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20 Maggio 2024

Fondazione Cariciv: quei bilanci che fanno pensare

di Ilaria Cordì - icordi@periodicoitalianomagazine.it
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Fondazione Cariciv: quei bilanci che fanno pensare

Una conferenza stampa, organizzata al Gran Caffè di Civitavecchia da Fabio Angeloni, esponente locale del Partito democratico, ha chiesto ai media e all’opinione pubblica di aiutarlo a far luce sulla gestione di un istituto che sembra spendere più per stipendi e consulenze, anziché sostenere gli investimenti sul territorio

Civitavecchia, luogo di porto, croceristi e tanti problemi legati all’amministrazione locale a 5 stelle. Ma soprattutto, alla forte presenza sul territorio della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia. Nata sul finire del XIX secolo, l’istituto è sempre stato presente tra la gente ‘centumcellese’, contribuendo a costruire l’attuale realtà di una cittadina che, negli anni, è divenuto il secondo scalo europeo per numero di transiti di passeggeri annui. Ancora oggi, nell’anno di grazia 2017, nonostante gli innumerevoli disastri della città – l’acqua mancante, nessun tipo di indifferenziata, amministrazione 'desaparecida' - la Cariciv continua a occuparsi di fornire sostegno finanziario alla popolazione stanziale, benché negli ultimi tempi i ‘conti’ non tornino. In una recente conferenza stampa, organizzata da un esponente del Partito democratico, Fabio Angeloni, è venuta alla luce una situazione che sembrerebbe ‘puzzare’ di 'bruciato'. “In 5 anni”, ha spiegato Fabio Angeloni, “è stato smantellato un portafoglio da 5 milioni di euro. E altri 14,3 milioni di capitale sono stati gestiti in una maniera quantomeno discutibile, poiché non sono affatto andati alla città”. Questo l’incipit di Fabio Angeloni, alla presenza delle testate locali. Il meeting è poi proseguito fornendo dati e cifre riguardo alla critica situazione finanziaria dell'istituto di credito, denunciando i presupposti allarmanti della situazione economica dell’ente, a partire dall’anno 2014. “La Fondazione, non autonoma”, ha proseguito l’esponente democrat, “utilizza gli interessi del capitale. Non si è usato il fondo di stabilizzazione e si è preso a mani ‘basse’ il capitale, che è stato speso”. Angeloni ‘tuona’ nella calda estate della città, al fine di allarmare la popolazione e le parti interessate, denunciando come la Fondazione avrebbe completamente perso di vista i costi gestionali: un esempio è l’assunzione di 7 individui, senza considerare il personale delle società di cui è socia al 100%. Il punto centrale di tutta la questione e i grandi punti di domanda che Fabio Angeloni ha voluto porre all’attenzione sono, essenzialmente, i seguenti: “Com’è possibile che i soci della Fondazione non si siano resi conto di ciò che stava accadendo? Gli organi della Fondazione stanno informando i loro soci di quanto sta avvenendo? E se sì, perché non si interviene”? Sulla base di questi argomenti, in molti si son chiesti che fine abbiamo fatto i princìpi di base che la Cariciv si era proposta all’inizio dei teFabio_Angeloni_2.jpgmpi. Continua Angeloni: “La ‘governance’ della Fondazione è disastrosa, non solo per lo sperpero di risorse per mere spese interne e gestionali, ma per il fatto che non si tratta di ricavi derivati dalle entrate degli investimenti, bensì dal consumo e dall’abbattimento del patrimonio della Fondazione. Proprio tale ‘governance’ sta portando a un establishment troppo caro: secondo i dati ufficiali di bilancio del 2017, 100 mila euro è l’importo messo a disposizione per il territorio, che stona alquanto rispetto ai 169 mila euro per il pagamento stipendiale del vicedirettore e dei vari consulenti. E con i 170 mila destinati ai compensi degli organi amministrativi”. Una vera e propria arringa, tesa a portare alla luce dati di bilancio che non convincono e, soprattutto, un decadimento della città che non ha precedenti. “Sono stati persi oltre 33 milioni di euro: 19 sono legati alla truffa subita dal fiduciario svizzero, Danilo Larini, mentre altri 14 milioni sono stati consumati attingendo direttamente al capitale, per coprire i costi del personale, le consulenze, gli ammortamenti e le erogazioni. I vertici, i consulenti e i gettoni di presenza sono costati quasi un milione di euro all'anno. Mentre nel triennio 2014-2016, la Fondazione ha concesso contributi per 6,6 milioni alle varie istituzioni e associazioni. Peccato, però, che 4,6 milioni siano stati erogati in favore dell’emittente ‘Mecenate Tv’, che ha quindi assorbito quasi un terzo del capitale speso”. Le rivelazioni dell’esponente ‘dem’ sono rivolte ai soci, ai quali intima di aprire gli occhi su una gestione finanziaria non del tutto chiara, se non addirittura ‘allegra’. Altrimenti, la conseguenza è pienamente prevedibile: “L’azzeramento societario entro il 2027”, ha concluso Angeloni. A margine della conferenza stampa, tante sono state le domande. Una di queste ci è venuta spontanea, conoscendo la situazione della città: quanto questa Fondazione influenza la politica attuale di quest’importante cittadina portuale? La risposta di Fabio Angeloni è stata chiara e distinta: “Il sindaco Cozzolino doveva quantomeno chiedere conto al proprio rappresentante in Fondazione di questa gestione. Invece, si è limitato a una lettera di solidarietà per la truffa subita. Adesso, è necessario un cambio di marcia e una drastica riduzione dei costi, a partire da un taglio netto alle uscite comprimibili: consigli di amministrazione, direttore e vice direttore generale, gettoni di presenza e consulenze varie. Solo così si potrà salvare la Fondazione Cariciv”. Nella speranza che i cittadini di Civitavecchia non si ritrovino costretti, prima o poi, ad assistere all’ennesima banca italiana che ‘salta per aria’.

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NELLA FOTO: FABIO ANGELONI (PD) ESPONE AI MEDIA I PROPRI DUBBI SULLA CARICIV

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