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14 Aprile 2024

La trasformazione dei social e i nuovi luoghi di interazione del web

di Giuseppe Lorin
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La trasformazione che ha riguardato i social network è solo l’ultima delle tante mutazioni che hanno riguardato il web. E, mentre alcuni gradiscono quello che sono diventati, altri si sono spostati altrove, per cercare di ritrovare quell’ambiente originario di scambio e di interazione umana.

Non c’è nulla di immutabile, tranne l’esigenza di cambiare. Una lezione di oltre duemila anni fa che tuttora risplende, nella sua semplicità e versatilità. Di certo Eraclito non si aspettava che questo suo motto potesse un giorno essere riferito al mondo web: tuttavia, il suo concetto di panta rei calza a pennello con la natura stessa dell’universo online che, da quando lo conosciamo, non ha fatto altro che mutare e stravolgersi.

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La trasformazione dei social network non è che l’ultima in ordine temporale. Entrati a far parte della nostra vita poco più di dieci anni fa, negli ultimi cinque sono diventati il pane quotidiano di moltissimi che vi trascorrono una media di due ore e mezza al giorno. Ma quelli che ci troviamo di fronte oggi sono ben diversi dai veri social degli albori, quelli in cui andavamo a ricercare l’ex compagno di classe che non vedevamo da anni, il parente emigrato di cui avevamo perso le tracce o semplicemente l’amico con cui eravamo già in contatto ogni giorno. Il fine era quello di condividere contenuti personali, storie della propria vita, episodi quotidiani con i nostri conoscenti, amici e parenti. Da qui, c’è stata la virata verso i social media: sono entrati in ballo i brand, passando tramite influencer e content creators, ma anche l’informazione e l’attualità. Dalla pubblicazione di post personali siamo passati alla condivisione di notizie flash, video e foto virali, contribuendo largamente alla diffusione di fake news e disinformazione generalizzata. Infine, siamo arrivati ai recommendation media, piattaforme dove troviamo i contenuti di persone che non conosciamo e che rispecchiano però perfettamente i nostri gusti. Social incentrati sul formato video, in cui quello che compare nel nostro feed si basa su quello che abbiamo già visto in precedenza e circa il quale abbiamo palesato il nostro interesse.

Da socializzazione a intrattenimento puro, dunque, i social network si sono trasformati nella televisione e li usiamo esattamente nello stesso modo, ma con più soddisfazione in quanto i feedback che riceviamo sono sensibilmente meglio di quelli che otteniamo accendendo la TV. I recommendation media propongono format, canali e tormentoni sotto forma di video di comici, ballerini, imitatori che ricordano appieno il palinsesto televisivo di qualche anno fa, tanto delle reti nazionali quanto di quelle locali. Come ci si poteva aspettare dal cambiamento di un fenomeno di così vasta portata, i riflessi ci sono stati e hanno coinvolto anche altri settori, lidi verso i quali si sono spinti gli utenti che in realtà erano ancora interessati alla socializzazione vera e propria. Ma quindi, dove si socializza?

La risposta è nel mondo del gaming. Da sempre caratterizzato da una forte e coesa community, il settore del gioco online rappresenta oggi quanto di più simile agli originari social network. Live chat integrate anche nei giochi in cui non è prevista una collaborazione di squadra, addirittura in slot machine e crash games - per eccellenza giochi individuali - permettono uno scambio continuo fra utenti e una conversazione che alimenta i naturali bisogni di condivisione ed interazione propri di ogni essere umano. L’interazione continua, ovviamente, anche nei live games, nell’ambito dei quali il giocatore può parlare con gli altri gamers, ma anche interagire con altre figure, come nel caso dei tavoli di roulette e poker, in cui può avere a che fare direttamente con un croupier.

L’evoluzione dei social ha quindi innescato una mutazione anche nel mondo del gaming, che ha implementato strumenti sempre più performanti per soddisfare i nuovi bisogni degli utenti, introducendo la possibilità di utilizzare webcam e avatar, nonché fornendo nuovi spazi interni alle piattaforme di gioco appositamente studiati per l’interazione e la socializzazione. E, alla stregua dei social vecchio stampo, anche in questo caso l’accessibilità è garantita tanto su computer quanto da dispositivo mobile, grazie all’alleggerimento delle piattaforme cloud e all’ottimizzazione per smartphone e tablet, oltre alla creazione di applicazioni native.

Insomma, come sono cambiati i social network, sono cambiate anche le esigenze e preferenze degli utenti. Panta rei, tutto fluisce, nulla resta immutato.


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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