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2 Aprile 2020

Napoli, il Greenwich italiano

di Clelia Moscariello
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Napoli, il Greenwich italiano

Gennaro Regina, artista di fama internazionale, è profondamente convinto che Napoli sia il ‘Meridiano 0’ del mondo, tanto da intitolare la sua prima mostra a Roma, “Siamo tutti napoletani”. La rassegna  si tiene  al palazzo della Cancelleria fino al 30 maggio 2013

20 magnifici ‘pezzi’ del maestro Gennaro Regina, tra foto monocromatiche e dipinti, mediante i quali questo l'artista partenopeo ha ritratto la ‘sua’ Napoli con i colori del rosso e dell'azzurro. Emblematica  la scelta di tradurre il titolo della mostra: “Siamo tutti napoletani” in 10 lingue diverse, compreso il dialetto partenopeo. Per Gennaro Regina, Napoli ha una grande Storia e potenzialità incredibili, poco valorizzate dall’incuria dell’uomo e dall’attuale amministrazione. Secondo lui, la città di Pulcinella è il centro della cultura del mondo, come ha dichiarato in questa nostra intervista.


Gennaro Regina, perché siamo tutti napoletani?
“Ho voluto dare un messaggio a tutte le persone che passavano, perché la mostra è situata vicino a piazza Cavour, ovvero in un luogo in cui transitano milioni di persone, costruita in tutte le lingue, per una sorta di pensiero particolare, in cui vedo Napoli come la culla della cultura del mondo, come un posto ‘pazzesco’, dove capitano le cose più brutte e le cose più belle. È l’esempio di quel che succede, di peggio e di meglio, negli altri posti nel mondo. Per questo ero indeciso tra ‘Meridiano 0’, considerando Napoli come il Greenwich italiano, oppure ‘Siamo tutti napoletani’, che risultava più facilmente applicabile a ciò che volevo comunicare”.

Come è stato il debutto a Roma?
“Molto positivo: la mostra ha avuto un bel successo, sono venuti sia napoletani che vivono a Roma, sia italiani e stranieri che hanno apprezzato molto. La sede, poi, è particolare, perché è il palazzo della Cancelleria di Stato, in cui ha sede la Sacra Rota, proprietà del Vaticano, dove, in contemporanea, c'è la mostra delle macchine di Leonardo da Vinci”.

Nelle sue mostre è predominante il colore: perché la scelta di rappresentare Napoli in questo modo?
“In questo mostra rappresento Napoli solo con due colori. Ho cominciato a figurarla con grigi solamente, oppure attraverso foto monocromatiche, con una tendenza fondamentale verso il rosso, che in questo momento mi attrae molto. Vi sono alcune opere realizzate con questa tecnica fotografica, mentre il dipinto ad acrilico e molte altre opere sono solo dipinte”.

vesuvio_regina.jpgQuali sono i colori di Napoli?
“Per me Napoli ha due colori fondamentali: l’azzurro e il rosso. L’azzurro rappresenta tutto ciò che è senza luce, l'architettura che ha creato la natura intorno a questo posto senza l'intervento della luce. Per luce intendo il fumo del Vesuvio, il sole; la predominante del rosso nasce, invece, dal sottosuolo, dalla forza del sole quando il cielo è terso. Io vedo questi colori fondamentali nella città e mi piace rappresentarla con essi”.

Perché ha tradotto il titolo della mostra in 10 lingue diverse, compreso il dialetto napoletano?
“Perché il dialetto napoletano è una lingua. Napoli ha una propria Storia e, purtroppo, l’attuale momento non descrive effettivamente quanto sia stata grande questa città, quanto hanno fatto in passato i suoi regnanti, che l’hanno amata moltissimo. I Borboni hanno fatto cose meravigliose, che ancora oggi esistono nonostante l'incuria dell’uomo e dell’attuale amministrazione. Noi abbiamo un patrimonio artistico, culturale e naturalistico a dir poco strabiliante, che potrebbe dar lavoro a tutti. E una costa spettacolare, il mare, l’archeologia e tanta arte. Purtroppo, sfruttiamo soltanto il 2-3%  di quel che abbiamo, mentre invece in altri posti, in Italia e nel mondo, da cose anche piuttosto ‘minimali’ nascono grandi progetti”.

Davvero crede che Napoli sia la culla della cultura nel mondo?
“Secondo me sì: si può tranquillamente affermare una cosa del genere”.

 

gennaro_regina.jpgGennaro Regina, classe 1960, è erede di una famiglia di editori d’arte e librai antiquari. Alla fine degli anni Novanta, apre, con il fratello Vincenzo, “Le Voyage Pittoresque”, elegante spazio in Napoli, alla Via Vittoria Colonna, dove oggettistica di lusso, spesso ispirata alle antiche guaches napoletane, incontrano stampe attentamente realizzate dagli artigiani della famiglia, oltre alle opere dello stesso Regina. Affacciatosi un po’ di anni fa nel difficile ambiente pittorico contemporaneo, Gennaro Regina ha già conquistato un certo spazio e nome (presso Rosbery’s, a Londra, un suo quadro è stato venduto per oltre 1.600 sterline). L’artista, nelle sue opere, fonde fotografia e pittura partendo da vedute, antiche e moderne, di Napoli. Schizzi e fotografie vengono rielaborate al computer e poi ridefinite con pennellate in un gioco di forti scambi cromatici, quasi emozionali. Dal 29 aprile al 1 maggio 2011, il Pan Palazzo delle Arti di Napoli, ha ospitato una sua personale intitolata ‘L’urlo del Vesuvio, nella quale l’artista utilizzava l’archetipo dell’eruzione come centro propulsore di nuove energie in una città che sembra volersi scrollare di dosso i luoghi comuni che ne mortificano le potenzialità.

 

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Napoli in factory

di Clelia Moscariello

La struttura di corso Veneto, di Gennaro Regina si trasforma in spazio multifunzionale e luogo dove vivere la cultura e far circolare le idee nel capoluogo partenopeo.


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
Registrata presso il Registro Stampa del Tribunale di Milano, n. 345, il 9.06.2010.
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