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22 Ottobre 2017

Tra Gardone Riviera e Padova, le 'visite animate' nella Storia

di Fabrizio Federici
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Tra Gardone Riviera e Padova, le 'visite animate' nella Storia

Al Vittoriale degli Italiani rivive il tormentato rapporto tra il ‘Vate’, Gabriele D'Annunzio ed Eleonora Duse, attraverso l'interessante formula di coniugazione tra rappresentazione scenica e riflessione storica, applicata da anni e con successo dalla compagnia 'teatrOrtaet'

Pochi sanno che Gabriele D'Annunzio, nel 1882, ad  appena un anno dalla ‘licenza d'onore’, conseguita al Reale Collegio 'Cicognini' di Prato a soli 19 anni, tra le varie recensioni avute della sua terza raccolta di poesie, ‘Canto novo’ e dal libro di novelle ‘Terra vergine’, ne ebbe una, molto favorevole, a firma di un giovane Filippo Turati, il quale, sulla rivista diretta dal socialista e federalista cremonese Arcangelo Ghisleri, ‘La  Farfalla’, notava la precoce maturità del giovanissimo poeta abruzzese. E col socialismo, un po' come fu, ‘mutatis mutandis’, per Mussolini, il ‘Vate’ ebbe sempre un rapporto di ‘odio-amore’, sino a lasciare, nel 1898, in polemica con l'involuzione autoritaria del sistema politico assecondata da Umberto I, i banchi parlamentari della destra, dov'era stato eletto l'anno prima, per andare a sedersi, temporaneamente, a sinistra, “in cerca”, così si espresse, “di libertà e di vita”.     
Domenica 1 ottobre 2017, al Vittoriale di Gardone Riviera,  Carlo Bertinelli e Alessandra Brocadello, colonne della compagnia teatrale 'teatrOrtaet', in collaborazione con la ‘Fondazione Vittoriale degli Italiani’, hanno messo in scena ‘L'Acqua e Il Fuoco’: non uno spettacolo classico, ma  una ‘visita animata’ con testi tratti dall'omonimo spettacolo teatrale di ‘TeatrOrtaet’, nel Parco del Vittoriale, tra i Giardini della Priorìa e La Valletta, sino al monumentale anfiteatro. Secondo una formula che ‘teatrOrtaet’ applica con successo da anni, organizzando spettacoli sponsorizzati soprattutto dal ministero per i Beni e le Attività culturali o da molti enti locali, quest’eccellente compagnia di artisti coniuga adeguatamente teatro e riflessione storica: i due attori interpretano ogni volta una pièce che, in contesti museali e monumentali di grande significato e alla presenza di un folto pubblico, ripercorre un preciso momento della storia. Ne ‘L'Acqua e il Fuoco’, un D'Annunzio ormai divenuto ‘star’ della letteratura e della politica europea, interpretato da Carlo Bertinelli, rivive quei momenti giovanili e ripensa al "folle volo" di Fiume (1919- '21). E ricorda, soprattutto, il tormentato e focoso, in tutti i sensi, rapporto passionale e artistico con la ‘divina’: Eleonora Duse. Un amore intenso, esploso tra il 1898 e il 1901. La prima e l'ultima scena della visita mostrano un ‘Vate’ ormai stanco, perso nei fantasmi di quello che era stato, nonostante tutto, un grande amore, assai diverso da quello, altrettanto celebre, tra Luigi Pirandello e Marta Abba. Un ‘Fuoco’ (dal titolo del libro del 1900 in cui D'Annunzio narrava, in modo irriverente, il suo amore per la Duse, che peraltro difese artisticamente il testo) per una ‘Divina’ già avanti negli anni, costretta dal disastro finanziario a calcare un palcoscenico divenutole ormai penoso. Siamo nel primo dopoguerra, negli anni immediatamente successivi a un conflitto che, per gli europei, ha svolto un ruolo di ‘tragicVisite_animate_2.jpgo spartiacque’. La Duse, di 5 anni più grande di D'Annunzio, morirà negli Usa nel 1924, con forte dolore per il poeta, rimasto comunque a lei legato anche dopo la fine del rapporto vero e proprio. "Interpretare D'Annunzio”, spiega  Carlo Bertinelli, “mi ha causato una crisi profonda, perché ha voluto dire, innanzitutto, smantellare tutti gli stereotipi che la sua figura si porta dietro. Metterlo in scena è stata un'operazione ‘pesante’, che tuttavia, più andava a scavare, più trovava l'uomo, contraddittorio quanto si vuole, ma anche autentico nelle sue contraddizioni. Il tratto saliente della Duse che metto in scena”, spiega invece Alessandra Brocadello, fortemente immedesimatasi nei panni dell'attrice, “è l’appassionata ricerca di una sua originalità artistica. Eleonora cercava testi nuovi, autori contemporanei. Si mise in gioco:  voleva scrollarsi di dosso i personaggi dell'ottocento, fino ad allora suoi ‘cavalli di battaglia’. Si propone di trovare una strada nuova, verso la modernità".
Venerdì 13 ottobre, sempre a Gardone Riviera, nella splendida cornice del teatro interno di ‘Villa Alba’, i due attori mettono, invece, in scena ‘L'Acqua e il Fuoco’ come vero e proprio spettacolo teatrale, maggiormente ‘centrato’, in questo caso, più sul punto di vista della Duse, pur confermando una forte presenza del ‘Vate’.
Inoltre, dal 3 al 6 ottobre scorsi, Bertinelli e Brocadello hanno messo in scena, a Padova, nello splendido scenario della Cappella degli Scrovegni, forte della nuova illuminazione voluta dal comune e dall'Istituto superiore per la conservazione e il restauro finalizzata ad arginare il ‘fotodegrado’ dei pigmenti pittorici, lo spettacolo ‘Giotto sotto le stelle’: un affresco teatrale della Padova 'due-trecentesca' con personaggi come Sant’Antonio, Santa Chiara d'Assisi, la beata padovana Elena Enselmini e Dante Alighieri, contemporaneo e amico di Giotto.
Il 7 ottobre, infine, sempre a Padova, presso il cinquecentesco Bastione Alicorno, realizzato, a scopi difensivi dalla Repubblica di Venezia dopo l'assedio di Padova nella guerra della Lega di Cambrai, il gruppo 'teatrOrtaet’, in occasione del 500esimo anniversario della pubblicazione de ‘l’Orlando furioso’, hanno presentato ‘La storia di Orlando’ raccontata da Ludovico Ariosto (Carlo Bertinelli) e dai suoi personaggi, tra cui Angelica e Bradamante (Alessandra Brocadello).   
Per qualsiasi ulteriore informazione (orari, prezzi dei biglietti) visitare i siti web: www.visiteanimate.it e www.teatrortaet.it

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