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21 Febbraio 2019

La Papessa e la colpa di essere donna

di Cinzia Salluzzo Rovituso
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La Papessa e la colpa di essere donna

 

Fra storia e leggenda torna al Teatro Belli di Roma ‘La Papessa’ con la bravissima Sandra Collodel. Una storia controversa resa magistralmente dal regista Terry D’Alfonso con una sapiente commistione fra teatro e cinema
La Papessa, andata in scena dal 13 al 18 dicembre al teatro Belli di Roma, è una leggenda del 855 che vede una donna vestire gli abiti papali. La magistrale regia di Terry D'Alfonso si è avvalsa della bravissima Sandra Collodel, che indossa nuovamente i panni della donna che riuscì a sconvolgere le rigide leggi della Chiesa cattolica. Il testo di Claudio Pallottini e Massimiliano Giovanetti ha anche la partecipazione straordinaria di Giorgio Albertazzi e di Gigi Proietti in video. Difatti, la sapiente regia ha alternato dei momenti in video alla messa  in scena teatrale, rendendo il cinema e il teatro protagonisti, oltre agli attori, con una contaminazione decisamente suggestiva. Una ‘pièce’ che è riuscita a mescolare saggiamente il dramma con l’ironia, la commedia dell’arte con il teatro classico, grazie anche alla strepitosa interpretazione di Andrea Pirolli. Amore e sete di conoscenza, di nuovo amore assoluto e desiderio di potere, si mescolano nelle celle della vita claustrale. Il desiderio di potere di Giovanna si realizza per più di due anni: governa la Chiesa, emanando leggi e ordinando ministri, fino a risultare un personaggio moderno, attuale, effetto voluto e pienamente centrato dalla interprete, Sandra Collodel, che ha percorso i difetti e il maschilismo millenario che pervade la Chiesa, contro i quali è tenuta a confrontarsi mascherandosi da uomo. Una donna fuori dal suo tempo che ha dovuto affrontare, nelle fattezze di un uomo e molto in anticipo, i problemi di questo tempo, senza mai rinunciare sino in fondo alla propria femminilità e alla maternità che, alla fine, la smaschererà. Secondo la leggenda, infatti, si narra che fu proprio durante una cerimonia pubblica che Giovanna ebbe le doglie, in seguito alle quali venne lapidata e destinata all’oblio: “Esser donna è la mia colpa”, furono le ultime sue parole.

Fra storia e leggenda torna al Teatro Belli di Roma ‘La Papessa’ con la bravissima Sandra Collodel. Una storia controversa resa magistralmente dal regista Terry D’Alfonso con una sapiente commistione fra teatro e cinema.

La Papessa, andata in scena dal 13 al 18 dicembre al teatro Belli di Roma, è una leggenda del 855 che vede una donna vestire gli abiti papali. La magistrale regia di Terry D'Alfonso si è avvalsa della bravissima Sandra Collodel, che indossa nuovamente i panni della donna che riuscì a sconvolgere le rigide leggi della Chiesa cattolica. Il testo di Claudio Pallottini e Massimiliano Giovanetti ha anche la partecipazione straordinaria di Giorgio Albertazzi e di Gigi Proietti in video. Difatti, la sapiente regia ha alternato dei momenti in video alla messa  in scena teatrale, rendendo il cinema e il teatro protagonisti, oltre agli attori, con una contaminazione decisamente suggestiva. Una ‘pièce’ che è riuscita a mescolare saggiamente il dramma con l’ironia, la commedia dell’arte con il teatro classico, grazie anche alla strepitosa interpretazione di Andrea Pirolli. Amore e sete di conoscenza, di nuovo amore assoluto e desiderio di potere, si mescolano nelle celle della vita claustrale. Il desiderio di potere di Giovanna si realizza per più di due anni: governa la Chiesa, emanando leggi e ordinando ministri, fino a risultare un personaggio moderno, attuale, effetto voluto e pienamente centrato dalla interprete, Sandra Collodel, che ha percorso i difetti e il maschilismo millenario che pervade la Chiesa, contro i quali è tenuta a confrontarsi mascherandosi da uomo. Una donna fuori dal suo tempo che ha dovuto affrontare, nelle fattezze di un uomo e molto in anticipo, i problemi di questo tempo, senza mai rinunciare sino in fondo alla propria femminilità e alla maternità che, alla fine, la smaschererà. Secondo la leggenda, infatti, si narra che fu proprio durante una cerimonia pubblica che Giovanna ebbe le doglie, in seguito alle quali venne lapidata e destinata all’oblio: “Esser donna è la mia colpa”, furono le ultime sue parole.

 


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