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2 Ottobre 2020

Marc Buisson: "La 'terza via' si fonda sul principio di solidarietà"

di Stefania Catallo
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Marc Buisson: "La 'terza via' si fonda sul principio di solidarietà"

Intervista al presidente della filiale italiana della ‘Up Day Buonipasto’, multinazionale francese protagonista della campagna di raccolta fondi intitolata ‘Più forti insieme’ in collaborazione con la Fondazione Sant’Orsola, per sostenere gli ospedali di Bologna e tutto il personale sanitario del capoluogo felsineo, impegnato in prima linea nell’emergenza coronavirus

‘Più forti insieme’, la campagna di raccolta fondi lanciata dalla Fondazione Sant’Orsola per sostenere gli ospedali di Bologna e tutto il personale sanitario in prima linea per l’emergenza coronavirus, è solo l'ultima delle iniziative di beneficenza a cui ‘Up Day Buonipasto’ ha aderito. Il gruppo multinazionale cooperativo francese si occupa di servizi alle aziende attraverso buoni pasto, buoni sociali e piattaforme di welfare aziendale. Il presidente e amministratore delegato della sede italiana è Marc Buisson, che da ormai dieci anni vive e lavora a Bologna. Assieme a Charlotte, sua moglie e anch’essa membro dell'azienda, ha voluto dare un'impronta green e solidale alla ‘Up Day’, collocando nella sede, per esempio, alcuni mobili in materiale riciclato, aprendo una piccola biblioteca aziendale e coinvolgendo i dipendenti in attività sociali e benefiche. Lo abbiamo voluto incontrare, per parlare insieme a lui di questa forma di questa aziendalismo solidale e ‘illuminato’, che sembra rappresentare la ‘terza via’ dell’economia del futuro.

Presidente Buisson, come nasce il suo interesse ai temi sociali? E perché ha voluto coniugare questo suo interesse con la ‘Day Ristoservice’, della quale è presidente e amministratore delegato?
“Provengo da una famiglia modesta, anche se non mi ha mai fatto mancare nulla. Anzi, i miei genitori mi hanno spinto a continuare gli studi quando io volevo invece iniziare a lavorare. Non mi hanno mai contestato la voglia di viaggiare o andare all’estero lasciando amici e familiari molto presto. Questo atteggiamento è stata la mia fortuna, in quanto mi ha consentito di fare il mio percorso personale e, soprattutto, degli incontri importanti, che mi hanno portato a diventare, nel tempo, un manager aziendale. Molto presto ho voluto provare a restituire qualcosa di ciò che avevo ricevuto. Da qui, il mio interesse per i temi sociali che, per me, rappresenta una ‘salvezza’, poiché mi ha permesso di rimanere sempre legato alla realtà intesa non solo come mondo del Marc_Buisson.jpglavoro, ma anche come territorio, persone e, soprattutto, alle vere problematiche quotidiane. L’azienda mi offre visibilità, ma anche disponibilità per l’impegno sui temi sociali. E trovo nei miei colleghi aiuto e spunti di riflessione, vedendo anche il loro grande impegno personale e professionale”.

Il suo lavoro l'ha portata a vivere in diversi Stati europei, prima di stabilirsi a Bologna: pensa che questa flessibilità sia un valore aggiunto per un imprenditore?
“Fino a ieri, lo era sicuramente: non tutti sono disponibili a lasciare tutto per andare a vivere in altri contesti e in altri Paesi, dovendo sempre ricostruire il proprio ambiente, gli amici, la lingua, le abitudini, i progetti professionali. Oggi, direi che si tratta di un ‘must have’. Le opportunità che ci offre il territorio sono già tante, ma spesso non bastano: bisogna andare oltre. Ma anche solo dal punto di vista personale e di apertura e di crescita professionale, confrontarsi con situazioni e realtà sempre diverse ci rimette in gioco e ci rende adattabili a tutte le situazioni. Nel frattempo, non posso nascondere che, ogni tanto, bisogna fermarsi un attimo, per motivi professionali o personali. Anche per fare il ‘punto’ della situazione e, dopo, ripartire al meglio. Mi sono stabilito a Bologna da ormai quasi 10 anni, ma viaggio tutte le settimane. Direi che a Bologna ho trovato una stabilità, una casa, un punto di riferimento dove torno sempre”.

Come ha vissuto la pandemia da Covid 19? E come ha reagito, secondo lei, la città di Bologna, capoluogo di una delle regioni italiane più colpite dal virus?
“Ho vissuto la pandemia come tanti, da casa, senza poter fare molto. È stato difficile ritrovarsi privati della libertà, anche se ovviamente era necessario: senza dubbio, è stata una situazione molto particolare e difficile. Ho avuto la fortuna di poter tornare a casa un giorno prima del ‘lockdown’, altrimenti non so come avrei potuto vivere questa situazione a distanza. Anche per le autorità, tutto ciò è stato una cosa mai vissuta. L’Italia, dopo la Cina, è stato il primo Paese a essere colpito e nessuno avrebbe mai potuto prepararsi perfettamente all'impatto con la pandemia. Abbiamo visto e vissuto le problematiche degli afflussi massici di malati presso i nostri ospedali, che non riuscivano a reggere la mole di lavoro, in una zona dove, peraltro, il sistema sanitario è eccellente”.

Up Day e Policlinico Sant'Orsola: vuole spiegare ai lettori come state collaborando e quali sono gli obiettivi che volete raggiungere insieme?
“Per la creazione della Fondazione Sant’Orsola, il progetto prevedeva che il ‘board’ fosse composto non solo da medici o persone del mondo della sanità, ma anche da imprenditori, in modo da dare una veste diversa a una fondazione ospedaliera. Abbiamo pensato che, in questo modo, il legame tra la città e la fondazione di un Ospedale storico di Bologna, un’eccellenza nazionale, potesse essere più forte. Up Day, insieme ad altri amici imprenditori, è stata promototrice della creazione della Fondazione. E lo è ancora, ovviamente, al fine di promuovere la sua attività sul territorio. E' stata un’iniziativa molto apprezzata dai nostri dipendenti e colleghi, poiché il Sant’Orsola è l’ospedale che sta più a cuore ai cittadini di Bologna”.

Marc Buisson e la famiglia: cosa desidera per le sue figlie?
“Posso non essere originale? Direi che le voglio felici, adesso e dopo. Per questo, vorrei che facessero gli incontri giusti, che sapessero vivere da sole come in gruppo, affermarsi impegnandosi con merito. E spero possano mantenere i loro punti di forza, la loro creatività e la loro apertura verso il futuro”.
Forti_insieme.jpg

QUI SOPRA: IL MANIFESTO DELLA CAMPAGNA DI RACCOLTA FONDI #PIUFORTINSIEME

AL CENTRO: MARC BUISSON

NELLA FOTO DI APERTURA: IL MANAGER FRANCESE CON LA MOGLIE CHARLOTTE E LE SUE DUE FIGLIE

 


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