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28 Ottobre 2020

Una storia italiana di successo nel mondo

di Raffaella Ugolini
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Una storia italiana di successo nel mondo

L’Università telematica Uninettuno è l’esempio più emblematico di una metodologia d’insegnamento a distanza che non solo funziona, ma addirittura ha saputo trasformarsi in un polo globale di eccellenza

Un Ateneo che, dal 1992, continua a democratizzare l'accesso al sapere nel mondo, attraverso le nuove tecnologie. La prima università a distanza divenuta un polo globale di eccellenza, che in quasi trent’anni di attività ha formato oltre 8 mila professori delle università tradizionali, che hanno insegnato a distanza attraverso televisione e internet e ha creato il più grande archivio digitale europeo di videolezioni e contenuti accademici multimediali, con oltre 50 mila ore di videolezioni realizzate dai migliori docenti delle università italiane e di università di diversi Paesi del mondo e più di 10 milioni di pagine (dispense, libri, esercizi, articoli collegati agli argomenti trattati nelle videolezioni). Una storia italiana di successo nel mondo, che per la prima volta, nel 1992, ha utilizzato le reti satellitari di telecomunicazione per portare il sapere universitario nelle case di tutti. Nei giorni scorsi, l'Università telematica internazionale 'Uninettuno' si è raccontata nel Digital Talk dal titolo: ‘Dalla tv a internet, dal Consorzio Nettuno del 1992 all’Università telematica internazionale Uninettuno’, che si tenuto lo scorso 11 giugno in diretta streaming sul sito e sulla pagina Fb dell’Ateneo. L’obiettivo dell’evento era quello di mettere in luce i valori fondanti della metodologia di insegnamento e apprendimento di Uninettuno: la passione, la ricerca, l’innovazione, l’internazionalizzazione, l’inclusione e le origini dell’Ateneo. “Il successo di Uninettuno è la sua storia e il suo passato legato ai luoghi dove, da sempre, grazie alla ricerca si sviluppano nuove conoscenze e si trasmettono attraverso l’insegnamento: Io_studio_a_casa.jpgle Università. Grazie alla storia delle sue origini, Uninettuno ha sempre sviluppato molti progetti di ricerca internazionali, per individuare nuove metodologie utili a sviluppare e  condividere il sapere attraverso le nuove tecnologie”, ha dichiarato il Rettore dell’Ateneo, Maria Amata Garìto. “Quella di Uninettuno”, ha spiegato la professoressa Garìto, “è una storia visionaria e pionieristica, che ha precorso i tempi se consideriamo il ruolo centrale che l’e-learning sta occupando in questi anni e, in particolare, negli ultimi mesi. Tutte le scuole e le università del mondo, a causa dell’emergenza sanitaria oggi utilizzano l’e-Learning per continuare l’attività didattica attraverso internet. Ma molto spesso”, ha concluso, “questa nuova forma di didattica viene realizzata con molta improvvisazione e, quindi, con pochi risultati”. Il modello psicopedagogico di Uninettuno non utilizza piattaforme create da altri, ma nasce da 25 anni di attività di ricerca, condotta dal Rettore Garìto e dal suo gruppo, che vede studiosi di diverse discipline: tecnologi, informatici, psicologi, pedagogisti ed esperti di diversi linguaggi. I risultati di queste ricerche e la loro applicazione hanno consentito la creazione di ambienti di apprendimento sulla rete internet, dove al centro del processo formativo c’è proprio lo studente, che può studiare con la massima flessibilità dove vuole, quando vuole e come vuole, attraverso videolezioni digitalizzate e materiali didattici multimediali a esse collegate. Lo studente non è mai lasciato solo nei suoi processi di apprendimento ed è sempre seguito su internet da ‘docenti-tutor’ per ogni disciplina. Con le classi interattive, i forum e le aule virtuali tridimensionali sull’Isola del Sapere di Uninettuno su ‘Second Life’, gli studenti sviluppano apprendimenti collaborativi e diventano essi stessi costruttori attivi di nuove conoscenze. Al Digital Talk hanno partecipato alcuni fondatori e protagonisti della storia del consorzio e dell’Università Uninettuno: la professoressa Maria Amata Garìto, il professor Patrizio Bianchi, il professor Luciano De Menna, il professor Francesco Profumo e il professor Giovanni Puglisi.

Le origini di Uninettuno: la nascita del Consorzio Nettuno nel 1992 e la crescita dell’Ateneo grazie a un modello psicopedagogico unico al mondo
Nel 1992 nasceva ‘Nettuno Network’ per l'Università Ovunque. Un consorzio che in pochi hanno ha visto la partecipazione di 43 Università italiane e 31 straniere: il primo consorzio di livello internazionale per la realizzazione di corsi universitari a distanza. Era l’anno delle prime trasmissioni di ‘Rai Nettuno SAT’: il primo canale digitale via satellite europeo dedicato all’insegnamento universitario attraverso la televisione. Con il Consorzio Nettuno, per la prima volta università e aziende collaborarono per portare il sapere universitario e la conoscenza nelle case di tutti attraverso le reti satellitari di telecomunicazione e le nuove tecnologie. Un consorzio senza fini di lucro promosso dall’allora ministro dell’Università e della Ricerca scientifica e tecnologica, professor Antonio Ruberti, istituito il 12 novembre 1991. I soci fondatori erano 27 prestigiose Università pubbliche italiane, oltre a organizzazioni e aziende come: Confindustria, Iri, Rai, Telespazio e Telecom Italia, allora Sip. Dal Consorzio Nettuno, nel 2005 nasce l’Università telematica internazionale 'Uninettuno', che grazie a suo modello psicopedagogico di insegnamento a distanza su internet viene premiata e riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale.

Uninettuno oggi: 28 mila studenti, 114 poli tecnologici in tutto il mondo e 200 sedi di esame
Oggi, 28 mila studenti appartenenti ai 30 corsi di laurea offerti da Uninettuno, ai master e ai Mooc provenienti da 176 Paesi al mondo, studiano sul portale di Uninettuno, disponibile in cinque lingue e mediante il canale televisivo satellitare Uninettunouniversity.Tv (visibile in chiaro sui canali 812 di Sky e 701 della piattaforma Tivùsat della Rai). Oltre 700 professori e ricercatori producono e inseriscono contenuti formativi in continuo aggiornamento negli ambienti di apprendimento e nel cyberspazio didattico dell’Ateneo, grazie a una struttura reticolare, basata su 114 poli tecnologici distribuiti in tutto il mondo e 200 sedi di esame istituite presso Ambasciate italiane, Istituti italiani di cultura e Università di diversi Paesi. Gli studenti possono sostenere gli esami in molti Paesi, conseguendo un titolo di studio riconosciuto in tutta Europa. Inoltre, possono usufruire del programma di mobilitazione internazionale Erasmus +, che consente loro di fare stage e tirocini in Paesi europei ed extra-Ue, come per esempio: Egitto, Libano e Marocco. Insomma, Uninettuno oggi è diventata una grande community internazionale e accademica, che cresce anche in virtù dei 300 accordi stipulati con le migliori università europee ed extra-Ue, tra cui: Argentina, Azerbaijan, Cina, Colombia, Ghana, Giappone, Guatemala, Hong Kong, Mongolia, Mozambico, Nicaragua, Norvegia, Russia, Senegal, Somalia, Singapore, Grecia, Stati Uniti d’America, Vietnam, oltre ad alcuni Paesi del mondo arabo, come: Giordania, Libano, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Marocco, Tunisia e altri.
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Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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