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26 Ottobre 2020

Leonardo Boff: governare 7 miliardi di persone

di Redazione
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Leonardo Boff: governare 7 miliardi di persone

Il teologo e filosofo brasiliano, scrittore di fama mondiale, analizza la sfida del futuro: la governance globale di un pianeta che nel 2050 raggiungerà i nove miliardi di abitanti. Una necessità improcrastinabile per affrontare i problemi globali e garantire la sostenibilità della Terra.

La ‘escalation’ della popolazione è in crescita: nel 1802 eravamo un miliardo; nel 1927, 2 miliardi; nel 1961, 3 miliardi;  nel 1974, 4 miliardi; nel 1987, 5 miliardi; nel 1999, 6 miliardi; e, infine, nel 2011, 7 miliardi. Nel 2025, se l’impennata di riscaldamento  non avverrà, saremo  8 miliardi: nel 2050, 9 miliardi e nel 2070, 10 miliardi. Ci sono biologi come Lynn Margulis e Enzo Tiezzi che vedono in questa accelerazione un segnale della fine della specie, come succede anche ai batteri, se messi in un recipiente chiuso (capsula Petri). Presagendo la fine dei nutrienti, si moltiplicano in modo esponenziale e così muoiono tutti subito. Sarebbe l’ultima fioritura del pesco prima di morire? 
Indipendentemente da questo problema minaccioso, abbiamo un intrigante sfida: Come governare 7 miliardi di persone? È il tema della governance globale, vale a dire, un centro multipolare con la funzione di coordinare la coesistenza degli esseri umani nella stessa patria e Casa Comune. Questa configurazione è un’esigenza della globalizzazione, dato che questa implica  il relazionamento di tutti con tutti dentro allo stesso e unico spazio vitale. Giorno più, giorno meno questa governance globale nascerà, perché è un’urgenza improcrastinabile per affrontare i problemi globali e garantire la sostenibilità della Terra.
 L’idea in sé non è nuova. Come pensiero, era già presente in Erasmo e in Kant, ma è arrivata a delinearsi realmente una prima volta  con la Società delle nazioni, dopo la I Guerra Mondiale e definitivamente dopo la II Guerra Mondiale con l’ONU. Questa  non  funziona a causa del “veto” antidemocratico di alcuni paesi che impediscono qualsiasi azione globale che sia contraria ai loro interessi. Organismi come il FMI, La Banca Mondiale, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, dalla Sanità, del Lavoro, delle tariffe, del Commercio (GATT) e l’UNESCO esprimono la realtà di certa governance globale.
 Attualmente, l’aggravarsi dei problemi sistemici come il riscaldamento globale, la scarsità di acqua potabile, la cattiva distribuzione degli alimenti, la crisi economico-finanziaria stanno reclamando una governance globale.
 La Commissione sulla Governance Globale dell’ONU la definisce come “la somma dei vari modi con cui individui e istituzioni, pubbliche o private  affrontano  i loro temi  comuni, come compongono  conflitti e interessi diversi in modo cooperativo. Coinvolge non solo le relazioni governative, ma anche le orgaznizzazioni non governative, movimenti della società civile, corporazioni multinazionali e il mercato globale dei capitali”. ( Cfr. il relativo sito Internet dell’ONU).
 Questa globalizzazione avviene anche a livella cibernetico, composta da  reti globali, una specie di Governance senza governo. Il terrorismo ha prodotto la governance della sicurezza nei paesi minacciati. C’è una governance globale perversa, che potremmo chiamare la governance del potere corporativo mondiale fatta dai grandi conglomerati economico-finanziari, che si svilpuppano in forma concentrica, fino ad arrivare a un piccolo gruppo che controlla circa l’80% del processo economico. Tutto ciò è stato dimostrato dall’Istituto Federale Svizzero di  ricerca Teconologica (ETH) che gareggia in fatto di qualità  col MIT e tra noi diffusa dall’economista della PUC-SP Ladislau Dowbor. Questa governance non appare molto e partendo dall’economia influenza fortemente la politica mondiale.
Questi sono i contenuti di base  di una governance sana: pace e sicurezza, evitando l’uso della violenza come soluzione; lotta alla fame e alla povertà di milioni; educazione accessibile a tutti , perché siano attori della storia; la salute come diritto fondamentale; abitazione minimente decente; diritti umani personali, sociali, culturali e di genere; i diritti della Madre Terrra  e della natura, preservata per le future generazioni. 
Per garantire questi minimi, comuni a tutti gli esseri umani e anche alla comunità della vita, abbiamo bisogno di relativizzare la figura degli Stati Nazionali, che tendenzialmente andranno scomparendo in nome della unificazione dellla specie umana sul pianeta Terra. Come esiste una sola Terra, una sola Umanità, un solo destino, devono nascere anche una sola Governance, una e molteplice, che prenda atto della nuova realtà su scala planetaria e permetta la continuità della civiltà umana.

Leonardo_Boff.jpgLeonardo Boff, al secolo Genésio Darci Boff (Concórdia, 14 dicembre 1938), ex frate francescano ed ex presbitero, teologo e filosofo brasiliano e scrittore di fama mondiale. È uno dei più importanti esponenti della Teologia della Liberazione (spesso abbreviata con TdL, è una riflessione teologica iniziata in America latina con la riunione del Consiglio Episcopale Latinoamericano, CELAM, di Medellín - Colombia -del 1968, dopo il Concilio Vaticano II, che tende a porre in evidenza i valori di emancipazione sociale e politica presenti nel messaggio cristiano).
Il pensiero di Boff si è andato sviluppando come riflessione sul fatto che la povertà non è uno stato naturale, e che la presa di coscienza di ciò e la lotta contro questo stato dovrebbe essere parte integrante del ministero della Chiesa. La missione della Chiesa è dunque quella di aiutare i poveri a prendere il loro destino in mano; questa missione si concretizza nelle comunità di base cristiane, che tentano di coniugare il messaggio evangelico con un messaggio ed un'attività di liberazione sociale. Tale modello di "cristianesimo distribuito" era già presente nella sua dissertazione di dottorato.
Uno dei punti centrali del pensiero di Boff è che la pratica della teologia deve "avere due occhi", uno che si rivolge al passato, da dove viene la salvezza, ed uno che si rivolge al presente, "dove la salvezza diventa realtà, qui ed ora". Un esempio della costante ri-contestualizzazione boffiana è la via dolorosa commentata nel libretto Via-Sacra da Justiça, dove le sofferenze del Cristo vengono accostate alle sofferenze dei poveri. Boff concepisce la liberazione cristiana come "integrale", ovvero sia spirituale che materiale (mentre la Chiesa Cattolica tende a privilegiare la parte spirituale). La relazione fra povertà e capitalismo, ed in seguito fra povertà e globalizzazione economica hanno via via acquisito una posizione centrale in questa riflessione teologica, che ha spesso utilizzato categorie interpretative marxiste.


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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