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23 Ottobre 2019

Una specie di Alaska

di Carla De Leo
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Una specie di Alaska

Il dramma, portato in scena sino al 26 ottobre al Teatro dell'Orologio di Roma da Sara Bertelà, Alessandro Accini e Orietta Notari, si ispira al risveglio dopo un lungo coma: un racconto forte, che coinvolge e cattura emotivamente il pubblico 

“Il tuo cervello ha deciso di andare ad abitare per un po’ in… In una specie di Alaska”. Queste le parole usate per descrivere 29 anni di assenza. E per cercare di far comprendere a Deborah dove e come sia stata in tutto questo periodo. Ventinove anni di sospensione e di immobilità, in cui tutto è trascorso nella totale fermezza del tempo e delle cose: un po’ come essere in una stanza fatta di specchi, in cui ogni immagine si riflette dentro l’altra all’infinito. Uno stato che non è morte. Ma che non è nemmeno vita. “Una specie di Alaska” è il racconto, in un unico atto, del momento esatto in cui la quanrantacinquenne Deborah si risveglia da un coma letargico durato quasi trent’anni. Sul palco della sala Moretti del ‘Teatro dell’orologio’ di Roma, è in scena la commedia del premio Nobel inglese Arold Pinter, ispirata alle terribili testimonianze raccolte nel celebre libro, divenuto anche film, ‘Risvegli’ del neuropsichiatra Sacks. Una straordinaria Sara Bertalà, totalmente immersa e perfettamente a suo agio nei panni di Deborah. Un personaggio che coinvolge e sconvolge gli spettatori vengono completamente ingoiati dal dramma che si sta compiendo. Una stanza asettica, un letto in ferro, un tavolino e due bicchieri compongono una scenografia volutamente scarna. Perché epicentro del racconto è la psicologia del ‘risveglio’. Come si fa a spiegare a colei che mentalmente è rimasta un’adolescente che, mentre lei ‘dormiva’, il suo mondo nel frattempo è andato avanti ed è completamente cambiato? Come si fa a dirle che molti dei suoi affetti non vivono più? E, soprattutto, in che modo i sogni, il comportamento e il linguaggio di una ‘poco più che bambina’, riusciranno ad ‘adattarsi’ al corpo e al cervello di quella che ormai è una donna? In un alternarsi di menzogne e di verità, imposte dalla necessità e la volontà di proteggere quell’essere così fragile, Deborah inizierà a prendere coscienza della sua terribile storia. Un racconto forte, intenso, straziante, estremo. Intimo nell’indagare nelle viscere di quello che è, innanzitutto, un dramma personale. Ma che diventa dramma anche di chi lo osserva. Uno racconto ‘terribilmente delicato’e ben riuscito, grazie al talento dei tre interpreti in scena, ai quali va un grosso plauso per l’ottima interpretazione: talmente acuta da essere in grado di far vivere momenti di intense vibrazioni e di sconfinata sensibilità anche al pubblico in platea.

Una specie di Alaska
Di Arold Pinter 
Con Sara Bertelà, Alessandro Accini, Orietta Notari  
Un progetto a cura di Valerio Binasco
Scene, Nicolas Bovary
Costumi, Catia Castellani
Produzione Nidodiragno

Teatro dell’orologio
dall’8 al 26 ottobre 2014
via dei Filippini 17/a, 00186 Roma
Mercoledì-sabato, ore 21.30
Domenica, ore 18.30
Prenotazioni: biglietteria@teatroorologio.com


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