Lo stop è stato decretato dalla Commissione Ue che ha aperto una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per la nostra scarsa sensibilità alle tematiche ambientali
L’Unione europea prosegue imperterrita la sua campagna verso la riduzione, tesa alla totale eliminazione, dell’utilizzo della plastica, attraverso l’attuazione sempre più concreta di una serie di riferimenti legislativi indicati e siglati nella direttiva Ue 2019/904. Il 'pacchetto' di norme, conosciuto come Sup (Single Use Plastic, ndr), non è stato applicato dall’Italia secondo le disposizioni previste dalla Ue, spingendo la Commissione a decretare una procedura d’infrazione nei confronti del nostro Paese. Il provvedimento indica il mancato recepimento sull’utilizzo della plastica a favore dell’introduzione di un nuovo sistema di 'packaging', che comprenda anche un riutilizzo circolare di materiali sostenibili e riciclabili. Un intervento che segue a stretto giro la misura deliberata l’11 marzo scorso nell’ambito della riqualificazione energetica e nell’incentivo delle 'case green': l’Italia, insieme ad altri 18 Paesi non virtuosi, ha infatti ricevuto un ammonimento dall’Ue per la mancata presentazione di un testo preliminare del Piano nazionale di ristrutturazione, il quale avrebbe rappresentato il primo passo per avviare l’ammodernamento del parco immobiliare del territorio e della sua relativa struttura energetica. Le sanzioni, che testimoniano come l’Italia si confermi ancora 'fanalino di coda' nelle tematiche ambientali e di sostenibilità, pongono l'accento sulla necessità di un rapido adeguamento alle normative europee. In questo contesto, il provvedimento sulla plastica si inserisce in una 'road map' con scadenze precise, che obbligheranno il Paese a pre
ndere misure concrete per rimediare a queste carenze, riducendo l'impatto ambientale.
La normativa Ue 2025/40 prevede, infatti, la graduale rimodulazione degli imballaggi attraverso 'step mirati', i quali tracceranno un percorso ben preciso, che dovrebbe culminare nel 2040 con l’ambizioso traguardo di registrare un 15% in meno di confezioni in circolazione.
Il primo atto formale scatterà il 12 agosto 2026 e coinvolgerà, in maniera graduale, il settore dell’hospitality: le strutture alberghiere cesseranno la distribuzione dei famosi kit di benvenuto e, più in generale, tutti i prodotti confezionati monodose come: shampoo, bagnoschiuma e creme presenti nelle strutture ricettive, che verranno sostituiti da capienti dispenser.
La norma riguarderà anche il settore della ristorazione, che dovrà adeguare i componenti del 'packaging monodose' per salse e conserve. Una ulteriore novità arriverà il prossimo anno: dal 12 febbraio 2027 sarà possibile utilizzare, presso qualsiasi esercizio che abbia licenza di somministrazione di cibi e bevande, i propri contenitori per alimenti 'take away', mentre nel 2028 scatterà l’obbligo, per gli esercenti, di offrire un imballaggio riutilizzabile per l’asporto. Un 'giro di vite' deciso nei confronti dei prodotti a base di Pfas (le sostanze polifluorurate, ndr) in vista della fatidica data del 1° gennaio 2030, in cui scatterà il divieto di consumo sul posto (bar, ristoranti e via dicendo) di prodotti generalmente contenuti in plastica. Rimarranno esclusi dal provvedimento, invece, gli involucri in carta e le confezioni dei medicinali. Attraverso l’impegno di ridurre l’uso della plastica e promuovere soluzioni più sostenibili, l’Europa può finalmente guardare a un futuro più verde e pulito, libero da una forma di inquinamento che da troppo tempo minaccia gli ecosistemi. La speranza è che, insieme, si possa costruire un domani senza plastica, dove la sostenibilità non sia più un obiettivo, ma una realtà tangibile.