera dissolvenza, in cui le emozioni s’incrociano là dove non arrivano i corpi, in una fine incompiuta”.

Il teatro molto spesso ha una funzione determinante per il sociale, specialmente in questo momento così particolare della nostra società, quale pensi possa essere il punto di forza di "Solamente l'anima"?

“Abbiamo bisogno di occhi ed orecchie che sappiano vedere ed ascoltare la nostra realtà quotidiana. Il punto di forza di questo spettacolo è la verità ed il raccontare ciò che la gente non vuole sentire! Lo spettacolo affronta una storia realmente accaduta ed è ispirato alla raccolta epistolare de “Il guerriero immobile” di Claudio Sabelli, che affronta con coraggio la malattia mettendo a nudo le sue drammatiche esperienze, ma che ci sprona a lottare per la vita al limite del possibile, senza eccessivo accanimento. La figlia è avvolta dai ricordi del padre, con un passato costellato da battaglie politiche e ossessionato da un’ideale di giustizia, “un’esigenza” che sinceramente sento molto forte anch’io. Lo spettacolo è poi una denuncia contro le istituzioni che vogliono ridurre la vita a proprietà di uno stato confessionale dove l’individuo viene mutilato della sua soggettività per diventare appendice sovrumana”.


La tua formazione artistica vanta un percorso notevole, come ti sei avvicinata alla scrittura teatrale e alla recitazione?
“Subito dopo la laurea in Dams ho cercato di far maturare bene i miei sogni…e dopo l’esperienza come assistente all’università, ho deciso di intraprendere questo “viaggio teatrale” che mi sta trasportando su diversi piani emozionali. Ma dal 2011 ho deciso di affrontare esclusivamente tematiche sociali come esigenza di cambiamento di una società poco attenta ai bisogni dei più deboli. Nel 2011 con lo spettacolo “Il soffio del silenzio” - nell'anno in cui si sono festeggiati i 150 anni dell'Unità d'Italia - sono andata in scena con uno spettacolo che affermava con vigore i valori fondamentali della giustizia, della libertà e del sacrificio di sé in nome del bene collettivo. Uno spettacolo in cui è stato ricordato il Caporal Maggiore Scelto, Francesco Saverio Positano, che nel giugno del 2010 ha perso la vita in Afghanistan. Ho seguito il percorso con “Soggetto ad alto rischio” con il testo di Carmine Monaco in cui si parla di Equitalia, “un cancro” che rende difficile l’imprenditoria di questo paese, esasperando i lavoratori insieme ad uno Stato inefficiente che invece di offrire supporto, soffoca anche i loro sogni. Fino ad abbracciare il progetto attuale “Solamente L’anima” messo in scena per la prima volta a gennaio, nato affinché possa dare un contributo a chi è coinvolto nella dura lotta verso questa terribile malattia”.

Cosa significa essere attrice per Diana Iaconetti? 
“L’attore è una maschera che ha il privilegio di interpretare i differenti ruoli che la vita ci presenta, vivendo in prima persona le emozioni che nascono immergendosi nel personaggio, a volte pesanti ma necessari per raccontare il loro vissuto, il loro differente punto di vista per arricchire le nostre esperienze di vita e far crescere dentro di noi maggiore consapevolezza”. 

Il teatro di oggi nella sua contemporaneità, tra sperimentazioni e riferimenti al passato. Una tua riflessione.
“Il teatro oggi deve essere uno spunto per arricchire la cultura odierna, dominata da mezzi di comunicazione che lasciano poco spazio e fantasia per immaginare un mondo diverso e magari migliore. Il teatro vissuto come luogo in cui essere veri e raccontare il vero, un’indagine analitica di storie a volte scomode e taciute, ma che è bene raccontare per condividere la magia del teatro come una fucina di emozioni e vita percorsa attraverso la recitazione”. 

