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21 Ottobre 2019

Il fantastico mondo di Ivanilda a occhi aperti

di Annalisa Civitelli
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Il fantastico mondo di Ivanilda a occhi aperti

Tra nostalgia e ricordi ciò che è immaginario si palesa grazie a una storia che ci distoglie dalla realtà: ritornare bambini, forse, è un modo di comunicare con chi ci circonda e accettare la realtà per non fuggirla

Al teatro Stanze Segrete di Roma, dal 14 al 21 ottobre, è andato in scena: ‘Il fantastico mondo di Ivanilda a occhi aperti’. Uno spettacolo che possiamo definire ‘spensierato’. L’accoglienza in sala è particolare: l’attrice protagonista, Giovanna Lombardi, si presenta seduta su una sedia. L’odore di incenso invade la piccola sala e la musica di sottofondo evoca i suoni della natura (le onde del mare, il verso dei gabbiani). Il rosso è il colore che predomina: sia l’abito della Lombardi, sia gli oggetti di scena, sono prevalentemente scelti con attenzione. L’attrice, regista e autrice del testo sviscera un mondo al femminile, composto dalla nonna, dalla madre e dalle sorelle. Emerge un ambiente infantile, dal quale si fugge per l’impazienza di conoscere il mondo, perché esso non viene mai da te. Tra toni nostalgici e pieni di ricordi si passa da un discorso a un altro, lasciando lo spettatore un po' confuso rispetto ai piani temporali – passato e presente – che entrano in commistione non favorendo una linearità che sarebbe stata gradita. Buona l’espressività del volto della Lombardi, che emana gioia, stupore, dolore e preoccupazione, così come apprezzabile è la ‘portata’ di voce, la quale denota una buona preparazione ‘attoriale’, capace di esaltare le diverse intonazioni secondo copione. La scena si sviluppa in senso orizzontale. Purtroppo, il poco spazio che il teatro offre non consente un gran margine di movimento. E ciò risulta essere, per questa performance, una ‘pecca’. Accompagnata da voci fuori campo e dalle musiche originali di Vittorio Stagni, la Lombardi ci accompagna dunque in un viaggio che ci fa dimenticare la realtà. Si tratta, alla fine, di una giovane ragazza 'aggrappata' ai suoi sogni, che racconta la propria infanzia e ciò che, oggi, è la sua visione della vita, tra l'abuso della parola ‘solito’, all’attuale utilizzo del mangiare, sino alla convivenza con un compagno. Infine, le sue considerazioni sulla vita e sulla sofferenza di quando manca l’amore. Un testo che avrebbe necessità di un lavoro di riscrittura, affinché risulti più fruibile sotto l’aspetto drammaturgico e, certamente, meno dispersivo, pur nel suo riconoscere alcune 'fissità negative' della nostra modernità. 'Il fantastico mondo di Ivanilda' forse è una favola che vuol farci ricordare l'importanza di rimanere bambini, poiché più si matura verso l’età adulta, più ci si scontra con delusioni e carenze affettive, rammentando come, per accontentare gli altri, spesso si perda di vista la propria felicità.
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NELLA FOTO: GIOVANNA LOMBARDI


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