Dopo "Solamente l'anima" in quali progetti ti vedremo coinvolta?
“A novembre presenterò a Cosenza il mio nuovo spettacolo che affronterà il tema della violenza sulle donne. E’ liberamente ispirato al libro di Francesca Porco “Il sangue rosa - La strage delle donne”. Lo spettacolo debutterà a Roma nel 2015 e sarà presente poi a Milano per la 2a goccia solidale del progetto che ho con mia cugina Gianna Pica - “Scelgo di essere libera” - con la finalità di aiutare le associazioni che si occupano di violenza sulle donne”.

 

Solamente l'anima

“Il silenzio uccide, il silenzio ci uccide”, può essere riassunto in queste sette parole il significato profondo del lavoro teatrale di Diana Iaconetti, attrice conosciuta per il suo impegno sociale e civile, oltre che per la sua bravura.
Il silenzio, questo conosciuto sconosciuto che molti di noi, troppi di noi, utilizzano semplicemente per far finta di non vedere, per passare oltre, per dire “non me n’ero accorto”, per non vedere così da non dover intervenire, per evitare di giudicare.
Il silenzio vigliacco di una società muta per il troppo gridare.
Lo spettacolo di Diana Iaconetti è imperdibile proprio perché dà voce ad un silenzio, un silenzio che investe una malattia, una condizione umana, un orientamento o una scelta politica: è il silenzio del marito che non confessa i suoi tradimenti, della figlia che non accetta le scelte del padre, della madre che non sa come uscire da una situazione famigliare che la uccide, è il silenzio dei pavidi, dei potenti che pensano che tutto ciò che li circonda gli appartenga, ma non li riguardi.
È il silenzio di tutti coloro che sono troppo disperati per uscirne. Di questo silenzio Diana Iaconetti fa uno spettacolo indimenticabile.
Solamente l’Anima, vi lascerà a bocca aperta per il coraggio con il quale questa coraggiosa attrice ci costringe ad aprire gli occhi.
Teatro Studio Uno
4 ottobre ore 21,00
5 ottobre ore 18,30
Biglietto 10,00 euro
Via Carlo della Rocca, 14 - 00177 ROMA
Tel.775497168 - gaiaitaliateatrofest@gaiaitalia.com

“Il silenzio uccide, il silenzio ci uccide”, può essere riassunto in queste sette parole il significato profondo del lavoro teatrale di Diana Iaconetti, attrice conosciuta per il suo impegno sociale e civile, oltre che per la sua bravura.
Il silenzio, questo conosciuto sconosciuto che molti di noi, troppi di noi, utilizzano semplicemente per far finta di non vedere, per passare oltre, per dire “non me n’ero accorto”, per non vedere così da non dover intervenire, per evitare di giudicare.
Il silenzio vigliacco di una società muta per il troppo gridare.
Lo spettacolo di Diana Iaconetti è imperdibile proprio perché dà voce ad un silenzio, un silenzio che investe una malattia, una condizione umana, un orientamento o una scelta politica: è il silenzio del marito che non confessa i suoi tradimenti, della figlia che non accetta le scelte del padre, della madre che non sa come uscire da una situazione famigliare che la uccide, è il silenzio dei pavidi, dei potenti che pensano che tutto ciò che li circonda gli appartenga, ma non li riguardi.
È il silenzio di tutti coloro che sono troppo disperati per uscirne. Di questo silenzio Diana Iaconetti fa uno spettacolo indimenticabile.
Solamente l’Anima, vi lascerà a bocca aperta per il coraggio con il quale questa coraggiosa attrice ci costringe ad aprire gli occhi.

Teatro Studio Uno
4 ottobre ore 21,00
5 ottobre ore 18,30
Biglietto 10,00 euro

Via Carlo della Rocca, 14 - 00177 ROMATel.775497168 - gaiaitaliateatrofest@gaiaitalia.com

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Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
Registrata presso il Registro Stampa del Tribunale di Milano, n. 345, il 9.06.2010.
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